Non amo le gogne mediatiche e la Trenta solo l’ ultimo dei tanti notabili inciampati sulla pi italiana delle debolezze, la casa. Ma c’ un passaggio che mi ha colpito, nella bella intervista della nostra Fiorenza Sarzanini: l’ ex ministra giustifica l’accanimento nel non sloggiare dall’ appartamento in affitto, ottenuto a prezzi simpatici grazie al suo ruolo, con la seguente motivazione: la casa di propriet al Pigneto, in cui dovrebbe ritornare a vivere, si affaccia su una strada presidiata dagli spacciatori.
Se abitassi in quel quartiere tutt’altro che disprezzabile, sarei preoccupato per la pubblicit negativa regalatagli dalla Trenta. Ma da cittadino italiano lo sono ancora di pi per l’ atteggiamento della ex ministra. La sua una forma di grillismo, inteso non come Beppe ma come il marchese omonimo interpretato da Alberto Sordi: Io so’ io e voi nun siete con quel che segue. I politici della famigerata Casta primo-repubblicana consideravano normali i loro privilegi, esattamente come quelli di adesso, ma quantomeno avevano un occhio di riguardo per il borgo di provenienza: ho visto la Gissi di Remo Gaspari nel profondo Abruzzo e pareva Losanna. Questi, oltre a non servirsi del potere per migliorare la vita di tutti, non lo usano neanche per abbellire quella dei vicini di casa. E, se montano a cavallo dei voti offerti loro da un manipolo di illusi, solo per scappare in un altrove che abbia all’ ingresso un cartello con su scritto: Riservato.