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Maltempo, riaperta l’A 21. Allerta per il Po a Cremona, il Ticino esonda a Pavia

Nov 25, 2019

Riaperta alle 6.30, a una sola corsia per senso di marcia, l’A21 Torino-Piacenza, chiusa ieri sera tra Asti e Villanova per l’apertura di una voragine causata dalle forti piogge. Dalle dieci il ritorno alla normalità, fa sapere la Satap (del gruppo Gavio) sottolineando che “mezzi e tecnici hanno lavorato tutta la notte”. “A seguito degli eccezionali eventi atmosferici che nella giornata di ieri hanno colpito l’Astigiano – spiega la società in una nota – sull’A21 si è verificata l’erosione di una porzione del manto stradale, provocando una frattura in corrispondenza della carreggiata in direzione Torino, nei pressi dello svincolo di Asti”, senza “danni o lesioni agli utenti in transito”.

Scuole superiori oggi chiuse ad Asti, su decisione del sindaco Maurizio Rasero in conseguenza del blocco di parte dell’autostrada e delle prevedibili ripercussioni sul traffico in città. La situazione è ancora difficile anche nel Cuneese, con numerose provinciali chiuse al transito per allagamenti. A Cavallermaggiore è isolata la frazione Foresto mentre è rientrato l’allarme a Cardè, dove l’acqua è defluita dal centro. Sono 653 le persone evacuate in Piemonte a causa del maltempo, 234 nell’Alessandrino, dove ieri è morta una donna travolta dalla piena della Bormida e 258 nel Cuneese. Riapre oggi lo stabilimento della Ferrero ad Alba chiuso per il maltempo nel weekend.

Riapre anche il tratto dell’autostrada A5, tra Ivrea e Pont-Saint-Martin, che era stato chiuso sabato scorso per l’allerta sulla frana in località Chiappetti a Quincinetto. Mentre resta interrotta nelle due direzioni la A6Torino-Savona (tra Savona ed Altare verso nord e tra Millesimo e Savona verso sud) dopo il crollo di una pila del viadotto ‘Madonna del Monte’, investita ieri pomeriggio da una frana.

Allerta per il Po da Cremona a Parma

Intanto resta alta l’allerta in tutto il Nord per il livello dei fiumi ingrossati dalle piogge. Cresciuto al ritmo di dieci centimetri l’ora per tutta la notte, il Po a Cremona ha già parzialmente invaso le società canottieri e il parco delle colonie padane. Il fiume continua ad aumentare con il colmo di piena, originariamente previsto per il pomeriggio, ora stimato a domani. In mattinata un vertice in prefettura per fare il punto: le aree golenali sono già tutte sotto sorveglianza, come argini e ponti. Nelle prossime ore il livello del fiume dovrebbe arrivare oltre i quattro metri sopra lo zero idrometrico, poco sotto la grande piena del 2010.

Nel Parmense l’attenzione è massima per questo pomeriggio, quando si prevede pche venga superata l’allerta di livello 3. La protezione civile è pronta ad evacuare i residenti se sarà necessario.

Esonda il Ticino a Pavia

Critica la situazione anche nel Pavese. Nella notte il Ticino è esondato nel rione del Borgo Basso, a Pavia: l’acqua è salita per alcuni centimetri in via Milazzo, la strada che si affaccia sul fiume. Stamattina la Protezione civile e gli addetti del Comune hanno aiutato i residenti a uscire di casa e in piazzale Ghinaglia è attivo un presidio con pompieri e 118. Al Ponte della Becca il Po continua a salire: alle 8 aveva raggiunto i 5,85 metri sopra lo zero. La soglia di allarme rosso, a più 5,50, è stata toccata stanotte. Il fiume è già esondato in parte delle aree golenali. Le maggiori preoccupazioni nella frazione Vaccarizza del Comune di Linarolo, la più vicina al fiume. La pioggia si è fermata, ma si attende il passaggio di una nuova ondata di piena.

In Calabria chiesto lo stato di emergenza

Restano critiche le condizioni in Calabria, dove piove ininterrottamente da sabato sera e ieri alcune strade erano state invase dall’acqua a Reggio e Lamezia Terme (Catanzaro). Nonostante il declassamento dello stato di allerta da rosso ad arancione restano le criticità per frane, smottamenti e allagamenti e il governatore Mario Oliverio annuncia che oggi chiederà al governo di dichiarare lo stato di emergenza.

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