• 9 Gennaio 2026 10:17

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La moto che ha cambiato la vita di Max Pezzali

Gen 8, 2026

Per molti è il poeta della provincia, la voce di infiniti pomeriggi passati al bar e dei primi amori. Eppure, agli occhi degli innamorati di guida e bicilindrici, di Max Pezzali colpisce soprattutto un altro lato, quello legato visceralmente alle moto. La passione nei confronti delle Harley-Davidson è stata una costante immarcescibile fin dagli esordi, mentre l’identità artistica era ancora in via di formazione, e da lì non si è mai più affievolita. Anzi, è cresciuta a vista d’occhio.

Il codice genetico: quel “ferro” chiamato 883

Il manifesto d’amore a quell’universo è impresso nel nome simbolo degli anni Novanta: 883, un palese riferimento a uno dei modelli di punta di Milwaukee come la Sportster. All’epoca la 883 rappresentava la “porta d’ingresso” agli esemplari della Casa dalla linea snella e nervosa, dotata del leggendario motore V-Twin Evolution. Introdotto nel 1986 e raffreddato ad aria, il propulsore si fermava a circa 50 CV, ciononostante permetteva di distinguersi ovunque andasse, grazie alla sua classica inclinazione dei cilindri a 45 gradi e a un battito irregolare, il massimo che potessi chiedere per le fughe dalla nebbia pavese.

L’estetica della “nocciolina” e la libertà

Pezzali ha saputo trasportare l’estetica della Sportster direttamente nelle sue canzoni. La linea della 883 è definita dal celebre serbatoio Peanut (a nocciolina), un elemento stilistico da pochi litri che ha influenzato generazioni di customizer. Poco importava se l’autonomia fosse ridotta: la “tela bianca” meccanica, facile da spogliare e personalizzare in stile Bobber o Chopper, rispecchiava l’attitudine di Max.

E dalla passione è sorta anche un’attività imprenditoriale all’alba del nuovo millennio: l’apertura della concessionaria Harley-Davidson Pavia sintetizza l’approccio del cantautore alle due ruote, dove la componente umana è parte integrante dell’esperienza. E il fatto che con il passare degli anni Pezzali abbia mantenuto vivo l’interesse per le Harley la dice lunga su quanto le due ruote siano alla stregua di un culto. Un filo rosso che parte da una cilindrata, attraversa decenni di successi e arriva fino alla quotidianità di un palco prestigioso.

Sanremo 2026: la “Party Boat” tra hit e asfalto

Dalla Sportster emblema degli inizi, il mito di Max Pezzali e il suo rapporto con la strada si sono cementate senza soluzione di continuità, che i fan gli riconoscono a ogni apparizione e progetto in cui è coinvolto. Non farà eccezione il Festival di Sanremo 2026, dove Carlo Conti lo ha ufficializzato come unico protagonista del palco sul mare.

Per tutte le cinque serate, Max trasformerà la nave del Festival nella “Max Pezzali Forever – The Party Boat”. Se Sanremo è il tempio della canzone italiana, la presenza fissa di Pezzali rappresenta il trionfo di quell’estetica del viaggio che ha sempre cantato. Anche lontano dall’asfalto, rimane lo spirito di un esperto di musica e motociclette, abituato a emozionare attraverso le vibrazioni e la semplicità meccanica dei sentimenti. Sebbene la famiglia Sportster si sia evoluta verso soluzione moderne e raffreddate a liquido, l’anima della 883 originale resta il punto di riferimento. Una concretezza che rende la sua storia (e la sua musica) credibile e indistruttibile, allo stesso modo di un blocco d’acciaio di Milwaukee.

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