• 6 Aprile 2025 4:44

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Istat: in 10 anni oltre 352 mila giovani si sono trasferiti all’estero

Apr 1, 2025
 

AGI –  “Nel decennio 2013-2022 sono costantemente aumentati i giovani italiani che hanno trasferito all’estero la residenza; molto meno numerosi sono stati invece i rientri in patria. In tale periodo, di oltre un milione di cittadini espatriati, un terzo (352mila) aveva un’età compresa tra i 25 e i 34 anni e, tra questi, oltre 132mila (37,7%) erano in possesso della laurea al momento della partenza”. Lo afferma il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica.

“D’altro canto, – aggiunge – i rimpatri di giovani della stessa fascia d’età sono stati circa 104mila, di cui oltre 45mila laureati: la differenza tra i rimpatri e gli espatri dei giovani laureati è costantemente negativa e restituisce una perdita complessiva per l’intero periodo di oltre 87 mila giovani laureati. In particolare, nel solo 2022, il saldo è negativo nella misura di 12mila individui; nello stesso anno i giovani laureati emigrati si sono diretti prevalentemente in Germania (3 mila) e nel Regno Unito (2,6 mila)”.

“Mentre il Nord e il Centro riescono a compensare le uscite dei giovani laureati grazie ai movimenti migratori provenienti dal Mezzogiorno, – conclude – quest’ultima ripartizione registra una perdita netta di 168mila individui tra il 2013 e il 2022, un’erosione di capitale umano che ne riduce la capacita’ di sviluppo e la possibilità di recupero a fronte di possibili shock esogeni”.

Aumenta l’occupazione per il 4° anno consecutivo

 “Nel 2024 l’occupazione è aumentata per il quarto anno consecutivo (raggiungendo i 23 milioni 932 mila occupati, +352 mila rispetto all’anno precedente), pur in misura minore rispetto all’anno precedente (da +2,1 a +1,5%). Risulta abbondantemente recuperato il calo subito nel 2020 (-724mila), con un saldo positivo rispetto al 2019 di 823 mila occupati (+3,6%). La crescita nell’ultimo anno è dovuta in oltre otto casi su dieci agli ultracinquantenni (+285 mila, +3,0%) e in misura contenuta alla fascia di età 35-49 anni (+44 mila, +0,5%) e ai giovani tra 15 e 34 anni (+23 mila, +0,4%)”. Lo afferma il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica.

“Il tasso di occupazione è stabile per i 15-34enni, aumenta di 0,9 punti nella classe di età centrale e di 1,4 punti per gli over50. La dinamica dell’ultimo anno non ha interrotto il cambiamento strutturale osservato nel lungo periodo. Se si considerano gli ultimi venti anni a partire dal 2004, all’attuale record occupazionale corrisponde una struttura differente per classi di eta’. In particolare, dal 2004 al 2024, gli occupati sono 1 milione 631 mila in più (+7,3%): il saldo positivo sintetizza un calo di oltre due milioni di occupati tra i giovani di 15-34 anni e di quasi un milione tra i 35 e 49 anni, più che compensato dall’aumento degli over50, pari a quasi 5 milioni”.

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