• 3 Novembre 2026 16:31

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In corso i funerali solenni dei militari morti in Bosnia, “Seminatori di germogli di pace”

Nov 3, 2026

AGI – Sono iniziate alle 9.30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma le esequie solenni dei quattro militari italiani morti giovedì scorso in un incidente di elicottero in Bosnia: i sergenti dell’Aviazione dell’Esercito, Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana. Alla funzione – officiata dall’ordinario militare per l’Italia monsignor Gian Franco Saba – partecipano Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, e le più alte cariche dello Stato.

Tra i presenti anche Ignazio La Russa, presidente del Senato; Lorenzo Fontana, presidente della Camera; Antonio Tajani vicepremier e ministro degli Esteri; Guido Crosetto, ministro della Difesa; Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio; i ministri Matteo Piantedosi, Luca Ciriani, Andrea Abodi, Gianmarco Mazzi. Per le opposizioni partecipano Elly Schlein, segretaria Pd, Giuseppe Conte, leader M5s, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana.

“Seminatori di germoli di pace”

Con l’ingresso dei feretri dei quattro militari morti in Bosnia – portati a spalla dai commilitoni – sono cominciati i funerali solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. “Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni”: questo il ricordo dell’ordinario militare per l’Italia, monsignor Gian Franco Saba, nell’omelia pronunciata nelle esequie solenni dei quattro militari morti in un incidente di elicottero in Bosnia-Erzegovina.

“Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il servizio è anticipazione del paradiso e vera sapienza – ha proseguito monsignor Saba -, hanno intuito che l’amore per l’umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi a operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell’intervento sanitario in situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e le loro competenze”. 

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