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Lezioni all’aperto e didattica “rivista”, a cosa si lavora per la scuola a settembre

Giu 10, 2020

le ipotesi allo studio

Illustrate le linee elaborate finora dal gruppo di 18 esperti costituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

Azzolina: obiettivo è riapertura scuola a settembre in sicurezza

Illustrate le linee elaborate finora dal gruppo di 18 esperti costituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

10 giugno 2020


2′ di lettura

Lezioni all’esterno, cambiando il modello didattico. Ma anche un nuovo concetto di classe, che potrebbe cambiare, «è una microcomunità che ha sempre meno senso». Per il rientro a scuola settembre si lavora a questo stando a quanto anticipato dal professor Patrizio Bianchi, in audizione in commissione Istruzione alla Camera in qualità di coordinatore del Comitato di esperti costituito dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina con il compito di presentare proposte per la ripresa.

Le soluzioni ipotizzate

Il Comitato propone di riorganizzare le attività didattiche prevedendo di svolgerle negli spazi esterni alla scuola come parchi, strutture sportive o spazi culturali; ridurre il numero di alunni per classe; stringere alleanze con le comunità culturali e quelle educative di ogni città con il supporto dei sindaci; prevedere misure per il sostegno agli studenti con disabilità e il reclutamento di assistenti sociali, psicologici e sociologici perchè «i nostri insegnanti in questa fase sono stati messi a durissima prova e lo saranno dei prossimi anni. Occorre dotarli di capacità di gestione delle emozioni ma non vanno caricati troppo: va allargata la comunità educante».

La necessità di innovare

Bianchi ha spronato a usare «la tragedia della pandemia» per innovare. «Se non si semplifica – ha detto – a settembre non si può riaprire: non si possono fare gare pure per importi bassi». E ai deputati che gli chiedevano chiarimenti su mascherine e distanziamento al rientro a settembre ha detto: «È Miozzo (coordinatore del Comitato tecnico scientifico ndr) il responsabile di tutti i presidi di contenimento dell’epidemia, le domande le dovete rivolgere a lui».

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Tempi e numero di allievi

Tra i possibili strumenti da affidare all’autonomia scolastica in vista della ripartenza a settembre, la task force prevede la predisposizione di gruppi di apprendimento con un numero di allievi adeguato agli spazi effettivamente disponibili nelle scuole e in spazi reperiti all’esterno e la rimodulazione del tempo delle lezioni in modo da offrire «le attività in presenza per il maggior numero di allievi ed un ricorso selezionato e consapevole a modalità blended».

La ministra: getteremo le basi per una scuola nuova

Soddisfatto per i contenuti dell’audizione il presidente della Commissione Cultura e Istruzione, Luigi Gallo (M5S). Ma l’opposizione è critica. «La task force del ministero dell’Istruzione non ha ancora prodotto un documento ufficiale e Patrizio Bianchi, che presiede questo comitato, ha balbettato nella sua audizione odierna alla Camera. Non è accettabile che a tre mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico non ci sia uno straccio di piano per la ripartenza», ha commentato Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Critiche in audizione sono arrivate anche dalla Lega. Ma ringraziamenti arrivano dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al professor Bianchi e alla task force. «Riapriremo le scuole a settembre e getteremo le basi per una scuola nuova», dice la ministra.

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