• 11 Marzo 2026 7:18

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L’innovazione biomedica passa anche dall’industria

Mar 11, 2026

L’annuncio che Uğur Şahin e Özlem Türeci, fondatori di BioNTech, lasceranno l’impresa e ne avvieranno una nuova dedicata allo sviluppo di tecnologie mRNA di nuova generazione segna un passaggio interessante nella storia recente della biotecnologia. La reazione negativa dei mercati ha attirato l’attenzione su un possibile problema di successione nella guida dell’azienda, anche al netto del fatto che i fondatori porteranno alcune tecnologie e know-how nella nuova azienda. Ma che cosa indica questo passaggio nella traiettoria di una tecnologia che negli ultimi anni ha cambiato il panorama dei vaccini e della medicina molecolare?

BioNTech nasce nel 2008 con un progetto molto preciso: costruire una piattaforma terapeutica basata sull’RNA messaggero. L’idea di utilizzare questa molecola come farmaco o come vaccino circolava da tempo nella ricerca accademica. Le difficoltà tecniche erano numerose: l’instabilità della molecola, la sua rapida degradazione nell’organismo, la risposta immunitaria innata che l’RNA può attivare quando viene introdotto artificialmente nelle cellule.

Negli anni precedenti alla pandemia la tecnologia rimaneva una promessa scientifica ancora in fase di consolidamento. La pandemia di Covid-19 ha accelerato lo sviluppo in modo straordinario. Il vaccino sviluppato da BioNTech insieme a Pfizer dimostrò in pochi mesi che l’mRNA poteva essere utilizzato su scala globale. La produzione industriale di centinaia di milioni di dosi e la rapida approvazione regolatoria trasformarono una tecnologia sperimentale in una piattaforma terapeutica pienamente operativa.

La fase iniziale di una tecnologia è dominata dalla ricerca esplorativa: esperimenti ad alto rischio, ipotesi teoriche ancora in evoluzione, piccoli gruppi di scienziati che cercano di capire se una nuova idea biologica può funzionare. Quando la tecnologia dimostra di funzionare, il lavoro cambia direzione. Diventano centrali la riproducibilità, la produzione su larga scala, la gestione dei trial clinici e il rapporto con le autorità regolatorie. L’innovazione continua, ma assume una forma più sistematica: migliorare una piattaforma esistente, adattarla a nuove indicazioni cliniche, ottimizzare la produzione.

BioNTech oggi si trova chiaramente in questa fase. L’azienda possiede una pipeline clinica ampia, con numerosi programmi oncologici e diversi studi in fase avanzata. La struttura organizzativa e il fatturato sono sempre più quelli di una grande azienda farmaceutica. Questo tipo di organizzazione è necessario per portare nuove terapie ai pazienti, ma modifica il rapporto tra ricerca scientifica e sviluppo industriale.

Del resto, non è il primo addio: nel 2022 Katalin Karikó, che aveva ricoperto ruoli scientifici importanti nella società, lasciò l’azienda per tornare all’ambiente accademico, per poi ottenere un Nobel subito dopo. L’episodio mostrò come il percorso professionale degli scienziati che contribuiscono alla nascita di una piattaforma tecnologica non coincida necessariamente con la fase industriale della stessa piattaforma.

La decisione di Şahin e Türeci può essere letta nello stesso quadro generale. I fondatori hanno guidato BioNTech durante la fase di costruzione della tecnologia e durante la sua trasformazione in un’infrastruttura industriale globale. Per uno scienziato, però, la parte più interessante di una tecnologia spesso si colloca prima che questa raggiunga una forma stabile. Nel caso dell’mRNA esistono numerosi ambiti nei quali la ricerca di base continua a esplorare nuove possibilità: sistemi di delivery più efficienti, molecole di RNA con proprietà strutturali diverse, strategie per modulare la durata dell’espressione proteica, combinazioni con altre tecnologie di ingegneria genetica.

L’esplorazione di queste direzioni richiede ambienti di ricerca molto flessibili, nei quali il rischio sperimentale è elevato e l’orizzonte temporale degli esperimenti può essere lungo. Le startup biotecnologiche nascono spesso con questa funzione: creare spazi nei quali nuove idee possono essere testate prima che diventino programmi industriali.

Da questo punto di vista la scelta dei fondatori di avviare una nuova impresa dedicata alle tecnologie mRNA di prossima generazione appare coerente con una dinamica ricorrente nella storia dell’innovazione biomedica. Una prima azienda costruisce la piattaforma industriale di una tecnologia; una nuova generazione di progetti di ricerca esplora le possibili evoluzioni di quella piattaforma.

BioNTech rappresenta oggi la fase di consolidamento industriale dell’mRNA terapeutico. La nuova impresa dei suoi fondatori potrebbe diventare uno dei luoghi nei quali si sperimentano le evoluzioni future della stessa tecnologia. Il trasferimento di conoscenza tra ricerca scientifica e industria non segue una linea semplice che va dalla scoperta al prodotto finale. Il processo assomiglia piuttosto a un ciclo: la ricerca genera una tecnologia, l’industria la stabilizza e la rende disponibile ai pazienti, nuove ricerche riaprono il campo con idee che portano oltre quella tecnologia. La vicenda dei fondatori di BioNTech sembra collocarsi proprio in questo punto della traiettoria.

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