• 6 Gennaio 2026 2:41

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Insaziabile Alonso, il campione spagnolo sfoggia un’altra hypercar da sogno

Gen 5, 2026

Fernando Alonso non guida soltanto monoposto di F1. Quando scende dall’abitacolo della sua Aston Martin da gara per infilarsi tra le strade del Principato di Monaco, lo fa come se quel microcosmo sospeso tra mare e cemento fosse un’estensione naturale del suo garage. Negli ultimi mesi, il campione spagnolo è stato avvistato più volte tra Avenue Princesse Grace, Boulevard Albert Ier, il celebre tornante del Fairmont e i rettilinei affacciati sul porto di Port Hercule, trasformando la quotidianità monegasca in una passerella privata di capolavori su quattro ruote.

Prima la Ferrari 512 TR, omaggio rosso e muscolare agli Anni Novanta più puri. Poi la rarissima Mercedes-Benz CLK GTR, mostro da omologazione stradale nato per dominare Le Mans, valutato oggi oltre gli 11 milioni di dollari. Infine, la nuova Aston Martin Valiant, espressione estrema del legame tra Alonso e la Casa di Gaydon. E adesso, come se mancasse ancora qualcosa all’elenco, ecco l’ennesimo colpo d’occhio: Fernando Alonso è stato “beccato” al volante di una Ferrari LaFerrari nera, mentre scivola silenzioso – ma non troppo – tra i palazzi eleganti del Principato.

Un garage mirabolante

La scena è quasi cinematografica. Il nero opaco della carrozzeria che assorbe la luce del mattino, il rosso delle pinze freno che spicca come una firma, il V12 che rimbomba tra le curve lente di Mirabeau e le accelerazioni brevi verso la Rascasse. Alonso guida da solo e sembra rilassarsi a bordo della spettacolare creatura del Cavallino Rampante. Tornando alla sua passione, la sua collezione di supercar è un riflesso fedele della carriera: eclettica, raffinata e mai banale. Anzi, sembra più bravo nello scegliere le auto private che le scuderie con le quali gareggiare. Non c’è solo il valore economico – pur enorme – ma una coerenza quasi romantica nella scelta delle auto. Ogni modello rappresenta un’epoca, una filosofia, un’idea di velocità. La 512 TR è il ricordo di un’era analogica, la CLK GTR è la brutalità della competizione portata su strada, l’Aston Martin Valiant è il presente, cucito addosso a un pilota ancora affamato.

E poi c’è lei, la Ferrari LaFerrari. Forse il gioiello più equilibrato della collezione. Non la più rara, non la più costosa in assoluto, ma sicuramente una delle più significative. Presentata nel 2013, LaFerrari è stata la prima hypercar ibrida del Cavallino Rampante, certificato tecnologico di Maranello prima dell’era dell’elettrificazione diffusa. Sotto la scocca in fibra di carbonio batte un V12 aspirato da 6,3 litri, capace di erogare 789 cavalli, affiancato da un motore elettrico da 161 cavalli derivato direttamente dall’esperienza in Formula 1 con il sistema HY-KERS. La potenza complessiva arriva a 950 CV, con una coppia di 990 Nm.

Un’auto sensazionale

I numeri sono ancora oggi impressionanti: 0-100 km/h in meno di tre secondi, 0-200 in circa sette, velocità massima nell’ordine dei 350 km/h. Ma LaFerrari non è solo prestazione pura. È equilibrio, risposta immediata, connessione totale tra uomo e macchina. Esattamente ciò che Alonso ha sempre cercato in pista.

Vederla sfilare per le strade di Monaco, guidata da uno dei piloti più intelligenti e longevi della storia recente della Formula 1, ha un sapore particolare. Il pilota asturiano non colleziona auto per metterle sotto una teca: le vive, le ascolta, le porta dove il rumore del motore si mescola con l’eco del mare. E in quel rombo che rimbalza tra i muri del Principato c’è, ancora una volta, tutta la sua idea di velocità.

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