AGI – Dopo giorni nella bufera, Gianni Infantino prova a uscire dall’angolo. Il presidente della Fifa ha convocato i membri del consiglio direttivo dell’organo di governo del calcio mondiale a Rabat, in Marocco.
La convocazione arriva all’indomani della durissima nota interna inviata dal segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, allo staff dell’organizzazione. Grafstrom ha affermato ieri che gli eventi della scorsa settimana, ovvero la rivelazione del piano di Infantino di cedere quote della Fifa a investitori privati, sono stati “una serie di eventi tristi e riprovevoli” e che sono stati “difficili da comprendere e accettare”.
Oltre alla presa di distanze di Grafstrom, di fatto numero due della Fifa e uomo da sempre vicino a Infantino, sempre ieri è arrivato un segnale molto chiaro anche da parte del responsabile dello sviluppo globale della Fifa, Arsene Wenger, che ha fatto sapere di non essere stato “coinvolto” nella proposta per la FIFA Forward Enterprise, e ha aggiunto che abbandonare il progetto è stato “assolutamente necessario e fuori discussione”.
La riunione d’emergenza a Rabat
Infantino, convocando la riunione con i vertici della Fifa, punterebbe a serrare le fila e recuperare il sostegno degli uomini che gli sono stati a lungo vicini, per difendere la sua posizione che appare sempre più incerta, scrive BBC Sport. L’incontro si terrà presso la sede africana della FIFA a Rabat.
I partecipanti al vertice:
Mattias Grafstrom (Segretario Generale)
I membri del consiglio direttivo della FIFA
Thomas Peyer (Responsabile Finanziario)
Emilio Garcia Silvero (Responsabile Legale)
Daniel O’Toole (Capo del Personale)
Elkhan Mammadov (Responsabile delle Associazioni dei Membri)
Bryan Swanson (Direttore delle Relazioni con i Media)
Il Marocco, che con Spagna e Portogallo ospiterà la prossima edizione dei mondiali, è un territorio ‘amico’ per Infantino e la Federazione marocchina ha già espresso il suo sostegno.
La spaccatura tra le federazioni e le accuse di “ricatto”
Ieri il principe Ali, presidente della Federazione calcistica giordana, ha accusato la FIFA di “ricatto” riguardo ai premi in denaro non pagati e al sostegno alla rielezione di Infantino. La presa di posizione della Federazione giordana è indicativa del malcontento che serpeggia tra le federazioni affiliate alla FIFA nei confronti di Infantino dopo la presa di distanza della UEFA dei giorni scorsi.
Le Federazioni di Galles, Svezia e Serbia hanno ritirato il loro sostegno alla sua rielezione.
L’Inghilterra, secondo i media britannici, si appresta a seguire l’esempio.
Ma sono molte le voci critiche nei confronti del numero uno della Fifa anche all’interno della organizzazione. Venerdì scorso, Kevin Lamour, direttore operativo della FIFA, ha affermato che il piano di aprire la Federazione agli investimenti privati era “il progetto di una sola persona” e ha aggiunto che la stessa amministrazione della FIFA è stata “ingannata”.
Le dimissioni di Cordeiro e le domande senza risposta
Sempre venerdì scorso Carlos Cordeiro, consigliere senior di Infantino per la strategia globale e la governance, si è dimesso a causa del piano e ha affermato che la proposta “avrebbe ipotecato il futuro del calcio”.
Cordeiro ha proposto una serie di domande alle quali Infantino probabilmente dovrà rispondere durante la riunione di Rabat:
“Perché questo piano?”
“Perché proprio ora?”
“Quali meccanismi di controllo sono previsti?”
“Chi ne trae vantaggio?”
“C’è stata una procedura competitiva?”
“Quali saranno i meccanismi di governance?”
“Cosa otterranno in definitiva gli investitori e a quale prezzo per il calcio?”
“Domande che restano senza risposta quando ai membri viene chiesto di prendere una decisione di enorme importanza in appena 50 giorni, pena il rischio di rimanere fuori”, ha aggiunto l’ex dirigente.
Gli scenari politici per l’estromissione di Infantino
Al momento sembra improbabile che Infantino lasci la carica di presidente della FIFA. Almeno non oggi. Non ha dato alcun segnale di voler rinunciare al suo incarico, anzi si e’ impegnato a mobilitare la sua base di sostenitori in tutto il mondo. Ieri paesi africani come Egitto, Marocco, Niger, Mauritania e Repubblica Democratica del Congo hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno di Infantino.
Se il numero uno della Fifa dovesse continuare nel suo incarico, la UEFA e i paesi delle altre confederazioni potrebbero cercare altri modi per estrometterlo:
La via del Consiglio FIFA: Il Consiglio della FIFA potrebbe tentare di costringere Infantino a prendere una decisione attraverso una riunione d’emergenza che puo’ essere convocata solo con il via libera di 19 dei 37 membri del Consiglio FIFA. Un numero che, secondo BBC Sport, è al momento difficile da raggiungere.
La via del Congresso Straordinario: Un’altra possibile soluzione potrebbe essere un congresso straordinario delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, che si terrebbe qualora un quinto di esse, ovvero 43 federazioni, “presentasse tale richiesta per iscritto”.
La UEFA, che conta 55 nazioni, puo’ convocare il congresso straordinario ogni qualvolta lo ritenga opportuno ma ci vorrebbero almeno due mesi dal momento in cui viene attivato, più probabilmente tre mesi, e non vi è alcuna garanzia di successo. Di fatto, si tratterebbe di un’elezione de facto senza un altro candidato, dato che sarebbero necessari 106 voti per approvare la mozione di sfiducia.
La UEFA intraprenderebbe questa strada solo se sicura di riuscire a raggiungere l’obiettivo. Resta quindi da trovare un candidato idoneo a partecipare alle elezioni del Congresso FIFA di marzo 2027.
AGI – Dopo giorni nella bufera, Gianni Infantino prova a uscire dall’angolo. Il presidente della Fifa ha convocato i membri del consiglio direttivo dell’organo di governo del calcio mondiale a Rabat, in Marocco.
La convocazione arriva all’indomani della durissima nota interna inviata dal segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, allo staff dell’organizzazione. Grafstrom ha affermato ieri che gli eventi della scorsa settimana, ovvero la rivelazione del piano di Infantino di cedere quote della Fifa a investitori privati, sono stati “una serie di eventi tristi e riprovevoli” e che sono stati “difficili da comprendere e accettare”.
Oltre alla presa di distanze di Grafstrom, di fatto numero due della Fifa e uomo da sempre vicino a Infantino, sempre ieri è arrivato un segnale molto chiaro anche da parte del responsabile dello sviluppo globale della Fifa, Arsene Wenger, che ha fatto sapere di non essere stato “coinvolto” nella proposta per la FIFA Forward Enterprise, e ha aggiunto che abbandonare il progetto è stato “assolutamente necessario e fuori discussione”.
La riunione d’emergenza a Rabat
Infantino, convocando la riunione con i vertici della Fifa, punterebbe a serrare le fila e recuperare il sostegno degli uomini che gli sono stati a lungo vicini, per difendere la sua posizione che appare sempre più incerta, scrive BBC Sport. L’incontro si terrà presso la sede africana della FIFA a Rabat.
I partecipanti al vertice:
Mattias Grafstrom (Segretario Generale)
I membri del consiglio direttivo della FIFA
Thomas Peyer (Responsabile Finanziario)
Emilio Garcia Silvero (Responsabile Legale)
Daniel O’Toole (Capo del Personale)
Elkhan Mammadov (Responsabile delle Associazioni dei Membri)
Bryan Swanson (Direttore delle Relazioni con i Media)
Il Marocco, che con Spagna e Portogallo ospiterà la prossima edizione dei mondiali, è un territorio ‘amico’ per Infantino e la Federazione marocchina ha già espresso il suo sostegno.
La spaccatura tra le federazioni e le accuse di “ricatto”
Ieri il principe Ali, presidente della Federazione calcistica giordana, ha accusato la FIFA di “ricatto” riguardo ai premi in denaro non pagati e al sostegno alla rielezione di Infantino. La presa di posizione della Federazione giordana è indicativa del malcontento che serpeggia tra le federazioni affiliate alla FIFA nei confronti di Infantino dopo la presa di distanza della UEFA dei giorni scorsi.
Le Federazioni di Galles, Svezia e Serbia hanno ritirato il loro sostegno alla sua rielezione.
L’Inghilterra, secondo i media britannici, si appresta a seguire l’esempio.
Ma sono molte le voci critiche nei confronti del numero uno della Fifa anche all’interno della organizzazione. Venerdì scorso, Kevin Lamour, direttore operativo della FIFA, ha affermato che il piano di aprire la Federazione agli investimenti privati era “il progetto di una sola persona” e ha aggiunto che la stessa amministrazione della FIFA è stata “ingannata”.
Le dimissioni di Cordeiro e le domande senza risposta
Sempre venerdì scorso Carlos Cordeiro, consigliere senior di Infantino per la strategia globale e la governance, si è dimesso a causa del piano e ha affermato che la proposta “avrebbe ipotecato il futuro del calcio”.
Cordeiro ha proposto una serie di domande alle quali Infantino probabilmente dovrà rispondere durante la riunione di Rabat:
“Perché questo piano?”
“Perché proprio ora?”
“Quali meccanismi di controllo sono previsti?”
“Chi ne trae vantaggio?”
“C’è stata una procedura competitiva?”
“Quali saranno i meccanismi di governance?”
“Cosa otterranno in definitiva gli investitori e a quale prezzo per il calcio?”
“Domande che restano senza risposta quando ai membri viene chiesto di prendere una decisione di enorme importanza in appena 50 giorni, pena il rischio di rimanere fuori”, ha aggiunto l’ex dirigente.
Gli scenari politici per l’estromissione di Infantino
Al momento sembra improbabile che Infantino lasci la carica di presidente della FIFA. Almeno non oggi. Non ha dato alcun segnale di voler rinunciare al suo incarico, anzi si e’ impegnato a mobilitare la sua base di sostenitori in tutto il mondo. Ieri paesi africani come Egitto, Marocco, Niger, Mauritania e Repubblica Democratica del Congo hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno di Infantino.
Se il numero uno della Fifa dovesse continuare nel suo incarico, la UEFA e i paesi delle altre confederazioni potrebbero cercare altri modi per estrometterlo:
La via del Consiglio FIFA: Il Consiglio della FIFA potrebbe tentare di costringere Infantino a prendere una decisione attraverso una riunione d’emergenza che puo’ essere convocata solo con il via libera di 19 dei 37 membri del Consiglio FIFA. Un numero che, secondo BBC Sport, è al momento difficile da raggiungere.
La via del Congresso Straordinario: Un’altra possibile soluzione potrebbe essere un congresso straordinario delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, che si terrebbe qualora un quinto di esse, ovvero 43 federazioni, “presentasse tale richiesta per iscritto”.
La UEFA, che conta 55 nazioni, puo’ convocare il congresso straordinario ogni qualvolta lo ritenga opportuno ma ci vorrebbero almeno due mesi dal momento in cui viene attivato, più probabilmente tre mesi, e non vi è alcuna garanzia di successo. Di fatto, si tratterebbe di un’elezione de facto senza un altro candidato, dato che sarebbero necessari 106 voti per approvare la mozione di sfiducia.
La UEFA intraprenderebbe questa strada solo se sicura di riuscire a raggiungere l’obiettivo. Resta quindi da trovare un candidato idoneo a partecipare alle elezioni del Congresso FIFA di marzo 2027.