mamme in media a 32 anni
Natalità in calo, al Nord i livelli più elevati di fecondità. Un figlio su tre nasce fuori dal matrimonio
di Nicoletta Cottone
25 novembre 2019

4′ di lettura
L’Italia è un paese che invecchia: continuano a diminuire i nati: nel 2018 sono stati iscritti all’anagrafe 439.747 bambini, dunque oltre 18mila in meno rispetto all’anno precedente e quasi 140mila in meno rispetto al 2008. Il report dell’Istat “Natalità e fecondità della popolazione residente” segnala un persistente calo della natalità. I primi figli si riducono a 204.883, 79mila in meno rispetto al 2008. Il numero medio di figli per donna scende ancora attestandosi a 1,29; nel 2010, anno di massimo relativo della fecondità, era 1,46.
Si diventa mamme in media a 32 anni
Gli effetti sociali della crisi economica agiscono sulla cadenza delle nascite. Le donne residenti in Italia vanno sempre più verso età più avanzate. Rispetto al 1995, l’età media al parto aumenta di oltre due anni, arrivando a 32 anni. Cresce anche l’età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,2 anni nel 2018 (tre anni in più rispetto al 1995).
Al Nord i livelli più elevati di fecondità
La fecondità delle italiane, bassa già nel 2003, è passata da 1,24 a 1,21 nel 2018. Al Nord il primato dei livelli più elevati di fecondità (1,32 nel Nord-ovest e 1,36 nel Nord-est), soprattutto nelle Province Autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 1,72 e 1,45), in Valle d’Aosta (1,38) e Lombardia (1,35). Al Centro e nel Mezzogiorno i livelli di fecondità sono molto vicini (1,23 e 1,26) ma, rispetto all’anno precedente, entrambi presentano una flessione. Nel Mezzogiorno il valore si attesta a 1,26 (1,29 nel 2017) mentre al Centro è sceso da 1,27 e 1,23. A livello regionale, la Sardegna presenta il più basso livello di fecondità (1,02), ancora in diminuzione rispetto al 2017 (1,06).
Un figlio su tre nasce fuori dal matrimonio
Quasi un figlio su tre nasce fuori dal matrimonio: esattamente nel 2018 la percentuale è stata del 32,3 per cento. Era l’8,1% nel 1995 e il 19,6% nel 2008. La quota di nati con almeno un genitore straniero (96.578, in diminuzione dal 2012) è stata del 22%. I nati da genitori entrambi stranieri sono 65.444 (14,9% del totale dei nati). In totale, lo scorso anno si è avuto un meno 4% di nati iscritti all’anagrafe nel 2018 rispetto al 2017. Il calo è attribuibile prevalentemente alla diminuzione dei figli di genitori entrambi italiani (-15.771 unità, l’85,7% del calo dei nati registrato nell’ultimo anno).
Al Nord un nato su 5 ha i genitori stranieri: in testa i romeni
Al Nord più di un nato su cinque ha genitori entrambi stranieri. Al primo posto tra i nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini rumeni (13.530 nati nel 2018), seguiti da marocchini (9.193), albanesi (6.944) e cinesi (3.362). Si tratta di quattro comunità che rappresentano la metà del totale dei nati stranieri.