• 13 Ottobre 2026 23:49

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Manovra, congelato il taglio dell’Irpef. L’autonomia ‘accelera’ il possibile voto anticipato

Ott 13, 2026

AGI – Via libera al Documento Programmatico di Bilancio, la cornice della prossima legge di bilancio, ma l’approdo della manovra in Cdm potrebbe slittare di qualche settimana, forse anche fino a novembre, molto dipenderà dall’esito del confronto con la Ue sull’uso della flessibilità concessa sull’energia. Una riunione dell’esecutivo sarebbe in programma il 23 ottobre, 3 giorni dopo la scadenza per l’invio del testo a Bruxelles. Nei prossimi giorni si chiarirà il calendario.

Intanto il Cdm ha sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni (Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto) che hanno avviato il percorso sull’Autonomia, una misura cara alla Lega, inclusa tra quelle oggetto del dialogo tra le forze di maggioranza per arrivare a un possibile voto anticipato entro la prima metà di giugno.

La partita della flessibilità con Bruxelles

Per la manovra lo spartiacque è fissato il 9 novembre, quando si terrà il prossimo Ecofin e l’Italia, al pari degli altri Paesi, tornerà a chiedere all’Europa di aprire sulla flessibilità. Possibile si discuta del dossier anche nel Consiglio europeo in programma questa settimana. La flessibilità sull’energia sarà uno dei temi delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni domani in Parlamento in vista del Consiglio Ue.

Il governo punta a ottenere l’autorizzazione a usare parte delle risorse dello scostamento in materia di energia non solo per investimenti ma anche per aiutare le famiglie. Ovvero quelle “misure volte a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie” citate nella risoluzione di maggioranza che oggi ha autorizzato lo scostamento di bilancio da 29 miliardi per il biennio 2027-28. Quanto alle spese aggiuntive sulla difesa potrebbero essere usate soprattutto per il personale e gli investimenti sul comparto della cybersecurity più che sugli armamenti convenzionali.

Intanto proseguono le interlocuzioni nella maggioranza su come dovrà essere l’impianto della legge di bilancio. Ieri si è tenuta una riunione al Mef alla presenza del responsabile dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del viceministro Maurizio Leo, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, di tecnici di palazzo Chigi e di esponenti della maggioranza. Non è stata presa alcuna decisione – lo ha confermato oggi ai cronisti lo stesso Leo – ma l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60.000 euro – una delle misure portanti del testo – è finita nel freezer, costa circa 2,7 miliardi.

Il vice premier Antonio Tajani in Cdm avrebbe aperto a un contributo delle banche, dopo un dialogo con il settore, proprio per mantenere l’estensione del taglio dell’Irpef. Se il taglio delle tasse per il ceto medio alto andrà o no nel carnet delle misure ad hoc dipenderà dalle interlocuzioni con Bruxelles sulla flessibilità (Giorgetti si sarebbe detto ottimista). Alcune voci nella maggioranza sottolineano che la misura potrebbe subire uno stop perché il suo effetto non sarebbe inquadrato come immediatamente percepibile in busta paga.

“Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire in mare aperto forse conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione: è quello che abbiamo fatto”, sottolinea il responsabile di Viale XX settembre in Aula a Montecitorio. Non mancano le polemiche per i banchi vuoti in Parlamento. “Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia”, commenta Giorgetti con Repubblica.

Manovra, le misure allo studio

Il governo sarebbe al lavoro su diversi set di misure per la manovra, da variare a seconda dei fondi che saranno realmente disponibili. La possibilità, per esempio, di intervenire – a spingere è soprattutto Forza Italia – sul cosiddetto “cashback sanitario“, ovvero sull’eventualità di recuperare in tempi ravvicinati il 19% delle somme versate per prestazioni mediche, analisi cliniche e farmaci, evitando l’attesa legata all’elaborazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Potrebbero essere inseriti comunque paletti legati a fasce d’età e di reddito.

La Lega spinge per una finestra di pensionamento anticipato a 64 anni per 180mila persone del regime misto. Il dossier sarebbe ancora aperto, i tecnici del Mef sarebbero al lavoro su delle simulazioni. Il partito di via Bellerio chiede anche l’innalzamento da 85mila a 100mila euro del limite della flat tax per le partite Iva. C’è poi la proposta di agevolazioni fiscali per le aziende per incrementare le buste paga degli under 35, con una sorta di flat tax al 5%. Pare destinata ad essere rinviata al prossimo anno qualsiasi azione sulle tredicesime. Ci sarà invece un aiuto su chi decide di investire in energia rinnovabile.

Le coperture

Le coperture alla legge di bilancio arriveranno oltre che dai fondi Ue dai proventi alla lotta all’evasione, da una ulteriore spending review nei ministeri e dal possibile contributo di banche e assicurazioni. Se la mediazione in Ue – il 15 e 16 ottobre è in calendario il Consiglio europeo – dovesse portare novità su una possibile apertura sulla flessibilità, allora il governo potrebbe procedere con una manovra più ampia. Altrimenti la coperta sarebbe inevitabilmente più corta.

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