Per forza di cose uno dell’esperienza, della cifra tecnica, della capacità di lasciare il segno nelle azioni offensive (82 gol segnati e 78 assist serviti nei sette anni partenopei, sempre bene ricordarlo) come il 33enne spagnolo è centrale in qualsiasi progetto di squadra, più ancora se questa squadra va fatta risalire da una situazione di classifica inaspettatamente complicata. Prima le difficoltà d’inserimento che sono state soprattutto di natura tattica, quindi la positività riscontrata al Covid-19 con conseguente ostacolo al raggiungimento della migliore condizione atletica, infine il cambio di allenatore che comporta a sua volta un cambio di metodologie e compiti: due mesi dentro un frullatore con ovvie ripercussioni sul rendimento e un solo acuto, il gol “sporco” realizzato in Coppa Italia contro il Padova nell’unica partita peraltro cominciata e finita.