• 28 Febbraio 2026 20:20

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Le reali condizioni di un’auto usata in Italia, il rischio dei danni nascosti

Feb 28, 2026

Comprare un’auto usata è spesso un atto di fiducia. Dietro una carrozzeria lucida e un prezzo vantaggioso può nascondersi un passato poco rassicurante, che mette a repentaglio anche la sicurezza. Sebbene molti danni siano di lieve entità, lungo le strade italiane continua a circolare una quota di veicoli che le assicurazioni avevano già dato per irrecuperabili.

Il rapporto sul valore delle vetture di seconda mano

Il confine tra una vettura da sistemare e un rottame, in Italia, è pericolosamente sottile. Non c’è una norma scritta, ma di solito le assicurazioni alzano bandiera bianca quando rimettere in sesto il veicolo costa più del 70-75% del suo valore. Finita lì? Nemmeno per idea. La fotografia scattata da carVertical tra il 2024 e il 2025 è poco rassicurante: nello Stivale, quasi l’8% dei mezzi con un sinistro presenta danni che valgono più della metà della macchina. Matas Buzelis, esperto di carVertical, spiega:

“In molti casi riparare un’auto gravemente danneggiata non è economicamente conveniente. Questo può spingere alcuni venditori disonesti a effettuare riparazioni superficiali, utilizzando ricambi di bassa qualità e omettendo agli acquirenti informazioni fondamentali sulla storia del veicolo”

Ogni anno 3,5 milioni di vetture svaniscono dai radar europei: finiscono in un buco nero legislativo, spesso spedite in Paesi dove i costi di ripristino sono irrisori. Lì le rimettono in sesto alla meno peggio, alimentando un traffico di ricambi e rottami impossibile da tracciare. Quello che in teoria sembra un’occasione, è in realtà un pericolo pubblico:

“Dichiarare un’auto come perdita totale non è solo una valutazione economica, ma anche una questione di sicurezza. Senza un controllo accurato della storia del veicolo, gli acquirenti rischiano di acquistare auto che non sarebbero considerate idonee alla circolazione”

Siamo abituati a pensare che un’auto importata dalla Germania sia sinonimo di manutenzione impeccabile e trasparenza. Le statistiche però segnalano una percentuale di danni gravi (oltre il 50% del valore) del 7,7% sul suolo tedesco, quasi identica a quella italiana (7,8%). Seguono la Svezia al 5,8% e la Spagna al 4,5%.

Poiché questi Paesi sono i principali esportatori verso l’Italia, l’attenzione deve essere massima. La reputazione di un mercato nazionale non può sostituire la verifica del singolo telaio. Le nuove normative Ue stanno provando a collegare i sistemi di immatricolazione nazionali per chiudere le falle, ma il sentiero è ancora lungo.

Come difendersi prima del contratto

Un’auto può cambiare tre proprietari e due nazionalità in cinque anni. In questo labirinto, l’unico filo di Arianna è lo storico del veicolo. Verificare se il mezzo ha subito danni strutturali deve essere il primo passo, ancora prima di sedersi al posto di guida per un test drive. Buzelis conclude:

“Non esiste un sistema europeo unificato che consenta di tracciare la storia dei veicoli oltre i confini nazionali. I report sulla storia del veicolo risolvono questo problema consentendo agli acquirenti di verificare il passato di un’auto dal momento della sua produzione ed evitare spiacevoli sorprese. Tuttavia, anche se la storia non mostra alcun problema, consigliamo sempre di effettuare un test drive e di far ispezionare l’auto da un’officina professionale prima di firmare”

In un mercato dove l’usato è sempre più centrale, la trasparenza è l’unica misura efficace contro le truffe transfrontaliere.

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