Per il grande pubblico è il dottor Corvara in Cuori, la serie televisiva girata a Torino con Pilar Fogliati. A telecamere spente, tolto il camice di medico, Matteo Martari è però molto altro, compreso un caldissimo appassionato di auto, un interesse ereditato in famiglia. L’attore veronese non ha mai fatto mistero di avere un pallino per i motori, un amore incondizionato e “sfrenato” come da lui ammesso nel corso di varie interviste, che affonda le radici in un’infanzia passata a bordo pista, tra l’odore di gomma bruciata e la polvere dei rally.
La prima auto dell’attore di Cuori
Nella carriera di guidatore Martari è partito subito forte: invece di una qualche macchina proletaria, ha ricevuto in regalo per i 18 anni una Renault 5 GT Turbo. Mostro sacro degli anni Ottanta e Novanta, il fulmine francese fu il frutto di uno scambio con i genitori, i quali, negandogli il motorino da ragazzino, gli promisero una quattro ruote degna di nota al compimento della maggiore età. L’auto la scelsero loro, ma Matteo Martari non ebbe nulla da ridire: se l’avesse ancora con sé, in buone o ottime condizioni, possederebbe un piccolo tesoro, dal valore tra i 20.000 e i 25.000 euro, con punte che sfiorano i 35.000 euro per i pezzi da collezione.
I motori sono stati un linguaggio imparato prima ancora di salire sul palcoscenico. Sin da piccolo il padre lo portava lungo i tornanti della storica Due Valli di Verona o a caccia di tappe notturne tra le valli della Valle d’Aosta.
“Non mi sono perso una corsa”
ricorda Martari ad Autovelox, evocando domeniche fatte di rituali sacri tra Formula 1 e MotoGP.
Il suo pantheon di eroi segue questa educazione sentimentale. In cima nessun Michael Schumacher e Ayrton Senna, nessun alfiere di Formula 1, ma Colin McRae un uomo capace di segnare un’intera generazione con le sue scorribande al limite nei rally. Che siano monoposto o vetture da sterrato, le gare lo fanno fremere davanti allo schermo o in zona paddock. Sui social Matteo Martari è apparso anche a eventi di F1, accanto al ferrarista Charles Leclerc, e di motociclismo, ad esempio quando si è seduto dietro a Pecco Bagnaia per un giro in pista.
“Un momento importante”
ha confessato, con il sorriso di un fan consapevole di aver vissuto un privilegio raro.
Il modello dei sogni
Il protagonista maschile di Cuori 3 sembra aver la stessa lucidità razionalità dell’alter-ego portato su schermo. Alla guida si definisce estremamente prudente nel traffico urbano, quasi a voler preservare l’energia per quando la strada si libera o si entra in pista. Sebbene non riveli l’identità della station wagon “funzionale” usata tutti i giorni, è a quanto pare dotata di trazione anteriore, con cui nutre una maggiore confidenza. Governare la spinta da dietro la considera, però, di un altro livello dopo aver testato in pista macchine del calibro della Peugeot 308 TCR e, soprattutto, della Ferrari 458, un’esperienza sintetizzata in un unico, eloquente: “Wow!“.
Se dovesse scegliere un’emozione diversa, viscerale e d’altri tempi, Martari punterebbe dritto sulla Mercedes SL Ali di Gabbiano, icona di eleganza meccanica, tedesca come l’Audi RS4 Station Wagon sulla quale ha percorso le Dolomiti, un viaggio dal sapore particolare. Tra il desiderio di una “Ali di Gabbiano” e la realtà in città, l’attore conserva l’entusiasmo intatto del ragazzino che barattò un motorino per il sogno di una GT Turbo.