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Juno, i segreti di Giove anche grazie all’italiana JIRAM

Set 5, 2016

Dopo il flyby della sonda spaziale Juno su Giove il 27 agosto scorso appassionati e scienziati erano in attesa delle immagini e dei dati, per soddisfare gli occhi e per iniziare un lungo lavoro di analisi che proseguirà per molto tempo. Quella effettuata infatti è stata solo la prima delle 36 orbite previste attorno a Giove e finora la NASA aveva pubblicato una sola immagine.

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Negli ultimi giorni invece il materiale fotografico si è moltiplicato. Quelli che sono arrivati sono gli scatti che ritraggono il polo nord di Giove. Le immagini mostrano le tempeste e attività differenti da qualsiasi cosa vista in precedenza su uno qualsiasi dei pianeti gassosi giganti del nostro Sistema Solare.

Il punto massimo di avvicinamento è stato a 4.200 chilometri sopra alle vorticose nuvole di Giove. L’analisi di questa prima tornata di dati è in corso e richiederà tempo, ma alcune scoperte sono già visibili nelle immagini.

Scott Bolton, ricercatore principale di Juno, ha spiegato nelle note ufficiali che “il primo scorcio del polo nord del pianeta è diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto o immaginato prima. È molto più blu rispetto ad altre parti del pianeta e ci sono un sacco di tempeste. Non c’è alcun segno di bande o cinture a cui siamo abituati, tanto che da questa vista è difficile riconoscere Giove”.

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Uno dei risultati più importanti delle immagini scattate ai poli di Giove durante questo primo flyby è quello che la JunoCam non ha visto. “Saturno ha un esagono al Polo Nord, su Giove non c’è nulla di simile. Il più grande pianeta del nostro Sistema Solare è davvero unico, e abbiamo a disposizione 36 flyby per studiarlo”.

Oltre alle foto scattate dalla JunoCam, durante il flyby erano attivi tutti e otto gli strumenti scientifici di Juno. In particolare Il Jovian Infrared Auroral Mapper (JIRAM), fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha acquisito alcune immagini straordinarie della regione polare di Giove alle lunghezze d’onda infrarosse.

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Alberto Adriani, co-ricercatore di JIRAM dell’INAF, ha spiegato che “JIRAM ci ha inviato le prime immagini a infrarossi dei poli nord e sud di Giove”, che “mostrano punti caldi e freddi mai visti prima. Nonostante sapessimo che le prime immagini in infrarosso del polo sud di Giove avrebbero potuto rilevare un’aurora meridionale, siamo rimasti sorpresi nel vederla per la prima volta. Nessun altro strumento, dalla Terra o dallo Spazio, è stato in grado di mostrarci l’aurora australe, molto luminosa e strutturata. L’alto livello di dettaglio delle immagini ci dirà di più sulla sua morfologia e dinamica”.

Le immagini a piena risoluzione sono online sul sito ufficiale NASA.

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