L’Italia vorrebbe in questo caso funzionare da apripista europeo, ma soprattutto cerca di evitare l’irrilevanza in cui rischia di cadere ormai da mesi. La Libia sempre pi in guerra, con le forze militari di Khalifa Haftar, noto come l’uomo forte della Cirenaica, che grazie in particolare all’arrivo di contractor russi a settembre — il numero varia a seconda delle fonti da 200 a un paio di migliaia — sta stringendo l’assedio su Tripoli e guadagnando terreno. Sull’altro fronte, la pletora di milizie che sostiene il governo di Accordo Nazionale guidato da Fayez Sarraj a Tripoli conta ormai sulle armi turche. Una pericolosissima guerra per procura che marginalizza gli europei, mentre avvantaggia altri attori come Egitto, Emirati, Russia e Turchia. Persino il tradizionale braccio di ferro tra Italia e Francia adesso stato superato dai fatti sul terreno, continua a ripetere apertamente persino il tradizionalmente molto riservato inviato speciale dell’Onu per gli affari libici Ghassan Salam.