Lampeggiare con i fari per segnalare un posto di blocco imminente è uno di quei gesti inseriti all’interno della vita quotidiana di molti automobilisti. Spesso inteso come gesto di altruismo in realtà nasconde una violazione del codice della strada che le forze dell’ordine stanno cercando di far valere.
Una recente operazione condotta in Polonia, dove le autorità hanno deciso di affidarsi ai droni per scovare chi si rende protagonista di questa pratica così diffusa.
L’utilizzo dei droni
Si tratta di un’operazione condotta dalla polizia stradale nei comuni di Myślenice e Tokarnia, nel voivodato della Piccola Polonia, e ha visto l’impiego combinato di un drone da ricognizione e di agenti appostati a terra accanto a un classico posto di blocco.
Il drone, volando silenziosamente sopra la strada, ha monitorato il comportamento degli automobilisti in transito, riprendendo con telecamere ad alta risoluzione immagini nitide capaci di identificare chiaramente sia le targhe dei veicoli sia le infrazioni commesse.
Il risultato del controllo ha avuto una portata tutt’altro che marginale: ben 47 conducenti sono stati sanzionati per aver segnalato, lampeggiando con i fari abbaglianti, la presenza del posto di blocco ai veicoli che procedevano nella direzione opposta.
Un numero che racconta bene quanto questa abitudine sia radicata tra gli automobilisti, al punto da essere ormai considerata quasi un gesto di cortesia reciproca più che una vera infrazione.
Cosa si rischia a lampeggiare
In Italia la questione è regolata dall’articolo 153 del Codice della Strada, che stabilisce come l’uso intermittente dei fari abbaglianti sia consentito soltanto per evitare incidenti o per segnalare l’intenzione di effettuare un sorpasso.
Utilizzarli invece per avvisare della presenza di un controllo delle forze dell’ordine rientra a tutti gli effetti nell’uso improprio del dispositivo, e comporta una sanzione amministrativa che va dai 42 ai 173 euro, con la possibilità aggiuntiva di vedersi decurtato un punto dalla patente.
Nei casi più gravi, quando il gesto compromette concretamente un’operazione di polizia in corso, le conseguenze possono farsi ancora più severe, configurando ipotesi di reato legate all’intralcio o al favoreggiamento. Una differenza non da poco rispetto alla percezione comune, che spesso considera questo gesto come una semplice marachella senza reali conseguenze.
E in Italia?
Anche nel nostro Paese i droni sono ormai una realtà consolidata negli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, utilizzati regolarmente per il monitoraggio del territorio, il controllo di grandi eventi e la gestione della viabilità in situazioni particolari.
Al momento, però, non risultano operazioni specificamente dedicate, come quella condotta in Polonia, a scovare chi lampeggia per segnalare posti di blocco.
Questo non significa che il fenomeno sia tollerato: la sanzione prevista dal Codice della Strada resta pienamente applicabile anche senza l’ausilio di velivoli a controllo remoto, e basta la semplice osservazione diretta degli agenti per contestare l’infrazione.
Resta però lecito chiedersi se, visto il crescente impiego di questa tecnologia anche sul territorio italiano, in futuro non si possa assistere a controlli simili a quelli polacchi, capaci di scoraggiare un’abitudine che, per quanto diffusa e apparentemente innocua, rischia sempre di compromettere il lavoro delle forze dell’ordine.