C’è stato un tempo in cui le auto diesel rappresentavano la scelta ideale per i guidatori più attenti al risparmio, ma oggi la complessità dei modelli moderni sta diventando controproducente. Ormai i mezzi a gasolio non sono per tutti, o almeno questa è la tesi di Juan Jose Ebenezer, meccanico spagnolo diventato un punto di riferimento sul web.
Il peso della tecnologia sotto il cofano
Le nuove normative anti-inquinamento prevedono che le auto diesel di ultima generazione abbiano filtri DPF, valvole EGR, serbatoi di AdBlue. Sulla carta una vittoria per l’ambiente, ma la stretta sui requisiti incrementa inevitabilmente il rischio di guasti a catena, e, dunque, il conto della manutenzione. In confronto, il benzina è molto più semplice da gestire e non dipende solo dai tagliandi: se uno dei sistemi di depurazione ti “tradisce”, il costo del pezzo annulla il risparmio al distributore.
La trappola dei tragitti brevi
Al momento dell’acquisto tanti conducenti ignorano quanto il diesel richieda temperature d’esercizio elevate e regimi costanti, condizioni impossibili tra un semaforo e l’altro. Il filtro antiparticolato, ad esempio, neutralizza i depositi di fuliggine accumulati con la rigenerazione automatica, ma il sistema parte solo se la macchina viaggia abitualmente in autostrada o sulle statali.
I brevi tragitti urbani e le soste frequenti condannano la vettura a un accumulo di detriti che il sistema non riesce a smaltire. Il filtro si intasa, la valvola EGR si riempie di incrostazioni carboniose e l’elettronica va in tilt. Ebenezer lo conferma sulla base dell’esperienza personale: gran parte dei guasti gravi che vede in officina deriva da un uso urbano improprio di motori nati per macinare chilometri.
Conti alla mano: quando conviene davvero
Staccare un assegno per un diesel nuovo è quasi sempre più oneroso rispetto alla scelta di un’auto a benzina o ibrida. Una volta si rientrava dalla spesa aggiuntiva in fretta grazie al minor costo del carburante e ai consumi ridotti, ma oggi il divario si è assottigliato. Per ammortizzare la spesa d’acquisto e i maggiori oneri di gestione, bisogna percorrere almeno 25.000 o 30.000 km l’anno, ed è necessario farlo quasi tutto fuori dai centri abitati.
Oltre all’aspetto economico, incide la componente legale. Le città italiane stanno chiudendo sempre più i rubinetti ai motori a gasolio, con Zone a Traffico Limitato (ZTL) e blocchi della circolazione che colpiscono anche modelli non troppo vecchi.
In un mercato dove l’ibrido e l’elettrico sembrano destinati a dominare da qui ai prossimi anni, delle motorizzazioni in grado di eliminare gran parte dei grattacapi tecnici del diesel in città, la riflessione diventa obbligatoria. Le unità a gasolio mantengono appeal per i grandi viaggiatori e gli utenti abituati a percorrere l’autostrada, tuttavia per altre categorie di acquirenti l’acquisto rischia di trasformarsi in una scommessa persa in partenza, a maggior ragione se non si valutano con estrema attenzione i costi futuri
Prima di firmare il contratto, analizzare il proprio profilo di guida è il primo passo irrinunciabile: è l’unico modo per non trovarsi con un’auto tecnologicamente avanzata, ma insostenibile sotto il profilo economico.