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Us Open, Djokovic ko, Wawrinka re di New York 

Set 12, 2016

lunedì 12 settembre 2016 08:53

NEW YORK (Stati Uniti) – Stan Wawrinka è il primo a sapere di non essere sempre stato abbastanza forte mentalmente. Questo è il motivo per cui, quando invece riesce a mettere in campo il coraggio durante un match, ama puntare il dito indice della sua mano destra contro le tempie. E quel gesto è stato fatto ripetutamente dallo svizzero nella finale degli Open degli Stati Uniti, nella quale stanotte ha prevalso a sorpresa sul campione in carica Novak Djokovic in quattro set (6-7, 6-4, 7-5, 6-3) per andare a prendersi il primo titolo a Flushing Meadows e il terzo Slam della sua carriera. “È stato quello che ha giocato meglio. È stato tenace mentalmente” ha ammesso il serbo alla fine del match, regalando allo svizzero due dei più bei complimenti che un tennista possa ricevere dal numero 1 mondiale. “Sapeva quello che doveva fare. E io sono stato solo sfortunato in alcuni momenti. Questo è tutto”. Il 31enne Wawrinka è il più anziano vincitore degli Open americani dal 1970, e la sua vittoria fa rispolverare dagli archivi tempi lontani e nomi mitici: 36 anni fa vinse l’allora 35enne australiano Ken Rosewall, che con Rod Laver, Tony Roche e John Newcombe formava un quartetto delle meraviglie. Wawrinka è entrato in campo per la finale dopo essere passato per 18 ore di tennis complessive nei turni precedenti, esattamente il doppio rispetto alle nove di Djokovic. “Sono stato per molto tempo in campo in queste due settimane e sono completamente sazio” ha detto durate la cerimonia di premiazione, nella quale ha omaggiato gli Stati Uniti ricordando che si giocava nel 15° anniversario degli attentati alle Torri Gemelle. Ha dovuto aspettare 28 anni per assaporare la semifinale di uno Slam, ma ora è andato in finale tre volte nei quattro tornei maggiori e tre volte ha vinto. E con Djokovic sembra avere una predilezione particolare: tolti i match degli Slam ha un passivo di 19-0, ma tre volte lo ha battuto dove conta davvero, nei quarti in Australia nel 2014, a Parigi in finale l’anno scorso, e ora. Non male per uno non abbastanza forte mentalmente.

IL TRIONFO DELLA KERBER

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