Come molte altre cose, i fuoristrada sono nati dal campo di battaglia. Da lì nasce la necessità di muoversi agilmente in ogni tipo di terreno, potendo contare su affidabilità e trazione in grado di salvare vite e cambiare le sorti dello scontro. Proprio da questo parte la storia della Jeep Willys che viene ideata durante alla Seconda Guerra Mondiale e, da allora, ha cambiato le sorti dell’auto.
Una vettura nata con poche semplici peculiarità: essere semplice, robusta, riparabile e inarrestabile. Zero compromessi che l’hanno resa famosa anche fuori dal suo terreno d’appartenenza e che sono la ragione del suo successo che continua fino a oggi.
Necessità militari
Alla fine degli anni 30 e il Mondo è sulla via del conflitto e gli Stati Uniti iniziano a prepararsi a quella che sarà l’approdo in Europa. L’esperienze maturate durante la Prima Guerra Mondiale hanno fatto scuola e hanno dimostrato all’esercito che la mobilità rapida ed efficace è un fattore determinante quando si scende in guerra. Serve qualcosa di efficace per il trasporto che non tema alcun terreno.
Così l’esercito corre ai ripari mettendo una gara per un veicolo che risponda a necessità specifiche e molto difficili da rispettare, tanto che i primi tentativi interni dell’esercito falliscono. Il veicolo deve infatti essere:
capace di trasportare un carico fino a 600 libbre;
con un passo inferiore a 75 pollici;
un’altezza inferiore a 36 pollici;
una velocità variabile tra 3 e 50 miglia orarie;
presentare una forma semplice e squadrata;
poter contare su una trazione integrale con riduttore a due rapporti;
con parabrezza ribaltabile;
avere tre sedili;
avere un impianto luci;
pesare complessivamente meno di 1.300 libbre.
Su 135 aziende contattate, soltanto tre rispondono alla sfida: American Bantam, Ford e Willys-Overland. È l’inizio di una corsa contro il tempo, in cui ogni l’America da un giorno all’altro potrebbe scendere in guerra e basta poco per fare la differenza.
Il modello prescelto
Se American Bantam è la prima a presentare il suo prototipo funzionante, la velocità si scontra con la propria capacità produttiva limitata. Al contrario Ford può contare un un’industria di rilievo e su un modello che convince tanto quanto quello di Willys-Overland, che trova il miglior compromesso tra prestazioni, affidabilità e semplicità.
Dopo poco l’esercito decide di uniformare i propri veicoli scegliendo solo il Willys, grazie alle proprie capacità e diviene così lo standard dall’esercito americano all’inizio degli anni Quaranta. Lunga appena 3,3 metri, la Willys MB è un mezzo spartano. Il piccolo fuoristrada monta un 4 cilindri da 2,2 litri capace di erogare 54 CV. Nulla di impressionante ma la coppia in basso e la trazione integrale lavorano perfettamente per spostare una vettura leggera su ogni terreno, la stessa filosofia che anni dopo ritroveremo sulla Panda 4×4.
Il cambio manuale a tre rapporti, la trazione inseribile sull’asse anteriore e la meccanica semplice permettono riparazioni rapide anche in prima linea. È un veicolo pensato per essere usato, maltrattato e rimesso in funzione anche nelle retrovie di un campo di battaglia.
Ufficio Stampa StellantisDalla guerra alla strada, nascita di un’icona a quattro ruote
Il nome Jeep
La genesi del nome Jeep è avvolta dal mistero ma più voci si susseguono, senza alcuna certezza di quale sia quella vera. Alcuni suppongono che il soprannome nasca tra i soldati altri dallo slang dei lavoratori dell’industria petrolifera dell’Oklahoma, altri ancora lo associano al personaggio Eugene the Jeep dei fumetti di Popeye, capace di risolvere qualsiasi problema.
Sembrerebbe però che la teoria più accreditata sia quella legata alla sigla militare “G.P.” (General Purpose), che nei campi militari è stato brevemente trasformato in jeep. Ad ogni modo il nome si diffonde con tale velocità che per tutto l’esercito quel piccolo fuoristrada tutto fare è la Jeep.
La Willys-Overland registrerà così il marchio Jeep nel giugno del 1950, dopo anni in cui il nome è stato cambiato da chi quella vettura la utilizzava davvero tutti i giorni. Prima della fine del conflitto vengono prodotti oltre 630.000 esemplari, costruiti sia da Willys-Overland ma anche Ford su licenza, nelle necessità straordinarie di produzione intensiva come la guerra non era infatti inusuale che le varie aziende condividessero la produzioni di strumenti per i combattimenti.
Oltre i numeri il riconoscimento più grande arriva da Dwight D. Eisenhower, futuro Presidente degli Stati Uniti, che dichiara che senza la Jeep gli Alleati non avrebbero potuto vincere la guerra.
Il primo SUV
La fine della Seconda Guerra Mondiale è solo l’inizio di un nuovo capitolo della storia della Willys MB. Un altro punto di svolta arriva un anno dopo, quando Willys-Overland presenta la Willys Wagon, la prima station wagon con carrozzeria interamente in acciaio. È una vettura pratica, spaziosa, pensata per la famiglia ma anche per il lavoro.
Nel 1949 arriva l’intuizione che cambierà la storia: la trazione integrale viene applicata alla Wagon. Nasce così quello che da molti viene considerato il primo SUV della storia.
Disegnata da Brooks Stevens, la Willys Wagon può trasportare fino a sette passeggeri, affrontare strade dissestate, trainare rimorchi e muoversi con disinvoltura tanto in città quanto in campagna. Rimane in produzione per quasi 20 anni, dimostrando come fosse la vettura giusta per un’America fatta di grandi spazi e terreni impervi e anticipando il successo dei Pick-Up di oggi.
Finisce la guerra, inizia il mito
Negli anni 50 la Willys si trasforma rapidamente, facendo piano piano scomparire il nome con cui era stata creata, per trasformarlo in quello per cui era conosciuta. Nel 1952 Willys rientra anche nel mercato delle automobili tradizionali con la Aero, un anno prima di venire acquisito dalla Kaiser Motors. Nel 1963 nasce la Kaiser-Jeep Corporation e il nome Willys scompare progressivamente dal panorama automobilistico, lasciando spazio a un marchio ormai autonomo e riconoscibile: Jeep. La Willys originale, però, continua a vivere nei modelli militari successivi, come la M38, evoluzione diretta della MB.
Da lei derivano tutti i fuoristrada
L’eredità della Willys MB è immensa. Dopo la guerra, migliaia di esemplari rimangono sparsi in tutto il mondo, utilizzati da eserciti, contadini, artigiani. La sua praticità viene apprezzata ovunque, soprattutto nelle zone rurali e prive di strade asfaltate.
Non è un caso che in Inghilterra il primo prototipo della Land Rover venga costruito proprio sul telaio di una Willys. Da quel momento, ogni costruttore che si avvicina al mondo del fuoristrada guarda, più o meno consciamente, a quella sagoma squadrata nata sul campo di battaglia.