• 6 Novembre 2026 11:57

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Kimi Antonelli battuto sui kart: a Imola il cronometro non conosce curriculum

Nov 6, 2026

Imola sa sorprendere in mille modi, anche facendo incontrare un campione del mondo di F1 e un agricoltore quarantenne. Non è una provocazione e nemmeno una storia inventata per strappare un sorriso agli appassionati. È successo davvero, almeno guardando la classifica dei tempi del Rain Track di The Way, il noto kartodromo indoor della città romagnola. Il protagonista è Ilario Baldazzi, agricoltore di professione e kartista per passione, che lo scorso 23 ottobre ha fatto segnare un tempo sul giro di 50″800, abbassando il riferimento di 51″089 attribuito ad Andrea Kimi Antonelli.

Una differenza di 289 millesimi, sufficiente per prendersi il primato e guadagnarsi un posto da protagonista in una storia decisamente curiosa. Perché il nome che Baldazzi ha superato non è quello di un pilota qualunque, è quello del giovane talento italiano e della Mercedes, oggi al vertice della F1. Dietro quel dato del cronometro, c’è un particolare che merita di essere raccontato con attenzione.

La curiosa storia di Imola

Il protagonista della storia, autore del record di pista, non vive di motorsport. La sua quotidianità è legata all’azienda agricola di famiglia, in provincia di Ravenna. La passione per le corse, però, lo accompagna da quando era bambino. Michael Schumacher tra i suoi riferimenti, e nel 2006, a vent’anni, è arrivato anche il primo approccio concreto con i kart. Da allora il rental karting è diventato molto più di un passatempo occasionale. Baldazzi frequenta le piste con regolarità, anche un paio di volte alla settimana, senza possedere un kart personale e senza aver trasformato la passione in una professione. È uno di quegli appassionati che conoscono bene il linguaggio dei cordoli, delle traiettorie e dei decimi, pur continuando a lavorare lontano dai circuiti.

Il risultato a Imola nasce proprio da questa familiarità con il tracciato. Il Rain Track di The Way è una pista indoor di 750 metri, sviluppata su tre livelli e caratterizzata da saliscendi e variazioni altimetriche che richiedono precisione e sensibilità. Non è sufficiente accelerare, bisogna interpretare le curve, gestire il kart e capire come sfruttare al meglio una superficie particolare. La sera del 23 ottobre, le condizioni erano tutte favorevoli: la temperatura, il grip della resina e il numero contenuto di kart in pista gli avrebbero permesso di trovare spazio e continuità. Dopo essersi avvicinato progressivamente al limite, è arrivato il giro in 50″800. Un risultato che, stando alla ricostruzione ottenuta, non sarebbe stato un episodio isolato, nella stessa sessione Baldazzi avrebbe superato il precedente riferimento più volte.

Miglior tempo, ma contesto diverso

Il confronto con Kimi Antonelli ha inevitabilmente attirato l’attenzione, ma restano alcuni aspetti da analizzare attentamente per comprendere al meglio la notizia. La prima conferma è netta, i tempi riportati sono corretti. Non c’è dunque una smentita del dato cronometro alla mano. Una precisazione riguarda invece le circostanze in cui i due giri sono stati realizzati. Antonelli aveva girato sul Rain Track il 26 aprile 2026, durante una serata trascorsa con un gruppo di amici. Non si trattava di una sessione organizzata per cercare il record della pista, né di un tentativo mirato a ottenere il miglior tempo possibile. Il neo campione del mondo aveva utilizzato il kartodromo in un momento di svago, lontano dagli impegni e dalla pressione del suo lavoro in F1.

Professionista contro amatore

Quando si parla di motorsport, il tempo sul giro è uno degli strumenti più immediati per misurare una prestazione. Non guarda il curriculum del pilota, non conosce la sua esperienza e non distingue tra chi corre per lavoro e chi lo fa nel tempo libero, registra semplicemente il passaggio sul traguardo. È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del karting, persone con esperienze molto diverse possono ritrovarsi a condividere lo stesso obiettivo mentre la pista può regalare confronti inattesi.

La pista diventa un terreno di confronto ma un tempo migliore non significa automaticamente essere un pilota più forte. La differenza tra un pilota professionista e un amatore non può essere ridotta a un singolo passaggio sul traguardo. Nel motorsport di alto livello, infatti, la velocità pura è soltanto una parte del lavoro. Il professionismo si misura sulla continuità, sulla capacità di adattamento e sui risultati ottenuti in contesti competitivi molto più complessi.

Serate diverse, una passione comune

Il fascino della vicenda sta proprio nel contrasto. Da una parte c’è un pilota che vive di velocità, allenamento, preparazione e competizione ai massimi livelli. Dall’altra un appassionato che trascorre le proprie giornate in azienda agricola e ritaglia spazio per i kart, coltivando una passione nata molto prima di qualsiasi confronto con un nome della F1. Il cronometro, naturalmente, non conosce le biografie, registra il tempo impiegato per completare un giro e mette in fila i risultati. Ma il motorsport sa bene che una prestazione non può essere interpretata senza considerare le condizioni in cui è stata ottenuta, il tipo di sessione, gli obiettivi e il contesto.

Questa situazione conferma quanto l’esperienza del karting possa essere accessibile a persone con livelli di esperienza molto differenti. Anche un pilota professionista può divertirsi su una pista a noleggio, così come un appassionato può trovare la soddisfazione di migliorarsi e conquistare un primato. Il senso, dovrebbe restare quello del divertimento condiviso, senza esasperazioni e senza l’ossessione per il risultato.

La parte più bella della storia

Ilario Baldazzi non ha bisogno di essere un pilota professionista per godersi la propria passione, così come Kimi Antonelli non deve necessariamente cercare il limite ogni volta che sale su un kart. Il primo si è preso il record in una serata speciale in cui voleva riuscirci; il secondo aveva semplicemente trascorso qualche ora con gli amici. Il tempo di 50″800 resta lì, in cima alla classifica, e racconta una bella impresa per un appassionato che ha trasformato la propria conoscenza della pista in un risultato concreto.

Quanto durerà? Difficile dirlo. Antonelli potrebbe tornare a Imola e decidere di riprovarci, magari questa volta con il cronometro nel mirino. Fino ad allora, sul Rain Track di The Way di Imola, il nome da inseguire è quello di Baldazzi. E per un romagnolo che ama i kart, non è affatto un primato da poco.

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