• 26 Ottobre 2026 16:42

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Italia prima per tasse sul gasolio in Europa: siamo introno al 48%

Ott 26, 2026

Fare il pieno di gasolio in Italia significa destinare quasi un euro su due alle imposte. È il quadro che emerge dai dati elaborati dall’Adusbef, secondo cui la componente fiscale rappresenta il 48% del prezzo del diesel, contro una media europea del 37,9%. Dopo l’interruzione dello sconto sulle accise del 5 ottobre, il nostro Paese è tornato al primo posto nell’Unione europea per incidenza della tassazione sul gasolio, escludendo Malta.

La situazione presenta però un aspetto meno immediato: nonostante il peso delle imposte, il diesel italiano non è il più costoso d’Europa. Nella graduatoria dei prezzi alla pompa, infatti, l’Italia occupa la settima posizione, mentre per la benzina si colloca all’ottavo posto.

Tasse sul gasolio: Italia sopra la media europea di dieci punti

L’analisi prende in considerazione i dati della Commissione europea aggiornati al 19 ottobre 2026. La distanza tra l’Italia e la media comunitaria è superiore a dieci punti percentuali, una differenza che evidenzia il ruolo delle imposte nella formazione del prezzo finale. Alle spalle dell’Italia si trovano Belgio, Danimarca, Francia e Lituania, dove la quota fiscale sul gasolio oscilla tra il 42% e il 43%.

La situazione cambia sensibilmente in altri mercati. In Polonia la tassazione rappresenta il 25,5% del prezzo, mentre in Spagna e Svezia si attesta intorno al 27%. Anche sulla benzina l’Italia presenta una pressione fiscale elevata, pari al 51% del prezzo finale, che la colloca al terzo posto europeo. Un caso particolare è quello di Malta, dove i prezzi sono amministrati. La benzina costa 1,340 euro al litro, con una quota fiscale del 56,3%, mentre il gasolio viene venduto a 1,210 euro al litro, con imposte pari al 54,3%.

Quanto costa il pieno in Italia

La pressione fiscale non basta, da sola, a determinare il costo dei carburanti. Il confronto con Francia e Germania mostra infatti che, pur avendo una quota di tasse più elevata, l’Italia registra prezzi medi inferiori. Al 19 ottobre, secondo i dati europei, la benzina costava 2,015 euro al litro in Italia, contro 2,228 euro in Francia e 2,179 euro in Germania.

Per il gasolio il prezzo italiano era di 2,244 euro al litro, mentre quello francese raggiungeva 2,345 euro e quello tedesco 2,266 euro. Le rilevazioni nazionali del 24 ottobre indicavano un leggero aumento. Il prezzo medio self-service della benzina era salito a 2,020 euro al litro, mentre quello del diesel aveva raggiunto 2,261 euro.

Sulle autostrade i valori risultavano ancora superiori: 2,042 euro per la benzina e 2,301 euro per il gasolio. Nel panorama europeo, il diesel più costoso si trovava in Finlandia, a 2,531 euro al litro. Seguivano Danimarca e Paesi Bassi, rispettivamente con 2,501 e 2,456 euro. Tra i Paesi con prezzi più contenuti figuravano Polonia, Bulgaria e Spagna, oltre a Malta.

Caro carburanti, il 27 ottobre incontro al Ministero dei Trasporti

Il peso delle imposte torna al centro del confronto politico ed economico mentre diverse categorie produttive continuano a risentire dei rincari. Martedì 27 ottobre è previsto un incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra Matteo Salvini e le associazioni dell’autotrasporto. Il giorno precedente è in programma una manifestazione dei tassisti.

Il presidente dell’Adusbef, Antonio Tanza, chiede di intervenire sulla fiscalità e richiama il meccanismo delle accise mobili, attraverso il quale il maggior gettito IVA potrebbe essere utilizzato per ridurre il costo dei carburanti. Carlo Calenda propone invece una diversa distribuzione del carico fiscale, aumentando le accise su alcolici e sigarette per alleggerire quelle applicate a benzina e gasolio.

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