• 26 Febbraio 2025 20:44

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Le pagelle del ministero: Italia a due velocità sulla sanità. Veneto al top, male la Calabria

Feb 26, 2025

AGI – Solo 13 regioni sono oltre la sufficienza in tutti i parametri di monitoraggio dei Lea, i livelli essenziali di assistenza sanitaria che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini, mentre 8 sono insufficienti in almeno una delle tre macroaree di valutazione, ossia Prevenzione, Distrettuale e Ospedaliera. È quanto emerge dal rapporto definitivo del Sistema di Garanzia 2023 del ministero della Salute, predisposto proprio per monitorare l’attuazione dei Lea.

La classifica delle regioni: Veneto al top

Il Veneto è al top di questa speciale classifica, scalzando l’Emilia-Romagna, mentre fanalino di coda è la Calabria. Giù la Lombardia, che esce dalla top five, mentre il Lazio si piazza tredicesimo. Complessivamente, il Servizio sanitario nazionale mostra un trend di miglioramento nell’area ospedaliera, mentre è in peggioramento continuo nell’area distrettuale e in quella della prevenzione.

Le Regioni “promosse” in tutti e tre le aree sono Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna, le altre 8 ottengono l’insufficienza in almeno un’area.

Quelle bocciate in due macro-aree sono Valle D’Aosta (Distrettuale e Ospedaliera), Abruzzo, Calabria, Sicilia (Prevenzione e Distrettuale); in una macro-area: P.A. Bolzano, Liguria e Molise (Prevenzione), Basilicata (Distrettuale).

Si conferma un’Italia a due velocità in tema di sanità pubblica: le prime sei Regioni sono del Nord Italia e sono Veneto (288 punti), Toscana (286), Emilia Romagna (278), P.A. di Trento (278) e Piemonte (270). Mentre le ultime 5, a parte l’Abruzzo, sono del Sud: Basilicata (189), Abruzzo (182), Sicilia (173), Valle d’Aosta (162) e la Calabria maglia nera (150). Complessivamente, i dati segnalano soprattutto l’indebolimento ulteriore dell’assistenza sul territorio, che vede gli interventi previsti (a partire dalle Case e gli ospedali di Comunità) ancora lontani dalla piena realizzazione. 

Zaia, orgoglio per pagelle

 “La sanità veneta è la prima a livello nazionale. Lo ha reso noto oggi la più autorevole e indiscutibile delle fonti: il Ministero della Salute. Nelle approfondite ‘pagelle’ rese note oggi, infatti, non solo il nostro modello sanitario si conferma un’eccellenza nella prevenzione, nell’organizzazione territoriale e nelle cure ospedaliere ma dalla somma dei risultati in questi tre ambiti emerge al primo posto assoluto tra le regioni e provincie autonome italiane con un punteggio pari 287,1. È la conferma positiva del grande lavoro portato avanti in questi anni. Il mio ringraziamento va a tutti i professionisti che lo hanno reso possibile: medici, infermieri, operatori, tecnici e personale amministrativo”. Queste le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, di fronte alla massima vetta raggiunta dalla sanità veneta nella classifica resa nota dal Ministero della Salute a conclusione dell’elaborazione dei risultati definitivi del monitoraggio della qualità dei servizi erogati e della quantità dei Lea garantiti riferiti al 2023.

“In un momento storico in cui uno degli obbiettivi è la deospedalizzazione e l’integrazione ospedale-territorio, molto gratificante è il primato assoluto, 95,6, a livello nazionale nella sanità distrettuale – sottolinea Zaia -. Ma anche l’elevato risultato, 97,5, nella prevenzione riconosce la positiva efficacia di un sistema in cui gli screening per le varie patologie garantiscono diagnosi precoci e, quindi, percorsi di cura più adeguati”. 

“Ci sono sicuramente ulteriori margini di miglioramento e siamo già al lavoro, come sempre – ha poi aggiunto – lo confermano i risultati del 2024 nell’abbattimento delle liste d’attesa, una battaglia in cui abbiamo impegnato tutte le risorse del Fondo sanitario, di cui potevamo disporre, passando dai 27 milioni di euro nel 2023 agli oltre 48 nel 2024 e agli altrettanti previsti per il 2025. Continueremo ogni azione ci consentirà di garantire e rafforzare il livello raggiunto, a cominciare dagli investimenti in macchinari di ultima generazione che ci vedono impegnare ogni anno 70 milioni di euro”.

Siamo una vera eccellenza a livello nazionale: la nostra Regione da molti anni si è sempre attestata nei livelli più alti della classifica ma possiamo guardare con orgoglio che questo ulteriore risultato è stato raggiunto con un sostanziale miglioramento in tutte le aree rispetto ai dati del 2022 – prosegue il governatore -. Questa indicazione segna che è stato definitivamente superato il guado del dopo pandemia e delle difficoltà rimaste in eredità dopo quel triste e complesso periodo. è il segno di quale grande lavoro è stato portato a termine nel raggiungimento degli obbiettivi e nella garantire servizi di qualità ai cittadini anche nelle maggiori difficoltà. Per questo, non è secondario constatare che il Veneto non ha mai fatto mancare la qualità ed ha raggiunto un simile risultato garantendo sempre l’equilibrio di bilancio. Diversamente da altre regioni, infatti, in questa fatica non è mai ricorso a manovre straordinarie ma impiegando al meglio i fondi del Servizio Sanitario”.

“La sanità è già affidata per circa il 90% all’autonomia regionale disponibile nell’attuale ordinamento, questo traguardo indica quali orizzonti si aprirebbero per tutti con forme ulteriori come quella differenziata. è la conferma che è possibile pensare all’equa suddivisione del benessere anzichè a quella del malessere” ha infine concluso.

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