• 5 Marzo 2026 16:07

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Influenza, in Italia 15-16 milioni di casi e 8-10mila decessi

Mar 5, 2026

AGI – La stagione influenzale 2025-2026 in Italia si avvia alla conclusione con un bilancio significativo: circa 15-16 milioni di casi di sindromi simil-influenzali, oltre 7.000-10.000 ricoveri ospedalieri per complicanze respiratorie, circa 700-800 casi gravi ricoverati in terapia intensiva e una mortalità associata all’influenza e alle sue complicanze stimata tra 8.000 e 10.000 decessi, soprattutto tra anziani e persone con patologie croniche: lo riferisce in una nota, Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, che traccia un primo bilancio della stagione influenzale che si sta concludendo con l’arrivo della primavera.

 

 

La curva epidemica ha raggiunto il picco tra dicembre e gennaio e nelle ultime settimane si sta progressivamente riducendo con la fine dell’inverno. Va ricordato però che questa stagione respiratoria non è stata sostenuta solo dai virus influenzali: in circolazione ci sono stati anche altri virus respiratori, tra cui in particolare il virus respiratorio sinciziale (RSV), che ha colpito soprattutto i bambini piccoli ma anche anziani e soggetti fragili, contribuendo ad aumentare il numero complessivo delle infezioni respiratorie e la pressione su pronto soccorso e ospedali. Anche il Covid continua a circolare: pur con un impatto molto inferiore rispetto agli anni della pandemia, in Italia si registrano ancora alcune centinaia di decessi ogni anno, prevalentemente tra anziani e persone con fragilità.

La vaccinazione: strumento chiave per la prevenzione

Il messaggio per la prossima stagione resta quindi chiaro: la vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace di prevenzione, in particolare per anziani, persone con patologie croniche, donne in gravidanza e operatori sanitari. L’influenza non è mai banale: ogni inverno provoca migliaia di ricoveri e morti evitabili con la vaccinazione. Migliorare le coperture vaccinali resta fondamentale per proteggere le persone più fragili, conclude Pregliasco.

 

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