In Italia, dove gli addetti diretti rimangono 36mila, il costo per ora lavorata è di 50,7 euro. In Germania, dove gli addetti diretti restano 49mila, è di 85,6 euro. Peccato che in repubblica ceca, dove l’industria del bianco tedesca ha creato una sorta di doppione di se stessa a costi spaventosamente più bassi, sia ancora adesso – nonostante l’incremento degli ultimi anni – pari a 15 euro all’ora. Ecco perché l’industria del bianco della Germania non sta sperimentando un deterioramento paragonabile a quello italiano: le imprese tedesche hanno collegamenti strettissimi con le fabbriche dell’Europa dell’Est e, così, mediano su costi operativi e costi strutturali.
COSTO PER ORA LAVORATA PRODUTTIVA
€/H std. (Fonte: Centro Studi Fondazione Ergo)
ORE LORDE LAVORATE
Ore anno nette lavorate. (Fonte: Centro Studi Fondazione Ergo)
Per capire la natura – fisiologica o patologica – di un sistema industriale, occorre dissezionare il suo corpo adoperando il bisturi della produttività. Secondo le stime della Fondazione Ergo, ponendo al livello 100 la produttività degli stabilimenti italiani, la produttività tedesca è a 106 punti, quella ceca è a 120 punti e quella spagnola è a 127 punti. Questo indice di produttività è depurato dal costo del lavoro ed è determinato dalla miscela fra l’efficienza e il metodo di lavoro, fra l’organizzazione e la componente tecnologica della fabbrica.
«Da questo punto di vista – nota Gianluca Ficco, responsabile del bianco per la Uilm – esiste un margine di significativo miglioramento. Il salto evolutivo va compiuto adesso. L’industria del bianco italiana è sottoposta, da almeno venti anni, a pressioni molto intense. Fino agli anni Novanta le nostre imprese si sono avvantaggiate della svalutazione competitiva della lira. Poi, negli anni Duemila sono diventate competitive le fabbriche dei Paesi dell’Est. La Polonia, e l’allora Cecoslovacchia, sono diventate la periferia industriale della Germania. Non solo con un costo del lavoro molto basso, ma anche con monete nazionali deboli, svalutabili rispetto all’euro. Esattamente come capitava, a noi, ai tempi della lira».
INDICE DI PRODUTTIVITÀ
In percentuale. (Fonte: Centro Studi Fondazione Ergo)
Dunque, esistono elementi strutturali che superano le condizioni dei singoli noccioli duri industriali: Electrolux impegnata a compiere un upgrading strategico incentrato sullo stabilimento di Susegana (vicino a Pordenone), i cinesi di Haier che hanno comprato la Candy della famiglia Fumagalli, in una uscita del capitalismo italiano dal Novecento simbolicamente significativa tanto quanto l’acquisizione della vecchia Indesit dei Merloni da parte della Whirlpool che, peraltro, assorbendo l’antico gruppo di Fabriano non è riuscita a evitare la cannibalizzazione dei marchi.
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