• 4 Ottobre 2022 18:53

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Legge di Bilancio, tutte le critiche e le risposte del governo

Nov 4, 2016

ROMA – Si scalda il clima intorno al decreto fiscale e alla legge di Bilancio, durante le audizioni in Commissione della Camera. E già 1.000 emendamenti si cumulano sul decreto fiscale. La manovra, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, vale ormai 26,7 miliardi, il maggior deficit è di 12 miliardi. Complessivamente sul 2017 i tagli di tasse sono di 16,5 miliardi e gli aumenti di spesa 10,2 miliardi.

Tra le critiche emergono quelle sulle nuove comunicazioni Iva trimestrale che in termini di lotta all’evasione dovrebbero fruttare un gettito di circa 1,2 miliardi. Dopo i malumori dei professionisti ieri anche la Confindustria: “Siamo di fronte ad un ennesimo cambio di impostazione, che comporta un aggravio dei costi”, ha detto il direttore generale dell’associazione Marcella Panucci.

Così Palazzo Chigi alza un fuoco di sbarramento contro le critiche avanzate sulla manovra negli ultimi giorni. In una serie di slide affronta i temi del fisco, delle pensioni e delle povertà. La trasformazione di Equitalia, si dice, pone le basi per la cancellazione dell’aggio. Due miliardi per la povertà non sono pochi ma “un passo avanti enorme” partendo da zero. L’Ape non è un regalo alle banche che applicheranno tassi minimi di mercato: non ricorrere sarebbe costato 7-10 miliardi l’anno.

TUTTE LE SLIDE DEI TECNICI DI PALAZZO CHIGI

Ecco le principali risposte.

1.LE PENSIONI E L’ANTICIPO:

CRITICA. Ape (l’anticipo pensionistico) costa troppo per chi lo sceglie ed è un regalo alle banche.

REPLICA. Chi sceglie l’Ape volontaria ha “costo contenuto grazie alla detrazione fiscale (circa 4,6-4,7% anno d’anticipo)” e la scelta è volontaria. Coinvolgere le banche “è stato necessario per i vincoli della finanza pubblica”, senza ci sarebbe stato un costo di 7-10 miliardi: tassi e costi assicurazione “saranno comunque al minimo di mercato”.

CRITICA. L’anticipo Ape penalizza la pensione per sempre.

REPLICA. Non è una penalizzazione ma un prestito, “al termine dei 20 anni la pensione torna al livello ‘normale'”. Inoltre non viene ricalcolata la pensione di reversibilità e si “può decidere di estinguere anticipatamente il debito senza oneri”

2.EQUITALIA

CRITICA. Non è stata soppressa ma trasformata in altro ente.

REPLICA. Titolare della funzione ‘riscossione’ sarà l’agenzia; l’ente è solo ‘strumentale, serve cioè per la gestione interna, per dare inquadramento ai lavoratori.

CRITICA. L’aggio e le spese di riscossione rimangono.

REPLICA. L’aggio è già stato ridotto nel 2015, per abolirlo occorrerebbero 600 milioni e altri 300 per le spese di riscossione. Il superamento di Equitalia pone le basi per arrivare eventualmente alla soppressione definitiva dell’aggio.

3. SGRAVI ASSUNZIONI

CRITICA. Vale solo per stage curricolari.

REPLICA. Ne possono godere tutti, dopo le superiori o dopo l’università. “Si vuole indurre le aziende a smettere di assumere giovani con stage extracurricolari sottopagati”.

4. POVERTA’

CRITICA. Reddito inclusione incentiva l’ozio. E 2 miliardi l’anno sono troppo pochi.

REPLICA. Il reddito d’inclusione “va in primo luogo a famiglie con bambini poveri” (in media 320 euro al mese per 600 mila famiglie) che “potranno studiare e trovare occupazione migliore in futuro”. “Due miliardi contro il nulla dei governi precedenti non è poco: è passo avanti enorme”. Si prevede incremento graduale.

5. DIRITTO ALLO STUDIO PER L’UNIVERSITÀ

CRITICA: esenzione per studenti poveri toglie risorse ad Atenei. Quello che pesa non sono rette ma costo mantenimento.

REPLICA. Il fondo di 85 milioni l’anno copre ammontare introiti per studenti con Isee fino a 13.000 euro e per i nuovi massimali. Per il mantenimento degli studenti più meritevoli sono previste borse di studio per 15.000 euro l’anno netti.

6. PARTITE IVA

CRITICA. Tagliando i contributi si condanna partite Iva a pensioni basse.

REPLICA. ‘Non è così’. L’inadeguatezza delle prestazione si può porre “non a causa dell’aliquota del 25%, ma per i livelli di reddito bassi e discontinui”, per i quali “il governo punterà a trovare adeguate soluzioni nella fase 2 del confronto con i sindacati”.

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