• 1 Ottobre 2026 14:02

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Il caro carburante sta cambiando le nostre abitudini quotidiane

Set 30, 2026

Non è più soltanto una voce fastidiosa in fondo allo scontrino del pieno: il caro carburante è entrato ormai stabilmente nella vita di tutti i giorni degli italiani, condizionando scelte che vanno ben oltre il semplice rifornimento all’auto.

A dirlo è una rilevazione dell’istituto di ricerca sociale Eumetra, che fotografa un Paese sempre più costretto a rivedere spostamenti, spese e priorità per far fronte a un costo dei carburanti percepito come sempre più pesante. E con l’arrivo dell’autunno, complice anche il rincaro delle bollette energetiche, la situazione rischia di farsi ancora più delicata.

Il 71% delle famiglie deve tagliare le spese

I numeri raccontano una fotografia piuttosto netta. Ben il 79% degli italiani dichiara che, rispetto a circa sei mesi fa, la spesa familiare per benzina e gasolio è aumentata in maniera consistente. Un dato che supera perfino quello legato alle bollette di luce e gas, ferme al 74%, e quello della spesa alimentare, che si attesta al 68%.

Il carburante, insomma, si conferma oggi la voce che pesa di più sulla percezione economica delle famiglie italiane. Non stupisce quindi che il 71% del campione preveda di dover comprimere alcune spese nei prossimi mesi, mentre solo il 29% ritiene che i propri consumi resteranno sostanzialmente invariati.

Tra chi si prepara a tagliare, le priorità cambiano: il 62% punta il dito su uscite e tempo libero, il 54% sui consumi energetici, il 53% su spostamenti e trasporti non strettamente necessari e altrettanto sull’abbigliamento, mentre il 52% mette in conto rinunce su viaggi e vacanze. Percentuali più contenute, ma comunque significative, riguardano la spesa alimentare, indicata dal 27%, e le spese per la salute, come visite e controlli, segnalate dal 19%.

Il 43% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti

Al di là delle intenzioni future, il caro carburante ha già lasciato un segno concreto nelle abitudini di oggi. Il 43% degli italiani ha ridotto l’utilizzo dell’auto o comunque i propri spostamenti, un cambiamento non da poco per un Paese storicamente molto legato al mezzo privato.

Quasi un terzo del campione, il 32%, ha invece scelto di ridimensionare o rinunciare del tutto a viaggi e vacanze, segno che la mobilità, sia quella quotidiana che quella per il tempo libero, è tra le prime voci a subire tagli concreti quando il portafoglio si fa più leggero.

È interessante notare come il tema del price cap sui carburanti, annunciato di recente da alcuni operatori del settore, si inserisca proprio in questo scenario: una misura che interviene su un costo già percepito come una delle principali pressioni economiche quotidiane, in un momento in cui le famiglie stanno già modificando concretamente i propri comportamenti.

Cambia anche la gestione della casa

Le rinunce, però, non riguardano solo l’auto e gli spostamenti: il caro carburante, unito alla pressione più generale sui costi energetici, sta ridisegnando anche la gestione quotidiana della casa.

Il 33% degli italiani ha già limitato l’uso del riscaldamento o della climatizzazione, mentre il 28% ha ridotto la spesa alimentare e il 24% ha tagliato sull’utilizzo degli elettrodomestici. Un dato, quest’ultimo, che va letto con attenzione: a marzo, tra chi prevedeva di comprimere le spese, il 64% indicava proprio i consumi energetici come voce da ridurre, mentre oggi questa percentuale scende al 54%.

Un calo che, secondo Eumetra, non va necessariamente interpretato come un miglioramento della situazione, ma piuttosto come il segnale che molte famiglie hanno già messo in atto, nei mesi scorsi, le principali strategie di contenimento a disposizione. In altre parole, chi poteva tagliare lo ha già fatto: il margine di manovra, per tanti nuclei familiari, si sta progressivamente riducendo, proprio mentre l’inverno e i suoi costi aggiuntivi si avvicinano.

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