Tra i ricordi di gioventù di Luca Carboni un posto di rilievo lo occupano le corse in moto lungo le vie di Bologna, spesso in compagnia di Lucio Dalla. Il cantautore possedeva una Ducati Scrambler, lo stesso modello scelto dal collega, con il quale condivideva la passione per le due ruote, come da lui stesso raccontato in un’intervista al Corriere Fiorentino del luglio 2026. Le soste nei locali degli amici interrompevano soltanto per qualche momento le loro conversazioni sulla musica.
Le notti sulle strade di Bologna
Le escursioni cominciavano spesso la sera e terminavano all’alba: Carboni e Dalla attraversavano il centro di Bologna e percorrevano i viali, fino a salire sui colli, concedendosi delle brevi pause da Vito oppure dall’Agnese delle cocomere, due ritrovi conosciuti in città.
Entrambi montavano in sella a delle Ducati Scrambler, modello che negli anni Sessanta e Settanta aveva contribuito a rendere popolare il marchio anche fuori dall’Italia. Sulla cilindrata della sua moto Carboni non è mai sceso nei particolari, a differenza di Dalla, la cui passione per una Scrambler 250 del 1969 è ben documentata.
All’epoca, ha ricordato Carboni, i due potevano rallentare e procedere affiancati, continuando a parlare e scherzare durante il viaggio. Si circolava ancora senza l’obbligo generalizzato del casco, introdotto in Italia soltanto successivamente: un dettaglio che farà sgranare gli occhi alle nuove generazioni. Con le norme del Codice della Strada e le rigorose disposizioni in materia di sicurezza, una scena del genere sarebbe infatti oggi inammissibile.
La Scrambler 250 di Lucio Dalla
Sulla sua Ducati del 1969 Dalla aveva fatto eseguire alcune modifiche. Il telaio era stato ribassato per adattare la moto alla sua statura (i suoi 1,65 m gli rendevano un po’ difficile poggiare entrambi i piedi a terra), mentre il serbatoio aveva abbandonato il rosso originale in favore del blu e dell’argento, in omaggio ai modelli americani.
La Scrambler puntava innanzitutto il mercato statunitense. Proposta nelle cilindrate di 250, 350 e 450 centimetri cubici, tutte con motore monocilindrico, poteva avventurarsi pure sullo sterrato, seppur preferisse l’asfalto. Il manubrio largo e la posizione di guida piuttosto alta aiutavano a riconoscerla. Nel 2015 la Casa emiliana ha recuperato il nome per una nuova gamma, mantenendo alcuni richiami estetici alle produzioni degli anni Sessanta e Settanta.
Tuttavia, nel caso di Carboni contano soprattutto i ricordi associati alle persone e alle serate trascorse in compagnia. Nella sua carriera Dalla ebbe peraltro un ruolo decisivo: lo mise in contatto con gli Stadio e lo incoraggiò a cantare personalmente le proprie canzoni.
Il Volo – Uno per tutti: la serata conclusiva
Si chiude mercoledì 28 ottobre, su Canale 5, Il Volo – Uno per tutti, e tra gli invitati dell’ultima serata è annunciato Luca Carboni. Lo spettacolo, registrato a Palazzo Te, a Mantova, con Gianluca Ginoble e Katia Follesa alla conduzione, vede il trio formato da Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto esibirsi anche insieme a Fabio Concato, i Blue e Sarah Toscano. La partecipazione televisiva arriva durante il ritorno sulle scene di Carboni dopo la malattia, una fase della sua vita ripercorsa anche nel libro Luca non parlava mai e nel progetto musicale Rio Ari O Live.