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La foto del sospettato per l’omicidio del carabiniere a Roma, legato e bendato – Il Post

Lug 28, 2019

Nelle ultime ore diversi giornali hanno pubblicato una foto di Gabriel Christian Natale-Hjorth mentre si trova in una caserma dei carabinieri di Roma in attesa di essere interrogato: Natale-Hjorth è il ragazzo statunitense di 18 anni sospettato di aver preso parte all’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega venerdì nel centro di Roma. Nella foto Natale-Hjorth è legato e bendato, una condizione che viola palesemente le norme sul trattamento delle persone da parte delle autorità, sia in condizioni di libertà che di arresto.

Bendato e ammanettato durante l’interrogatorio: la foto choc di uno dei due americani in caserma imbarazza i carabinieri – La Stampa https://t.co/Ip5eH7ryiS via @LaStampa

— La Stampa (@LaStampa) July 27, 2019

Secondo Repubblica, la foto è stata scattata «venerdì 26 luglio in un ufficio del Reparto investigativo dei carabinieri di via In Selci, a Roma». La Stampa, che ha pubblicato la foto in anteprima la sera di sabato 27, sostiene che sia stata scattata mentre iniziavano gli interrogatori dei due ragazzi, quindi venerdì mattina. L’immagine sarebbe poi circolata in alcune «chat di WhatsApp di cui fanno parte solo militari», e solo in un secondo momento fatta arrivare ai giornali.

Intorno alle 23, il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha diffuso una nota in cui «prende fermamente le distanze dallo scatto e dalla divulgazione di foto di persone ristrette per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega». Secondo il Corriere della Sera, il comando generale ha poi aperto un’inchiesta interna per individuare il responsabile: «due ore dopo il nome del militare viene consegnato ai pubblici ministeri. Adesso rischia l’accusa di violenza privata e maltrattamenti, ma anche la sospensione dal servizio».

Non è chiaro perché Natale-Hjorth sia stato legato e bendato. Il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, ha spiegato al Corriere che «il carabiniere che ha bendato il fermato dice di averlo fatto per evitare che potesse vedere la documentazione che si trovava negli uffici e sui monitor».

In ogni caso, il trattamento riservato a Natale-Hjorth viola palesemente le norme sui diritti umani in vigore in Italia: su tutte l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo cui «nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti». Un simile avvertimento compare anche su alcuni moduli precompilati – che si trovano facilmente online – forniti alle persone arrestate per ricordare loro i diritti garantiti dalla legge.

Sin dall’inizio delle indagini, diversi politici e giornali di destra hanno parlato dei responsabili dell’omicidio di Rega in termini molto duri. Stamattina Libero ha scritto in prima pagina che «in America gli assassini 19enni finirebbero in una camera a gas», un’affermazione molto problematica per diversi motivi: per esempio per il fatto che non si è ancora tenuto nessun processo. Quello della camera a gas, poi, è un metodo utilizzato solo in casi particolari e soltanto in alcuni stati.

In precedenza il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva invocato i «lavori forzati» per i colpevoli dell’omicidio di Rega, una pena che nell’ordinamento italiano è stata cancellata nel 1866. Domenica mattina, l’account della Lega su Twitter ha chiesto polemicamente ai propri follower se anche loro pensano che la foto sia davvero «choc», come hanno scritto diversi giornali.

🔴Alcuni giornali sostengono che si tratti di una FOTO CHOC, voi che cosa ne pensate?https://t.co/MGcbFT6p8q

— Lega – Salvini Premier (@LegaSalvini) July 28, 2019

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