• 4 Febbraio 2026 5:49

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La Bce resterà ferma sui tassi per la quinta volta

Feb 2, 2026

AGI – La Banca centrale europea si riunirà giovedì con un grosso problema in meno, dopo la marcia indietro di Donald Trump sulla minaccia di imporre nuovi dazi a 8 Paesi europei. Sebbene il rischio immediato sia passato, l’incertezza scatenata da Trump persiste, spingendo i responsabili politici e anche la Bce a preoccuparsi dell’impennata dell’euro.

Sarà questo giovedì il vero tema centrale della riunione di Francoforte, visto che sui tassi è scontato che resteranno fermi al 2% per la quinta sessione consecutiva e che, al momento, i mercati non faranno nuovi tagli significativi prima del secondo trimestre dell’anno. Inoltre, Christine Lagarde continuerà a seguire il suo mantra di un approccio alla politica monetaria basato sui dati e sulle riunioni, senza impegnarsi su un determinato percorso in termini di tassi.

Cosa dirà la Bce sul rafforzamento dell’euro?

Detto questo, c’è da chiedersi: cosa dirà la Bce sul rafforzamento dell’euro? “Probabilmente niente”, commentano gli analisti. La moneta unica è volata sopra quota 1,20 sul biglietto verde nel giorno in cui Trump ha detto che della debolezza del dollaro non gli importa nulla. Successivamente, Kevin Hassent è corso ai ripari e ha ribadito che gli Stati Uniti sono per un dollaro forte, stabilizzando la valuta a stelle e strisce e riportando l’euro sotto 1,19.

Debolezza del dollaro e incertezze politiche

In ogni modo, quest’anno l’euro ha complessivamente guadagnato circa l’1,5% sul dollaro. Il driver di questo rialzo, più che la forza della moneta unica, è stato la debolezza del biglietto verde, penalizzato dalle incertezze sulle politiche tariffarie statunitensi e dai dubbi sull’indipendenza della Fed. Gli analisti spiegano che “La Bce non è spaventata dall’euro a 1,19 sul dollaro, potrebbe spaventarsi se andasse a 1,25, ma per ora non se ne parla”.

Tassi di interesse, inflazione e crescita

Inoltre, la Bce non ha nessun incentivo a cambiare atteggiamento, per cui si prenderà una lunga pausa sui tassi, perché l’inflazione è sotto controllo e gli ultimi dati sulla crescita sono andati bene. Il PIL dell’Eurozona l’anno scorso è salito dell’1,3% e quest’anno dovrebbe crescere tra l’1,2% e l’1,4%.

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