• 31 Ottobre 2026 11:58

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Lascia le chiavi della propria Bugatti Chiron in auto, poi insegue il ladro in Porsche

Ott 31, 2026

Tutti, prima o poi, abbiamo lasciato le chiavi dove non dovevamo: sul tavolo del bar, nella tasca di una giacca appesa, magari proprio dentro l’auto. Quando però la macchina in questione è una hypercar da diversi milioni di euro, la distrazione può trasformarsi in un incubo.

Ne sa qualcosa Mate Rimac, il CEO di Bugatti Rimac, che ha raccontato sui social come la sua Bugatti Chiron sia stata rubata proprio dal parcheggio della sede in Croazia, con le chiavi rimaste a bordo.

Le chiavi lasciate dentro

Il retroscena, a pensarci, ha quasi del comico. Pare che Rimac avesse l’abitudine di lasciare le chiavi dentro le proprie auto, probabilmente convinto che nessuno sarebbe stato così temerario da portarsene via una da milioni di euro. D’altronde il parcheggio si trova all’interno di un’area aziendale, un posto in cui chi entra non dovrebbe avere cattive intenzioni.

Peccato che, prima o poi, qualcuno abbia deciso di raccogliere la sfida. Un invito troppo ghiotto, insomma, per un ladro in cerca di occasioni: una Chiron con il motore W16, parcheggiata, con la chiave a portata di mano.

Il furto

A dare l’allarme è stato un dipendente, che ha visto la Chiron allontanarsi a tutta velocità dall’edificio. Il primo istinto, come spesso accade in questi casi, è stato quello di chiedersi se ci fosse una spiegazione ragionevole: forse qualcuno dei colleghi aveva autorizzato la partenza?

Per scoprirlo è stata creata una chat di gruppo, nella quale i dipendenti hanno cercato di capire chi fosse alla guida. Ma al volante della hypercar non c’era un collaboratore di Bugatti, ma un perfetto sconosciuto. A quel punto Rimac ha avvisato subito la polizia, ma non è rimasto ad aspettare con le mani in mano.

L’inseguimento sulla 911

Nel piazzale, per fortuna, c’era una Porsche 911 con il serbatoio pieno, uno dei vantaggi, scherzano i colleghi, di essere il capo di Bugatti. Rimac si è messo al volante e ha provato l’inseguimento.

C’era però un problema: il ladro aveva già circa un’ora di vantaggio e si dirigeva verso l’Austria. Quello che sembrava destinato a essere l’inseguimento più breve della storia, con una Porsche boxer contro un W16 da oltre mille cavalli, si è trasformato in qualcosa di più intelligente.

Sulla Chiron era infatti installato un sistema di telemetria, e Rimac con i suoi colleghi ha potuto seguire in tempo reale la posizione, la velocità e il livello del carburante, oltre a praticamente ogni altro dato dell’auto.

Tutte le informazioni sono state condivise con le forze dell’ordine, trasformando di fatto la costosa hypercar in un dispositivo di tracciamento molto costoso. Più che un inseguimento da film, insomma, un’operazione di monitoraggio a distanza.

Ora dopo ora, la Chiron rubata è arrivata in Austria, ma con il serbatoio quasi vuoto. Il ladro ha dovuto così fermarsi a fare rifornimento. E se n’è andato senza pagare ovviamente. Poco dopo, una volante della polizia è riuscita a intercettare l’auto e il ladro, restituendo la refurtiva, seppur lievemente danneggiata, al legittimo proprietario.

Il finale è insieme morbido e istruttivo. Rimac ha deciso di non sporgere denuncia e ha annunciato un cambio di regole all’interno dell’azienda: d’ora in poi, niente più chiavi a bordo delle auto parcheggiate. Una lezione imparata a caro prezzo, ma conclusa fortunatamente con il lieto fine, e con una storia da raccontare per anni a chiunque passi da quelle parti.

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