• 6 Febbraio 2026 21:25

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Il venerdì nero di Stellantis, la sterzata sull’elettrico affossa i conti

Feb 6, 2026

AGI – Venerdì ‘nero’ per Stellantis a Piazza Affari dopo il maxi-profit warning che ha choccato il mercato. Il titolo del gruppo automobilistico ha perso il 25,17% chiudendo a quota 6,111 euro per azione (ai minimi storici), con 5,9 miliardi di capitalizzazione andati in fumo in una sola seduta.

Gli investitori sono stati letteralmente colti di sorpresa dalla profonda revisione della strategia sui veicoli elettrici e dall’entità degli oneri che ridisegna, in modo netto, le prospettive finanziarie del gruppo.

La maxi svalutazione 

Stellantis ha annunciato infatti una maxi-svalutazione di 22,2 miliardi di euro nel secondo semestre del 2025, che si traducono in una perdita netta compresa tra 19 e 21 miliardi di euro. Per lo stesso periodo, la stima dei ricavi oscilla tra 78 e 80 miliardi di euro, con un risultato operativo rettificato negativo tra -1,2 e -1,5 miliardi e un free cash flow industriale negativo tra 2,3 e 2,5 miliardi. Tali oneri comporteranno uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. Alla luce della perdita dell’esercizio, pertanto, il gruppo non distribuirà alcun dividendo nel 2026.

“Un reset strategico” 

A nulla, almeno a mente ‘calda’, sono valse le spiegazioni e rassicurazioni del Ceo, Antonio Filosa, che in call con gli analisti ha parlato “di un reset strategico” necessario “per garantire una crescita profittevole” nel futuro. Una riorganizzazione dettata dalla necessità di correggere gli errori fatti in passato per aver sopravvalutato il ritmo della transizione energetica, ha spiegato il Ceo che tuttavia si aspetta “un continuo miglioramento nel 2026“.

“Prevediamo di essere profittevoli come gruppo in tutto il 2026 ed è esattamente ciò che faremo”, ha aggiunto Filosa, definitosi “molto ottimista per il 2026 e per il futuro” del gruppo”. Il Cfo del gruppo, Joao Laranjo, ha spiegato invece che “la decisione di non distribuire il dividendo quest’anno è stata presa a causa delle perdite” che il gruppo accuserà a seguito delle maxi-svalutazioni e ha escluso ipotesi allo studio di aumenti di capitale.

Obbligazioni ibride

Il Cda di Stellantis ha inoltre autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro, con l’obiettivo di preservare una struttura patrimoniale e di liquidità solida.

Secondo Stellantis, queste misure “rappresentano la continuazione delle trasformazioni decisive implementate nel 2025, che stanno già producendo i primi benefici tangibili, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità”.

Il nuovo piano strategico 

Il cuore del problema è la necessità di ricalibrare piani industriali e portafoglio prodotti alla luce di una domanda di veicoli elettrici cresciuta meno rapidamente del previsto in diversi mercati chiave e di allineare gli investimenti a scenari più prudenti.

In Europa, il rallentamento degli incentivi e un quadro regolatorio ancora in evoluzione hanno reso più incerta la dinamica della domanda, mentre negli Stati Uniti il mercato continua a mostrare una preferenza significativa per soluzioni ibride e motorizzazioni tradizionali avanzate.

Il cambio di rotta avrà riflessi diretti sul nuovo piano strategico che Stellantis presenterà il prossimo 21 maggio, chiamato a dettagliare priorità di investimentoriposizionamento dell’offerta e traiettoria finanziaria del gruppo nei prossimi anni.

Guidance preliminare per il 2026

Sul fronte prospettico, la società ha avviato la guidance preliminare per il 2026, indicando ricavi in crescita a mid-single digit, un margine operativo rettificato a una cifra bassa percentuale e un free cash flow industriale in miglioramento, con l’obiettivo di tornare a una generazione positiva di cassa nel 2027.

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