• 27 Febbraio 2026 13:11

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L’unica Ferrari Enzo cabrio al mondo: dai videogame alla realtà

Feb 27, 2026

Il confine tra il sogno digitale e la realtà meccanica si è finalmente assottigliato fino a sparire, dando vita a un progetto che sfida le leggi del tempo e del collezionismo. Nel 2006, il celebre videogioco OutRun 2006: Coast 2 Coast fece sognare milioni di appassionati introducendo una versione scoperta della Ferrari Enzo, un’auto pensata per sfrecciare tra scenari mozzafiato baciati dal sole. Quella che nacque come un audace esercizio di stile digitale, sviluppato in stretta collaborazione con i designer ufficiali della Casa di Maranello, era destinata a rimanere confinata all’interno di uno schermo, senza mai trovare un seguito nelle linee di produzione reali.

Tuttavia, a distanza di vent’anni, quella fantasia è uscita definitivamente dai circuiti virtuali per trasformarsi in un oggetto tangibile e ruggente: grazie alla visione e al lavoro di LMM, l’idea di una “Enzo aperta” è stata riportata in vita con una fedeltà assoluta, diventando la materializzazione di un desiderio coltivato per decenni da gamer e puristi del marchio. Un’auto per lustrarsi gli occhi e per comprendere che, a volte, anche le fantasie più bizzarre possono prendere forma.

La genesi del mito: la Ferrari Enzo del 2002

Per comprendere appieno l’eccezionalità di questa operazione, è necessario guardare alle radici profonde della vettura originale. La Ferrari Enzo è, senza ombra di dubbio, una delle hypercar più leggendarie di sempre, un monumento alla velocità intitolato al fondatore stesso del Cavallino Rampante. Presentata nel 2002, fu prodotta in una serie limitatissima di appena 400 esemplari — 399 destinati ai clienti storici più una vettura aggiuntiva donata per beneficenza — rappresentando il vertice assoluto della tecnologia Ferrari derivata direttamente dai trionfi in Formula 1 dell’epoca.

Sotto il cofano centrale-posteriore pulsava un maestoso V12 aspirato da 6,0 litri capace di sprigionare 660 CV e 657 Nm di coppia, originariamente abbinato a un cambio robotizzato a sei marce gestibile tramite le allora rivoluzionarie palette al volante. Se all’epoca il prezzo di listino si aggirava sui 660.000 euro, oggi la sua rarità e il prestigio storico l’hanno resa un pezzo di inestimabile valore, con quotazioni che superano abbondantemente i 3-4 milioni di euro.

Un pezzo unico e già da leggenda

La creazione firmata LMM non è un restyling, ma riscrive parte del DNA tecnico della hypercar di Maranello per renderla un’esperienza di guida ancora più viscerale e analogica. Sebbene la base rimanga tecnicamente fedele all’originale – mantenendo il sofisticato telaio in fibra di carbonio, l’aerodinamica attiva e il possente V12 da 660 CV – la vettura è stata rifinita nella raffinata tonalità Grigio Ingrid, che le conferisce un’eleganza senza tempo.

La vera rivoluzione risiede però nella trasmissione: sfidando la configurazione di serie, questa variante è stata trasformata adottando un cambio manuale tradizionale. La presenza della leva nell’abitacolo, unita alla libertà dell’assenza del tetto, trasforma la Enzo in qualcosa di mai visto prima, capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 3,6 secondi e di lanciare il pilota oltre i 350 km/h. È la realizzazione di una “variante proibita”, un’auto che non è mai figurata nei piani ufficiali di Maranello, ma che oggi rappresenta il tributo definitivo a una leggenda capace di correre dai pixel del passato all’asfalto del presente.

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