AGI – Coldiretti si mobilita per denunciare l’impatto sulle imprese della guerra in Medio Oriente e annuncia una raffica di esposti in tutte le Procure italiane contro “le speculazioni sul gasolio agricolo“. Intanto il governo con il ministro Francesco Lollobrigida, presente alla manifestazione nazionale a Palermo organizzata da Coldiretti, si impegna a mettere in campo “ogni risposta” a tutela del settore agricolo.
Coldiretti si mobilita a Palermo, “fiori nei cannoni”
“Mettete dei fiori nei vostri cannoni…” era la “Proposta” sanremese dei Giganti, nel 1967, alla vigilia dell’irrequieto ’68. Ma è proprio il settore del florovivaismo, quello siciliano in particolare, a essere tra quelli più colpiti dalla guerra nel Golfo. Emerge dalla mobilitazione nazionale, oggi a Palermo, di Coldiretti. Proprio nel pieno delle spedizioni verso il Medio Oriente, dalla Sicilia sarebbero dovuti partire oltre mille container diretti a Dubai, Arabia Saudita e Kuwait, ma le consegne sono state annullate e rinviate a data da destinarsi.
“Si tratta di uno stop improvviso che arriva nel momento più delicato per le nostre esportazioni“, spiega Mario Faro, presidente della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti. “Molte aziende avevano già programmato le spedizioni e preparato le forniture per i mercati del Golfo. Il blocco rischia di provocare perdite economiche molto pesanti per tutto il comparto”.
Il florovivaismo nel ‘mirino’ della guerra
A rendere la situazione ancora più pesante c’è la beffa dell’aumento dei costi di produzione: stanno già salendo i prezzi di vasi in plastica e impianti di irrigazione, a causa della carenza di materie prime provenienti proprio dai Paesi del Golfo. “Oltre al danno delle esportazioni ferme – aggiunge Faro – stiamo registrando anche un aumento dei costi lungo tutta la filiera produttiva. Plastica, materiali tecnici e componenti per l’irrigazione stanno diventando più cari e difficili da reperire”.
“Per molte imprese florovivaistiche siciliane – conclude Faro – il Medio Oriente rappresenta un mercato strategico. Se la situazione non si sbloccherà rapidamente, il rischio è di compromettere una parte significativa della stagione commerciale“.
La denuncia di Coldiretti contro le speculazioni
Oltre all’aumento dei costi di produzione, con il prezzo del gasolio agricolo alle stelle che ha portato la Coldiretti a presentare denuncia in procura contro le speculazioni, anche il blocco dei traffici commerciali legato alla guerra in Iran sta già causando gravi danni all’export, a partire dai mercati mediorientali dove il valore complessivo delle vendite agroalimentari tricolori ammonta a oltre 2 miliardi di euro.
È l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della mobilitazione con 3 mila agricoltori a Palermo, riuniti al Teatro Politeama e in una struttura adiacente, assieme al presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri, oltre al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.
Preoccupano i prodotti deperibili
A preoccupare sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. Le mele trovano nei mercati dell’area una piazza importante, con il 13% del valore dell’export, mentre lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata. Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti.
A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte. Intanto si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative.
Proprio ieri Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di finanza contro gli aumenti ingiustificati del gasolio agricolo, mentre crescono anche le tensioni sul fronte dei fertilizzanti.
La lotta per tutelare il Made in Italy
La mobilitazione di Palermo rilancia inoltre la battaglia contro la norma dell’ultima trasformazione del codice doganale che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente Made in Italy dopo una minima lavorazione. È il caso di petti di pollo sudamericani impanati, cosce di maiale olandesi o danesi vendute come prosciutti italiani, carciofini egiziani sott’olio o succhi di frutta che acquisiscono l’etichetta italiana per l’export.
Una pratica che penalizza anche le eccellenze siciliane apprezzate da tutto il mondo come arance, limoni, pistacchi e mandorle e che si estende a mozzarelle con latte estero, sughi con concentrato cinese o pasta con grano canadese. Per questo Coldiretti chiede l’obbligo di etichettatura d’origine per tutti i prodotti in vendita nell’Unione europea.
Lollobrigida: in campo ogni risposta per sostenere gli agricoltori
In queste ore stiamo affrontando una questione di carattere internazionale molto rilevante che non dipende da noi, di cui subiamo le conseguenze, e ovviamente il governo sta mettendo in campo tutte le risposte necessarie per venire incontro ai nostri agricoltori“. Lo ha detto, a Palermo, il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine della manifestazione di Coldiretti.
“Il governo – ha aggiunto il ministro – in tanti momenti di difficoltà è intervenuto sostenendo le aziende colpite, in ogni situazione emergenziale, anche con fondi di carattere strutturale. Quasi un miliardo da fondi Pnrr arriverà in Sicilia, sviluppando sempre più il settore agricolo. E si è agito anche per la promozione dei prodotti, comprese le straordinarie arance siciliane che oggi viaggiano nelle grandi compagnie, proteggendole dalla concorrenza sleale. L’Italia è l’unico Paese europeo, poi, a mantenere l’incentivo, quasi un miliardo, per il gasolio agricolo“.
“Colpiremo duramente gli speculatori”
“Le associazioni” hanno segnalato gli aumenti ingiustificati di carburanti “alla guardia di finanza e al ministero competente che sta inviando controlli e verifiche per evitare ogni forma speculativa. Chi approfitta di queste situazioni per speculare, deve essere colpito senza alcun tipo di riguardo”, ha aggiunto il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, oggi a Palermo, a margine della manifestazione nazionale di Coldiretti. “Il governo – ha spiegato il ministro – in tanti momenti di difficoltà è intervenuto sostenendo le aziende colpite, in ogni situazione emergenziale, anche con fondi di carattere strutturale. Quasi un miliardo da fondi Pnrr arriverà in Sicilia, sviluppando sempre più il settore agricolo. E si è agito anche per la promozione dei prodotti, comprese le straordinarie arance siciliane che oggi viaggiano nelle grandi compagnie, proteggendole dalla concorrenza sleale. L’Italia è l’unico Paese europeo, poi, a mantenere l’incentivo, quasi un miliardo, per il gasolio agricolo“.
Coldiretti, lotta agli speculatori
“È vergognoso quello che sta avvenendo in termini speculativi: sappiamo che nei prossimi mesi potrebbero esserci degli aumenti, ma è chiaro che quello che è avvenuto invece in questi giorni è solo speculazione, per questo abbiamo denunciato quanto sta accadendo. Tenere sotto controllo i prezzi significa dare una risposta a tutti i cittadini“. Così il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, alla mobilitazione nazionale, oggi a Palermo.
“La tempestività e la velocità nel cercare di dare risposte, diventa determinante per mantenere la crescita economica che l’agroalimentare e tutta l’agricoltura fino a oggi sono riusciti a garantire”, ha aggiunto. Per Prandini “serve essere coraggiosi nel presentare denunce chiare, rispetto a quelli che sono i corpi e gli organi di controllo. Ed è quello che Coldiretti ha voluto fare a tutela dei consumatori dei cittadini, ma soprattutto dei nostri imprenditori, presentando ieri un esposto alla procura e alla guardia di finanza di Roma per fare piena luce sulle speculazioni sul gasolio agricolo“.
Coldiretti, raffica di esposti alle Procure di tutta Italia
“La guerra alle porte dell’Europa è già entrata nelle case degli italiani e nelle aziende agricole. Sta già producendo effetti concreti a partire dall’aumento dei costi energetici e dalle distorsioni nella logistica che incidono direttamente sulla competitività del settore. Per questo ieri a Roma, oggi in Sicilia e in tutte le procure competenti d’Italia presentiamo un esposto contro le speculazioni sul gasolio agricolo. Denuncia che oggi abbiamo anche consegnato al ministro Lollobrigida durante la nostra manifestazione”. Loha annunciato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, intervenendo a Palermo sui riflessi economici del conflitto internazionale sul comparto agricolo