Alessandria ha superato la notte di grande paura senza allagamenti e in generale tutti i fiumi stanno scendendo in Piemonte ma l’emergenza non è ancora finita. Moncalieri e l’area Sud di Torino, le valli Pellice e Chisone e il Cuneese restano le tre zone critiche. Ecco il quadro.

Torinese. Questa mattina a Torino è stato chiuso il sottopassaggio del Lingotto da corso Unità d’Italia a corso Giambone perché nella galleria ci sono 20 centimetri d’acqua. Corso Unità era già stato intasato ieri sera con 4 chilometri di coda ferma sull’asse che collega Torino alla cintura Sud.

A Moncalieri vigili del fuoco, Croce Rossa, Comune, polizia municipale e carabinieri hanno lavorato tutta la notte per mettere al sicuro le persone rimaste intrappolate dall’acqua. Il Chisola che ieri è esondato rompendo due argini ha allagato un’area di 4 chilometri quadrati dove vivono quasi 2000 persone. “Tra Borgata Tettipiatti e Tagliaferro abbiamo evacuato circa 500 persone, poi i salvataggi sono continuati verso le altre borgate colpite. A Moncalieri è stato allestito un posto di comando con i vigili del fuoco”, spiega il delegato provinciale delle attività di emergenza della Croce Rossa, Davide Sussi. Si contano quattro feriti, due hanno avuto bisogno delle cure in ospedale ma non sono comunque gravi. Alcuni non hanno voluto lasciare le proprie case per il timore degli sciacalli. Già dalle prime ore di questa notte, però, i carabinieri hanno iniziato un servizio antisciacallaggio: tutte le case saranno tenute sotto stretto controllo fino a quando gli occupanti non potranno rientrare.Questa mattina alle 6.30 le operazioni di salvataggio erano quasi finite, dopo la zona centrale di Tetti Piatti, la più danneggiata, le centinaia di uomini messi in campo dalla macchina dei soccorsi hanno proseguito verso Borgata Mercato e Santa Maria. Una cinquantina di persone hanno trovato ospitalità nella struttura allestita dal Comune alla cavallerizza del castello dove oltre alle brandine della protezione civile sono arrivati anche bagni chimici e, questa mattina, il necessario per colazione.

A Giaveno ci sono ancora borgate isolate e senz’acqua. “La Smat ha consegnato alla croce rossa 1600 litri ‘acqua che saranno distribuiti ai residenti perché si prevede che i problemi dell’acquedotto continueranno”, spiega Sussi.In Va Chisone proseguono le ricerche di Sergio Biamino, 70 anni, materassaio, travolto dalla piena del torrente mentre tentava di mettere in salvo i suoi amati cavalli. E proprio da Perosa Argentina il sindaco lancia un allarme, chiede al prefetto l’invio dell’esercirto per frotneggiare “una situazione disastrosa: siamo ostaggi del fango e isolati”. Non va meglio a Prali, in val Germanasca, isolata per colpa di una frana.



Anche ad Alessandria è stata una lunga notte aspettando la piena del Tanaro e della Bomrida che per fortuna è passata senza creare ulteriori danni in una provincia già ferita dall’alluvione. Ma ieri sera si è davvero temuto un replay di vent’anni fa quando il Comune ha invitato le persone che abitano nelle zone vicine al fiume – circa settemila persone – a prepararsi all’evacuazione e a spostarsi comunque ai piani alti dei condomini. Un’operazione di messa in sicurezza che ha coinvolto anche l’ospedale. Poi alle tre la riapertura del ponte sul Bormida è stato il segnale che il peggio era passato anche se i tecnici temono ancora l’effetto riflusso delle acque complice l’incapacità del Po – dove sfocia a Bormida – di accogliere altra acqua.

Cuneese. L’alta val Tanaro, epicentro di questa ondata di maltempo che in 60 ore ha distribuito la pioggia di sei mesi, si prepara alla visita del presidente della Regione Sergio Chiamparino che, insieme con l’assessore all’Ambiente Valmaggia e al capo della protezione civile Bovo, sarà stamani a Ormea e poi Garessio, i due comuni più colpiti insieme con Ceva. Ancora ieri 12 persone sono state evacuate con un

elicottero dell’esercito da una frazione di Priola, comune della media valle.

I danni. Da oggi comincia la conta dei danni che la Regione ha già stimato intorno ai 100 milioni di euro, una stima sicuramente per difetto. Palazzo Chigi ha già dato rassicurazioni per investimenti in nuove opere di protezione e contenimento delle acque visto che comunque rispetto a 20 anni fa il bilancio di tre giorni di alluvione è stato decisamente meno drammatico.