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La Fed non tocca i tassi e taglia le stime sul Pil Usa

Set 21, 2016

MILANO – La Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi fermi allo 0,25-0,5%. Si tratta delle sesta volta di fila, visto che l’ultima volta che ha deciso per una stretta sul costo del denaro è stato il dicembre 2015. Si trattò del primo rialzo dal giugno del 2006. Il rialzo dei tassi in quell’occasione fu di 25 punti base: fino ad allora erano rimasti fermi al minimo storico a cui furono portati nel dicembre del 2008 in seguito alla peggiore crisi finanziaria da quella del 1929. Ora le chance di un aumento dei tassi di interesse si sono rafforzate, ma non è ancora giunto il momento per intervenire. La Fed ha deciso di aspettare ulteriori conferme sulla ripresa Usa, sebbene la decisione non sia stata presa all’unanimità: tre membri della Fed hanno infatti votato contro, il numero più alto dal 2014.

“La decisione di non alzare i tassi non riflette una scarsa fiducia nell’economia”, ha detto Janet Yellen, il governatore della Federal reserve, nel corso della conferenza stampa successiva al termine della riunione della Banca centrale. Secondo Yellen un “approccio cauto” su tassi è “appropriato”. La Fed “si aspetta solo strette graduali” e dice che la politica monetaria attuale è vista come “modestamente accomodante”. Servono “maggiori evidenze che dimostrino che l’economia si sta rafforzando” ulteriormente per un aumento dei tassi. La presidente ha spiegato che il tasso di disoccupazione è “piuttosto vicino” al tasso compatibile con la definizione di piena occupazione.

Molti pensano infatti che prima della fine dell’anno la Fed interverrà sul costo del denaro, ritoccando al rialzo i tassi. Per il 2017, invece, la Fed prevede due aumenti dei tassi di interesse, uno in meno rispetto ai tre stimati in giugno. La stima è contenuta nelle tabelle (i cosiddetti ‘dot plot’) che accompagnano il comunicato finale con le decisioni di politica monetaria. Tre aumenti dei tassi previsti per il 2018. “La politica monetaria resta accomodante, a sostegno dunque di un ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e del ritorno [della crescita annuale] dell’inflazione al 2%”.

Sul fronte dell’economia, il Fomc, il braccio operativo della banca, ha rivisto al ribasso il Pil Usa per il 2016, portando la previsione di crescita all’1,8% dal precendente +2%. Invariate al +2% le previsioni su 2017 e 2018. Quanto al lavoro, quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 4,8%, più del 4,7% previsto a giugno. Limate anche le previsioni sull’inflazione Usa per il 2016. La stima è ora per un +1,3% rispetto all’anno precedente, contro l’1,4% della previsione fatta nel giugno scorso. La banca centrale, invece, ha lasciato invariate le stime sull’indice dei prezzi al consumo per il 2017 all’1,9% e per il 2018 al 2%.

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