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On Air: Inzaghi, futuro da scrivere. Totti sarà direttore tecnico

Mag 20, 2019

ROMA – Stasera la sfida contro il Bologna per festeggiare la CoppaItalia ma in casa Lazio a tenere banco è il futuro di SimoneInzaghi. Il tecnico è nella lista dei preferiti della Juventus e il suo futuro è ancora tutto da scrivere. Il presidente Lotito vorrebbe tenerlo e lo ha detto apertamente ma l’allenatore sta prendendo tempo e comunque chiederà garanzie tecniche per proseguire la sua avventura sulla panchina biancoceleste. DeZerbi, Mihajlovic o Giampaolo i nomi dei possibili sostituti.

TOTTI – Tra i mille dubbi che aleggiano in casa Roma arriva una importante certezza: Francesco Totti sarà nominato DirettoreTecnico. L’ex numero 10 giallorosso avrà competenze sulla gestione dello spogliatoio e deleghe operative anche sul mercato degli allenatori e dei calciatori. Non sarà un potere monocratico ma potrà incidere in prima persona sui movimenti della società. Fronte allenatore Sarri e Gasperini restano le prime scelte ma spunta il nome di MarceloBielsa.

CHAMPIONS – Si infiamma la corsa Champions a 90′ dal termine. La Roma abdica dopo il pareggio a Sassuolo ma centra l’EuropaLeague anche se rischia di doverla conquistare dai preliminari. Grazie all’1-1 ottenuto a Torino contro la Juventus l’Atalanta va a quota 66 punti al terzo posto e fa un altro passo importante verso la Champions: le basterà un punto contro il Sassuolo. L’Inter invece, sconfitta 4-1 dal Napoli, si complica la vita e dovrà battere l’Empoli a caccia di punti salvezza. Il Milan, che ha un punto in meno dei nerazzurri, dovrà superare la Spal a Ferrara e sperare in un passo falso di Spalletti.

ALLEGRI – «Se c’è la situazione giusta alleno, sennò sto fermo». Massimiliano Allegri non ha tutta questa smania di allenare e lo dice apertamente subito dopo il pareggio con l’Atalanta. «Vediamo cosa succede, la vita piena di imprevisti l’importante è scegliere la cosa giusta» ha proseguito l’ormai ex tecnico bianconero che si toglie un altro sassolino dalla sacrpa: «Giovedì sera – racconta – sapevo di non essere più l’allenatore della Juve dopo la riunione, ma non me l’avevano detto».

di Enrico SarzaniniEdipress

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