Fulvio Solms

lunedì 28 novembre 2016 17:07

La scommessa della Ferrari per il 2017 nasce da un’idea di Sergio Marchionne: rinunciare ad andare sul mercato e ingaggiare tecnici di altre squadre, valorizzare chi è dentro, riorganizzare la squadra in modo orizzontale – senza più forti figure di riferimento – e in questo modo tornare al vertice.

Uno schema low cost che, in caso di successo, smentirebbe quanto s’è fatto di default in Formula 1, per decenni. Hanno tutti buttato soldi dalla finestra, fino a oggi?

A Maranello sono convinti che l’attuale Gestione Sportiva ricalchi lo schema della Mercedes, e che chi lavora oggi «in fabbrica» – come diceva Enzo Ferrari – non sia da meno rispetto a chi si muove a Brackley. L’esempio che viene riportato è quello del nome del disegnatore della Mercedes vincitutto, che nessuno conosce. Vero: si tratta di John Owen, che non è una star come Adrian Newey ma è pur sempre un allievo di Ross Brawn, uno che nel 2009 in cui la Brawn GP con il doppio fondo si prendeva tutto, beh, era solo il capo dell’aerodinamica.

La Ferrari, insomma, un po’ si sente Mercedes e un po’ vuole costruirsi i cervelli in casa come la Red Bull fa con i piloti. Funzionerà? Lo scopriremo presto. Per il momento una piccola spia d’allarme andrebbe accesa: se davvero il Cavallino non assumerà alcun tecnico della concorrenza, resterà al buio sui segreti e i sistemi di lavoro degli altri. Stiamo a vedere come finisce, ma anche alla luce degli ultimi 15 giri del Mondiale in cui la Rossa è stata protagonista: non è una sensazione rassicurante.