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Campionato bellissimo, godiamocelo

Ott 23, 2017

Alessandro Vocalelli

lunedì 23 ottobre 2017 08:10

ROMA – È un campionato bellissimo, con cinque delle prime sei favorite – all’appello manca solo il Milan – che stanno rispondendo alla grande. Fin troppo netto il divario col resto della concorrenza, al punto che almeno finora non si avvertono disagi e problemi dagli impegni europei. Non ha faticato la Juve, malgrado gli sforzi di Champions. Non ha pagato alcun pegno la Roma alla straordinaria prova di Londra. E anche la Lazio, reduce dal successo di Nizza, ha chiuso rapidamente la pratica-Cagliari.

Non è andata bene invece al Var, che ha vissuto una delle giornate peggiori. Non è successo il finimondo a Udine, per un rigore negato a Mandzukic che invece si è beccato prima il giallo e poi il rosso, solo perché la squadra di Allegri è riuscita a dilagare in 10, con la tripletta di Khedira. Impressionante la prova di forza dei bianconeri, che sembrano aver cambiato pelle rispetto alla squadra degli ultimi sei scudetti. C’era una volta la BBC e di conseguenza una Juve blindata da una difesa pazzesca, mentre c’è adesso una Juve che incassa qualche rete di troppo ma è capace di andare a far gol con ancora maggiore facilità. In trasferta, con il classico 1-0 delle squadre ciniche e mature – non si dice così? – è passata anche la Roma di Di Francesco. Un anti personaggio bravissimo – un signor allenatore e un allenatore signore – capace di fare a meno dei pezzi pregiati della campagna acquisti, inquadrando perfettamente la partita da giocare. Aveva detto di attendersi una gara non spettacolare, in cui bisognava capitalizzare al massimo le situazioni e così è stato. La Roma ha così timbrato la quarta vittoria esterna di fila in campionato, grazie a un’altra rete di Kolarov. È stato lui a regalare i tre punti, com’era successo anche a Bergamo, è stato lui a firmare la rete con cui la Roma si è rilanciata a Londra. Di sicuro il suo arrivo e il recupero di Florenzi hanno dato alla squadra un’iniezione straordinaria di personalità.

Al terzo posto, accanto alla Juve, è rimasta in serata la Lazio, per nulla appagata dalla storica vittoria della scorsa settimana proprio in casa dei bianconeri. Un’altra squadra chissà, si sarebbe ubriacata per aver violato dopo due anni lo Juventus Stadium. La Lazio, no. Simone Inzaghi ha riportato tutti subito alla realtà, vincendo così a Nizza e dando continuità al campionato con il successo sul Cagliari. Inutile spendere altre parole su Immobile, che ha spianato la strada con la sua doppietta. Basta far parlare i numeri. Con le sue tredici reti in nove partite, il centravanti laziale è nettamente più avanti di Higuain che due anni fa stabilì il record assoluto di reti (36) e alla nona giornata era arrivato a quota sette. Questo non vuol dire che Immobile batterà alla fine il primato del Pipita, ma è la fotografia del suo momento pazzesco, che lo ha visto protagonista anche in Europa con la Lazio e la Nazionale,

La domenica ha fatto registrare anche la rotonda vittoria della Fiorentina, che si sta rifondando con giovani di grande valore e il pareggio del Milan che ha reso ancora più traballante la panchina di Montella. Difficile però riconoscere questa volta responsabilità dell’allenatore, costretto a giocare quasi tutta la partita in 10. O forse sì, una “colpa” Montella ce l’ha. Perché se a ragione ha reclamato un rigore su Bonaventura, a torto ha messo sotto accusa il Var per l’espulsione di Bonucci. «Un modo per prendere posizione» ha detto il tecnico, invece di stigmatizzare severamente e pubblicamente un difensore così tanto bravo ed esperto. Non è nel manuale del “perfetto allenatore” dover giustificare sempre i propri giocatori. Anche quando sono oggettivamente indifendibili.

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