• 19 Marzo 2026 9:19

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Lancia Gamma compie 50 anni, la storia dell’ammiraglia che anticipa il futuro

Mar 19, 2026

Esistono automobili nate per seguire la corrente e altre per tracciare una rotta nuova. La Lancia Gamma, che festeggia oggi il suo cinquantesimo anniversario, appartiene di diritto alla seconda categoria. Presentata al Salone di Ginevra 1976, sancì il ritorno del marchio nel segmento dei modelli di rappresentanza, preso a riferimento dal brand anche in prospettiva futura.

Un esordio, due anime: berlina e coupé

Al debutto la Gamma raccoglieva una pesante eredità: quella della Flaminia, la cui uscita di scena aveva lasciato un enorme vuoto nello scacchiere torinese. Mancava una vettura capace di riportare l’eleganza di una volta ai vertici del mercato europeo. Lancia si affidò alla matita di Pininfarina, dando vita a due interpretazioni diverse nelle fondamenta, accomunate dalla medesima classe.

La berlina scosse l’opinione pubblica. Rispetto alle ammiraglie dell’epoca la linea “due volumi” a coda tronca sembrava una scelta azzardata: inno all’aerodinamica e alla luce, presentava un abitacolo spazioso e le ampie superfici vetrate garantivano visibilità. La coupé, disegnata da Aldo Brovarene, fece della raffinatezza un tratto consolidato. A posteriori, gli storici la definiscono come una delle Gran Turismo più belle mai realizzate, da qui il soprannome di “salotto viaggiante”: i materiali pregiati e il design interno anticipavo il concetto di “living” tanto comune a noi oggi.

Il cuore Boxer: leggerezza e carattere

Sotto il cofano, la Gamma portava in dote un’ingegneria eccellente. I tecnici scelsero un inedito motore 4 cilindri boxer da 2,5 litri, capace di erogare 140 CV. L’uso esteso dell’alluminio rendeva l’unità incredibilmente leggera e piatta, permettendo di mantenere basso il baricentro dell’auto ,a tutto vantaggio della tenuta di strada. Per il mercato italiano, frenato allora da una tassazione punitiva sulle grosse cilindrate, venne realizzata anche una versione da 2 litri e 120 CV, che permetteva di godere del prestigio Lancia senza i costi dei “superbolli” dell’epoca.

La maturità arrivò nel pieno degli anni Ottanta. Con la seconda serie che portò l’iniezione elettronica Bosch, a beneficio di affidabilità e consumi, e i celebri tessuti firmati Ermenegildo Zegna che elevarono il valore percepito degli interni. Ma la Gamma fu anche una straordinaria “palestra” per i grandi carrozzieri. La base venne riprese da Pininfarina e Italdesign in concept memorabili, dalla Scala (una variante a tre volumi della coupé) alla Megagamma di Giugiaro, una sorta di antenata delle moderne monovolume. Tra queste perle spicca la Gamma 3V, oggi custodita all’Heritage Hub di Torino, frutto di una ricerca estetica forsennata e uno studio meticoloso di ogni dettaglio.

Un’eredità che guarda al futuro

La produzione della Lancia Gamma terminò nel 1984 dopo circa 22.000 esemplari, lasciando il testimone alla fortunata Thema. Sebbene all’epoca non riuscì a scalzare le rivali tedesche nelle vendite, il tempo le ha dato ragione: oggi è un oggetto del desiderio per i collezionisti, amata per quella sua capacità di essere “fuori dagli schemi”. Stellantis Heritage ne celebra il compleanno volgendo lo sguardo al domani. Il nome tornerà infatti a ruggire su una nuova ammiraglia prodotta a Melfi, segno che il DNA di innovazione e bellezza nato a Ginevra mezzo secolo fa è più vivo che mai.

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