• 9 Febbraio 2026 11:42

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La Gigafactory di Termoli non si farà, ma Stellantis garantisce i posti di lavoro

Feb 9, 2026

Una notizia trapelata da tempo ma che ora viene resa ufficiale riguarda la Gigafactory di Termoli: la fabbrica di batterie progettata dalla joint venture ACC di Stellantis, Mercedes e Total non si farà. Automotive Cell Company ha deciso di abbandonare il progetto italiano insieme a quello tedesco, che sarebbe dovuto nascere a Kaiserslautern.

Una decisione che segna un passaggio delicato nella strategia europea dell’elettrificazione e che riaccende il dibattito sul futuro industriale dell’auto in Italia. Se da un lato lo stop rappresenta una battuta d’arresto per il Paese, dall’altro Stellantis è pronta a rassicurare, promettendo continuità occupazionale per i lavoratori coinvolti e un nuovo ruolo produttivo per lo storico stabilimento molisano.

Riorganizzazione industriale

Dopo una lunga sospensione e voci trapelate che lasciavano presagire il dietrofront, ora arriva l’ufficialità. Nei mesi scorsi infatti le strategie di Stellantis legate all’elettrificazione hanno subito una riorganizzazione, a causa di una “transizione sovrastimata” (come l’ha definita l’amministratore delegato Antonio Spinosa).

La conferma arriva direttamente da ACC, che ha motivato la scelta parlando apertamente di una revisione delle strategie legate alla transizione elettrica: “nell’ambito della nostra riorganizzazione industriale, non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di ACC in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024. ACC deve impiegare le proprie risorse per massimizzare la propria competitività, maturità tecnologica ed eccellenza industriale. Sono state implementate misure strategiche in tutti i siti di ACC per ottimizzare le nostre prestazioni operative e la sostenibilità finanziaria, al fine di garantire che il contributo alla transizione verso la mobilità elettrica avvenga da una posizione di resilienza e solidità economica”.

La nota ufficiale della joint venture è chiara: i prerequisiti industriali ed economici per riavviare i progetti di Termoli e Kaiserslautern, fermi dal maggio 2024, non sono più ritenuti sostenibili. Una decisione che fotografa le difficoltà di un settore costretto a muoversi tra ambiziosi obiettivi climatici e una realtà di mercato meno prevedibile.

Che ne sarà di Termoli

Il punto più delicato resta il futuro dello stabilimento di Termoli, uno dei simboli della produzione motoristica italiana. Qui Stellantis ha voluto lanciare un messaggio rassicurante, soprattutto dopo le pressioni esercitate dai sindacati e dalle istituzioni locali.

Il Gruppo ha ribadito l’impegno a garantire continuità lavorativa agli attuali dipendenti ACC, che verranno reintegrati all’interno delle attività Stellantis. Una presa di posizione che mira a scongiurare licenziamenti e a mantenere vivo il tessuto industriale del territorio, anche se restano ancora da chiarire nel dettaglio le future produzioni che interesseranno il sito.

Come concordato un anno fa al Mimit puntiamo a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti dell’ACC sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis che prende atto della decisione di ACC di avviare discussioni con le parti sociali al fine di bloccare i progetti delle Gigafactory in Germania e in Italia. Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutarne le implicazioni industriali e sociali.

Un segnale per l’industria europea

Lo stop alla Gigafactory di Termoli diventa un segnale per l’intera industria automotive europea. La corsa alle batterie, considerata fino a poco tempo fa il pilastro della sovranità industriale del continente, si scontra oggi con una realtà più prudente, fatta di domanda incerta, concorrenza asiatica aggressiva e costi ancora elevati.

Per l’Italia, la cancellazione rappresenta un’occasione mancata sul fronte delle batterie, ma anche un banco di prova sulla capacità di riconvertire e valorizzare impianti storici senza disperdere competenze. Molto dipenderà dalle prossime mosse di Stellantis e dalla capacità del sistema Paese di attrarre nuovi investimenti in un contesto tecnologico in rapido cambiamento.

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