• 28 Ottobre 2021 23:57

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Il sindaco ‘veggente’ di Temù che aveva intuito l’epilogo del caso Ziliani

Set 25, 2021

AGI – E’ andato avanti per settimane a dirlo ai carabinieri, a scriverlo sui social: la sua ex impiegata Laura Ziliani, che nel Comune da lui guidato ci ha lavorato per 22 anni, non era caduta in un fosso per sventura tra i boschi, ma qualcuno l’aveva uccisa e aveva intuito anche chi potesse essere sospettato del delitto.

Ora, con la doverosa premessa che le indagini sono in corso e una verità giudiziaria definitiva di là da venire, il sindaco di Temù, Giuseppe Pasina, può rivendicare di avere indicato come si sarebbe evoluta l’inchiesta sulla scomparsa della ex vigilessa Laura Ziliani. Con l’arresto delle due figlie della donna, Silvia e Paola, di 27 anni e 19 anni, e di Mirto Milano, il fidanzato della ragazza più grande.   

“Carabinieri e magistrato mi dicevano di stare zitto”

“Preveggente? No, era tutto molto chiaro anche se i carabinieri e il magistrato continuavano a dirmi di non fare queste dichiarazioni – spiega all’AGI -. Quando l’abbiamo cercata per giorni e non l’abbiamo trovata, era evidente che qualcuno l’avesse uccisa perché altre possibilità non c’erano. Era chiaro che fosse sottoterra. Per cercarla abbiamo percorso 280mila chilometri per più di venti giorni. Nelle ricerche, focalizzate soprattutto nelle zone dove secondo le figlie sarebbe stata a passeggiare, sono state coinvolte fino a 300 persone al giorno”.

Altri dettagli hanno poi rinforzato la sua tesi: “Il telefonino buttato lì in casa, l’orologio abbandonato: era evidente che qualcuno l’avesse portata fuori, poi, certo, si poteva sospettare di tutto o di tutti. Certo, le figlie non hanno mai detto com’era vestita, limitandosi a riferire che forse avesse una maglietta a mezze maniche ma non era il tipo da uscire così col clima che c’era. Qualcosa nel loro racconto non tornava”.        

Se sono state loro devono pignorarle i beni

“La comunità di Temù è scossa perché questo è un fatto prorio doloroso e se è stato consumato all’interno della famiglia è ancora peggio– conclude Pasina -. Però tutti aspettavamo che si risolvesse questo caso, non volevamo che passasse in sordina. La comunità ha insistito per sapere. Restano dei punti di domanda che speriamo vengano chiariti. I carabinieri mi avevano detto che se continuavo a fare dichiarazioni mi avrebbe chiamato il magistrato, ma non avevo paura di dirgli la mia versione. Ora mi auguro che la giustizia faccia pagare i costi alle figlie, se davvero sono state loro a uccidere Laura, e che pignorino il loro patrimonio e paghino i danni se è andata così”. 

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