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La grande festa per il ritorno del Palermo in serie B

Giu 13, 2022

AGI – Clacson e fuochi d’artificio hanno salutato il ritorno del Palermo di Silvio Baldini in serie B, prevalendo contro il Padova nella finale dei playoff.

Dopo un limbo durato tre anni, riecco i rosanero nel calcio che conta. La festa è iniziata subito al Renzo Barbera, con i suoi 35 mila tifosi che hanno gremito lo stadio spingendo sempre i loro eroi. Incontenibile la gioia dei palermitani e come un’onda si è diffusa in tutta la città con il centro presso d’assalto da auto e da gruppi di tifosi. 

Il Palermo è tornato in serie B, tre anni dopo l’esclusione dai campionati professionistici avvenuta nel 2019 e la ripartenza del Palermo Football Club dalla serie D. Rispettato in pieno il programma della nuova società costituita dall’imprenditore palermitano Dario Mirri insieme all’ex socio, l’italo-americano Tony Di Piazza, che si sono aggiudicati il bando dell’amministrazione comunale.

Al primo tentativo i rosanero, guidati in panchina da Rosario Pergolizzi, hanno vinto il campionato di serie D, anche se la stagione si è chiusa a 8 giornate dalla fine, il 9 marzo del 2020, a causa della pandemia del Covid; il Palermo stava comunque dominando dopo un bel duello con il Savoia. In

serie C il Palermo, con Francesco Boscaglia in panchina sostituito poi dal suo secondo Giacomo Filippi, è arrivato settimo nel girone C al termine della stagione regolare e dopo aver superato i primi due turni della fase a gironi ha chiuso la propria avventura al primo turno dei play-off nazionali contro l’Avellino: non è bastata la vittoria al Barbera per 1-0 perché al Partenio ha perso con lo stesso risultato e a passare il turno sono stati gli irpini per via della migliore posizione di classifica in campionato.

Il resto è storia recente con la promozione in cadetteria, arrivata al termine dei play-off, disputati in maniera egregia, obiettivo impensabile dopo una gran parte di stagione disputata quasi nell’anonimato con discreti risultati nelle partite casalinghe e un rendimento abbastanza mediocre in trasferta.

La prima importante svolta è arrivata a dicembre quando la società ha deciso di cambiare allenatore esonerando Giacomo Filippi affidandosi all’esperto Silvio Baldini che aveva già guidato il Palermo 18 anni prima nell’anno della promozione dalla serie A alla B dopo 32 anni; la sua avventura si concluse però dopo le festività natalizie per via di alcune dichiarazioni in cui non esitò a rispondere in maniera colorita all’allora patron Maurizio Zamparini.

Ma Palermo, i palermitani e i loro usi e costumi erano entrati nel cuore di Baldini, come dimostrano anche i pellegrinaggi al Santuario di Santa Rosalia; proprio alla “Santuzza” promise che un giorno sarebbe tornato e così è stato. Il suo legame con la città è stata la chiave di questa nuova avventura e dopo un inizio non facile, anche con alcune dichiarazioni “poco tenere” nei confronti dei propri giocatori il tecnico toscano è riuscito a creare una vera e propria scossa all’interno della squadra, trasformandola sul piano del gioco, ma soprattutto su quello mentale trasferendo ai suoi ragazzi coraggio e senso di appartenenza alla maglia.

Vale la pena sottolineare il lavoro dell’intero staff, solo per citarne alcuni il secondo Mauro Nardini, il mental coach Nicola Colonnata e il collaboratore tecnico Mario Alberto Santana che ha fatto la storia rosanero e che Baldini ha voluto con lui.

Una città intera è stata così riconquistata e al Barbera si è passati da una media di 5 mila spettatori a partita a ben 35 mila per tutto l’arco dei play-off e che si sono rivelati un valore aggiunto non certo di poco conto.

Il finale di stagione è stata una vera e propria cavalcata vincente: i rosanero hanno chiuso al terzo posto grazie a 4 successi finali, compreso quello in trasferta sul campo del Bari, già promosso, all’ultima giornata.

Ai play-off la squadra ha espresso il meglio di sé soprattutto fuori casa: nel primo turno nazionale ha battuto a domicilio la Triestina (2-1) per poi pareggiare 1-1 in casa; nel secondo turno altro successo per 2-1 in casa della Virtus Entella e 2-2 al Barbera; in semifinale, contro la FeralpiSalò, successo sia esterno (3-0) che interno (1-0). In finale contro il Padova altra vittoria esterna 1-0 all’Euganeo.

Il futuro? Tutto da scrivere perché probabilmente si è chiuso qui il ciclo di Dario Mirri da solo alla guida della società. Per continuare a soddisfare le ambizioni e le aspettative di una città che vuole tornare ai fasti dell’era Zamparini servono mezzi economici che attualmente non ci sono e la piazza sogna in grande per via dell’interessamento di nuovi importanti acquirenti, quali lo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City e di altri 9 club in giro per il mondo e dell’ex patron della Roma, l’americano James Pallotta.

AGI – Clacson e fuochi d’artificio hanno salutato il ritorno del Palermo di Silvio Baldini in serie B, prevalendo contro il Padova nella finale dei playoff.
Dopo un limbo durato tre anni, riecco i rosanero nel calcio che conta. La festa è iniziata subito al Renzo Barbera, con i suoi 35 mila tifosi che hanno gremito lo stadio spingendo sempre i loro eroi. Incontenibile la gioia dei palermitani e come un’onda si è diffusa in tutta la città con il centro presso d’assalto da auto e da gruppi di tifosi. 
Il Palermo è tornato in serie B, tre anni dopo l’esclusione dai campionati professionistici avvenuta nel 2019 e la ripartenza del Palermo Football Club dalla serie D. Rispettato in pieno il programma della nuova società costituita dall’imprenditore palermitano Dario Mirri insieme all’ex socio, l’italo-americano Tony Di Piazza, che si sono aggiudicati il bando dell’amministrazione comunale.
Al primo tentativo i rosanero, guidati in panchina da Rosario Pergolizzi, hanno vinto il campionato di serie D, anche se la stagione si è chiusa a 8 giornate dalla fine, il 9 marzo del 2020, a causa della pandemia del Covid; il Palermo stava comunque dominando dopo un bel duello con il Savoia. In
serie C il Palermo, con Francesco Boscaglia in panchina sostituito poi dal suo secondo Giacomo Filippi, è arrivato settimo nel girone C al termine della stagione regolare e dopo aver superato i primi due turni della fase a gironi ha chiuso la propria avventura al primo turno dei play-off nazionali contro l’Avellino: non è bastata la vittoria al Barbera per 1-0 perché al Partenio ha perso con lo stesso risultato e a passare il turno sono stati gli irpini per via della migliore posizione di classifica in campionato.
Il resto è storia recente con la promozione in cadetteria, arrivata al termine dei play-off, disputati in maniera egregia, obiettivo impensabile dopo una gran parte di stagione disputata quasi nell’anonimato con discreti risultati nelle partite casalinghe e un rendimento abbastanza mediocre in trasferta.
La prima importante svolta è arrivata a dicembre quando la società ha deciso di cambiare allenatore esonerando Giacomo Filippi affidandosi all’esperto Silvio Baldini che aveva già guidato il Palermo 18 anni prima nell’anno della promozione dalla serie A alla B dopo 32 anni; la sua avventura si concluse però dopo le festività natalizie per via di alcune dichiarazioni in cui non esitò a rispondere in maniera colorita all’allora patron Maurizio Zamparini.
Ma Palermo, i palermitani e i loro usi e costumi erano entrati nel cuore di Baldini, come dimostrano anche i pellegrinaggi al Santuario di Santa Rosalia; proprio alla “Santuzza” promise che un giorno sarebbe tornato e così è stato. Il suo legame con la città è stata la chiave di questa nuova avventura e dopo un inizio non facile, anche con alcune dichiarazioni “poco tenere” nei confronti dei propri giocatori il tecnico toscano è riuscito a creare una vera e propria scossa all’interno della squadra, trasformandola sul piano del gioco, ma soprattutto su quello mentale trasferendo ai suoi ragazzi coraggio e senso di appartenenza alla maglia.
Vale la pena sottolineare il lavoro dell’intero staff, solo per citarne alcuni il secondo Mauro Nardini, il mental coach Nicola Colonnata e il collaboratore tecnico Mario Alberto Santana che ha fatto la storia rosanero e che Baldini ha voluto con lui.
Una città intera è stata così riconquistata e al Barbera si è passati da una media di 5 mila spettatori a partita a ben 35 mila per tutto l’arco dei play-off e che si sono rivelati un valore aggiunto non certo di poco conto.
Il finale di stagione è stata una vera e propria cavalcata vincente: i rosanero hanno chiuso al terzo posto grazie a 4 successi finali, compreso quello in trasferta sul campo del Bari, già promosso, all’ultima giornata.
Ai play-off la squadra ha espresso il meglio di sé soprattutto fuori casa: nel primo turno nazionale ha battuto a domicilio la Triestina (2-1) per poi pareggiare 1-1 in casa; nel secondo turno altro successo per 2-1 in casa della Virtus Entella e 2-2 al Barbera; in semifinale, contro la FeralpiSalò, successo sia esterno (3-0) che interno (1-0). In finale contro il Padova altra vittoria esterna 1-0 all’Euganeo.
Il futuro? Tutto da scrivere perché probabilmente si è chiuso qui il ciclo di Dario Mirri da solo alla guida della società. Per continuare a soddisfare le ambizioni e le aspettative di una città che vuole tornare ai fasti dell’era Zamparini servono mezzi economici che attualmente non ci sono e la piazza sogna in grande per via dell’interessamento di nuovi importanti acquirenti, quali lo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City e di altri 9 club in giro per il mondo e dell’ex patron della Roma, l’americano James Pallotta.

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