Chissà se le abbia fatto più male la bicicletta che l’ha investita o la multa ricevuta qualche mese dopo. Oltre a procurarle diverse fratture, l’incidente è costato a una donna di Monza una sanzione a suo carico per un’infrazione al Codice della Strada perché, secondo la Polizia locale, stava camminando al centro della carreggiata anziché ai margini. La vicenda ha sollevato interrogativi sulle regole da osservare. Spetta ora al Consiglio comunale fare chiarezza sulle disposizioni applicabili ai pedoni e ai ciclisti.
Investita da una bicicletta, poi arriva la multa
L’episodio risale a domenica 12 aprile 2026. La donna stava passeggiando lungo un viale del Parco di Monza, in quel momento interdetto al traffico automobilistico, quando è stata urtata da un ragazzo in bicicletta. Le conseguenze dell’incidente hanno richiesto il trasporto in ospedale, dove la pedone è rimasta per circa otto ore a causa delle fratture riportate. Una pattuglia della Polizia locale ha assistito all’accaduto e provveduto agli accertamenti.
La vicenda sembrava essersi conclusa, almeno sul piano amministrativo, e invece no: il 12 settembre alla donna è stato recapitato un verbale con una sanzione a suo carico. La contestazione riguardava la posizione occupata durante la passeggiata: stando alla ricostruzione contenuta nel verbale, la pedone avrebbe dovuto procedere ai lati della strada anziché rimanere lungo la parte centrale della carreggiata. Anche se la donna ha già pagato la contravvenzione, il caso è stato successivamente portato all’attenzione del Consiglio comunale.
Perché è stata multata nonostante il divieto alle auto
A suscitare perplessità è anche il luogo dell’incidente: un percorso, proprio quel giorno, chiuso alle automobili. Nelle giornate di chiusura, la carreggiata rappresenta uno spazio utilizzato anche da chi normalmente dovrebbe procedere ai suoi margini.
La sanzione ha riaperto la questione delle regole applicabili in queste condizioni. Nella seduta del 26 ottobre, un consigliere comunale ha chiesto all’amministrazione di chiarire come debbano comportarsi pedoni e ciclisti, richiamando anche la necessità di verificare la segnaletica e le disposizioni previste nel tratto.
Il dibattito ha toccato il tema delle responsabilità assicurative in caso di incidenti più gravi. La vicenda solleva anche dubbi sull’interpretazione delle regole lungo percorsi abitualmente frequentati dalle cosiddette “categorie fragili”. L’assenza di automobili, infatti, non comporta necessariamente la sospensione delle altre regole di circolazione, ma occorre distinguere tra una strada semplicemente chiusa ai veicoli a motore e un’area formalmente riservata ai pedoni, dove possono valere disposizioni differenti.
Il punto da chiarire è se, e a quali condizioni, la chiusura al traffico automobilistico consenta ai pedoni di occupare l’intera carreggiata. Ebbene, la questione dipende anche dalla disciplina specifica della strada e dalla segnaletica presente. La distinzione non è secondaria, perché il divieto di accesso alle automobili non attribuisce automaticamente ai pedoni la precedenza assoluta sugli altri utenti della strada. Anche la presenza delle biciclette impone di considerare le norme che disciplinano la convivenza tra le diverse categorie.
Per il momento, la richiesta di chiarimenti è stata rivolta all’amministrazione comunale, mentre la multa è già stata pagata dalla donna, che secondo quanto riferito durante la seduta continua a risentire delle conseguenze dell’incidente.