• 21 Ottobre 2021 23:54

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Us Open, Roberta Vinci: «La Kerber? Non è facile battermi»

Set 5, 2016

lunedì 5 settembre 2016 20:15

ROMA – Più forte dei dolori che la tormentano, quel tendine d’Achille della gamba sinistra che si trascina dalle Olimpiadi di Rio, ma anche della schiena malconcia con cui – come se non bastasse – è costretta a fare i conti da ieri. Roberta Vinci conferma di avere un feeling particolare con gli Us Open e un anno dopo è di nuovo nei quarti di finale. La strada verso la finale tuttavia non è delle più agevoli. Grazie al successo di ieri ai danni dell’ucraina Tsurenko (7-6 6-2) la numero 1 d’Italia potrà giocarsi domani l’accesso alle semifinali ma di fronte troverà un osso durissimo, la testa di serie numero 2 del torneo, la tedesca Angelique Kerber che nella notte si è sbarazzata della due volte campionessa di Wimbledon, la ceca Kvitova. È la quarta volta in carriera che la pugliese raggiunge i quarti di finale agli Us Open: prima della finale della scorsa stagione (la sfida tutta italiana con Flavia Pennetta) ci era già riuscita nel 2012 e nel 2013. «Qui gioco sempre bene, è come un posto magico», dice.

Ora l’aspetta la tedesca che sogna di sfilare la leadership mondiale a Serena Williams: «Contro la Kerber – dice Roberta – farò il massimo che posso in questo momento. La stanchezza c’è. Ho una certa età, ma in campo non voglio mai perdere: do sempre l’anima anche quando non sono a posto fisicamente». Proprio le condizioni fisiche sono la grande incognita che stanno facendo da cornice al torneo tutta grinta e sofferenza della giocatrice italiana che ieri ha ribadito di voler rimandare a fine stagione la scelta se continuare o meno col tennis. «Mi porto dietro questo problema al tendine d’Achille già dalle Olimpiadi di Rio – racconta la 33enne tarantina – ieri nella giornata di riposo mi sono allenata sette minuti, dico davvero sette, con il mio coach. E due giorni fa erano stati 14. Cerco di camminare il meno possibile e faccio tanta terapia. Laser con il dottor Parra, ghiaccio, massaggi. Certo non è semplice in partita, un po’ sei comunque condizionata. Ieri mattina, prima del match, mi faceva pure male la schiena».

Ai malanni fisici si aggiunge anche la stanchezza che a questo punto del torneo comincia a farsi sentire: «Siamo ai quarti di uno Slam – sottolinea – e le partite cominciano a farsi sentire, soprattutto se non sei al top della condizione. Però non voglio pensarci, mi voglio godere questo momento. Mi piacerebbe svegliarmi domattina e non sentire più dolore, ma non posso pretendere miracoli. Una infiammazione come la mia è difficile che migliori se non ti fermi. E ora non è possibile, devo tener duro. Poi quando rientrerò a casa farò esami approfonditi e cercheremo di risolvere il problema».

In campo maschile intanto, Novak Djokovic, anche lui alle prese con qualche problemino al polso, procede come un treno. Nella notte si è sbarazzato in tre facili set del britannico Edmund e domani sfiderà il francese Tsonga nei quarti. Dove non ci sarà Rafa Nadal estromesso dal torneo dalla rivelazione francese Pouille, al termine di una maratona durata quattro ore e cinque set. Ai quarti accede anche Juan Martin Del Potro. Dopo l’assenza dai campi di circa un anno, e il buon torneo olimpico a Rio, l’argentino sembra essere tornato ai suoi livelli e si candida per la vittoria finale.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close