• 7 Giugno 2026 20:05

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Il secondo polo bancario in Italia, Banco Bpm propone una fusione a Mps

Giu 7, 2026

AGI – Il risiko bancario riparte da una mossa di Banco Bpm. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha proposto a Banca Monte dei Paschi di Siena un’aggregazione concordata che darebbe vita a un “nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia”, destinato a diventare il secondo operatore nazionale per dimensioni in termini di finanziamenti alla clientela e depositi.

L’operazione avrebbe una capitalizzazione di Borsa potenzialmente superiore a 50 miliardi di euro, un “significativo potenziale sinergico” a regime superiore a 1,1 miliardi di euro lordi annui e una “potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro”. Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deliberato all’unanimità l’invio a Mps di una comunicazione con cui manifesta l’interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare una possibile aggregazione tra i due istituti.

Attesa per la risposta di Mps

Nessun commento è arrivato da Siena. Mps ha confermato di avere ricevuto la proposta di Banco Bpm e di essere “in attesa che si riunisca il Consiglio di amministrazione della banca”. Prima di allora “nessun commento”. Il board dell’istituto era già convocato per domani e potrebbe quindi esaminare l’offerta avanzata dalla banca di Piazza Meda.

Ipotesi merger of equals

Per Banco Bpm l’operazione dovrebbe essere realizzata secondo le modalità tipiche di un merger of equals, “la soluzione più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune”, preservando il Dna dei due istituti e valorizzandone le rispettive culture. Il nuovo gruppo avrebbe una governance “improntata a criteri di equilibrio e rappresentatività, nonché alla salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche e del radicamento territoriale“. La banca fonda il progetto su quello che definisce un “chiaro razionale strategico“.

Il nuovo gruppo bancario

Il gruppo risultante diventerebbe il “secondo operatore bancario domestico per dimensioni”, con una copertura completa del territorio nazionale e una presenza particolarmente radicata nelle regioni a maggiore potenziale. In particolare sarebbe il primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto, rafforzando al contempo il posizionamento competitivo in diverse aree del Centro e del Sud Italia.

Sinergie e complementarità

Tra gli elementi qualificanti dell’operazione figura la complementarità delle fabbriche prodotto e l’elevato upside derivante dalla loro ottimizzazione. Banco Bpm richiama sia attività storicamente esternalizzate da Mps e recentemente internalizzate sia le fabbriche prodotto complementari apportate dal polo Mps-Mediobanca.

Integrazione con Mediobanca

L’aggregazione, si legge nel comunicato, si innesterebbe inoltre nel processo di integrazione di Mediobanca attualmente in corso “in maniera efficiente e complementare”, consentendo uno sviluppo coordinato delle attività coinvolte.

Il ruolo della quota in Generali

Un altro tassello del progetto riguarda la partecipazione detenuta da Mps in Generali. Banco Bpm sottolinea gli “ulteriori benefici” derivanti dalla quota e afferma che la sua “decisiva rilevanza” consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche a disposizione del gruppo risultante, nell’interesse degli azionisti e degli stakeholder delle entità coinvolte.

Le stime economiche

Sul piano economico, il gruppo stima un “significativo potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi di euro” al lordo delle imposte. Di questi, oltre 650 milioni deriverebbero da sinergie di costo e oltre 450 milioni da sinergie di ricavo.

A loro volta, le sinergie di ricavo sarebbero generate per circa 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e per circa 200 milioni dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto. La combinazione consentirebbe inoltre di raggiungere una scala operativa adeguata a sostenere gli investimenti tecnologici e il posizionamento competitivo, permettendo al gruppo di competere con i principali operatori internazionali e con i nuovi player digitali.

Sul fronte del mercato dei capitali, Banco Bpm stima una capitalizzazione di Borsa “potenzialmente superiore a 50 miliardi di euro”, con conseguente rafforzamento del posizionamento sul mercato e ampliamento della base degli investitori.

Posizione patrimoniale e cet1

Per gli azionisti la banca prospetta una posizione patrimoniale ai vertici del settore, con un Cet1 ratio fully loaded pro forma pari a circa il 15%, senza considerare gli ulteriori benefici potenziali derivanti dall’eventuale estensione del Danish Compromise alla partecipazione in Generali.

Creazione di valore e sinergie

La “creazione di valore” è stimata in almeno 5,5 miliardi di euro, valorizzando le sinergie al netto di costi di integrazione pari a circa 1,1 miliardi di euro al lordo delle imposte.

Utile netto e crescita

Banco Bpm stima inoltre una “potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro”, accompagnata da una crescita degli utili per azione a doppia cifra, a sostegno di una capacità distributiva superiore a quella prevista nei piani stand alone delle due banche e di una forte generazione organica di capitale.

Avvio del confronto con mps

La banca auspica ora di poter avviare “in tempi rapidi” un confronto con Mps e il suo management per esplorare l’opportunità e, in presenza di un reciproco interesse, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un “percorso strutturato e collaborativo“.

Vantaggi dell’operazione

Secondo Banco Bpm, la natura concordata dell’operazione e l’approccio da merger of equals favorirebbero una realizzazione più efficace dell’integrazione, una minimizzazione del rischio di esecuzione e una piena valorizzazione delle complementarità industriali.

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