• 28 Febbraio 2026 18:27

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

IA, reti e nuovi device, cosa aspettarsi dal MWC 2026

Feb 28, 2026

AGI – Il Mobile World Congress (MWC) di Barcellona torna dal 2 al 5 marzo 2026 alla Fira Gran Via di L’Hospitalet e lo fa con un’edizione “anniversario”: vent’anni da quando la GSMA ha portato l’evento stabilmente in Catalogna.

La sensazione, guardando programma e tendenze, è che il MWC 2026 sarà meno “fiera di smartphone” e più cabina di regia su tre dossier: intelligenza artificiale (e regole), infrastrutture di connettività (dal 5G al satellite), e autonomia tecnologica in un mercato globale sotto pressione.

Numeri e “peso” politico: perché il 2026 conta

Gli organizzatori si attendono di eguagliare o superare la soglia dei 109.000 partecipanti e di confermare un MWC sempre più orientato a profili decisionali (executive, investitori, regolatori), più che al semplice conteggio dei badge.

È un’impostazione coerente con l’obiettivo dichiarato: fare del congresso un luogo dove si fanno affari, ma anche dove si discute di standard e regolamentazione. Sul fronte economico, la stima di impatto locale resta nell’ordine di centinaia di milioni e si inserisce nel bilancio di lungo periodo del MWC a Barcellona.

L’IA diventa “infrastruttura”: regole, etica e sovranità

Se c’è una parola che attraverserà padiglioni e keynote è IA. Non sia come funzione nei prodotti che come tema industriale e regolatorio: si parlerà di etica, di responsabilità e di come conciliare innovazione e governance

Qui entra in gioco un concetto che sta diventando centrale soprattutto in Europa: la “sovranità dell’IA” applicata alle telecomunicazioni e ai servizi digitali. In pratica: chi controlla dati, modelli, cloud, chip e reti su cui girano applicazioni e servizi basati su IA? È il cuore del dibattito tra operatori, big tech e decisori pubblici, perché l’IA “mangia” dati e richiede banda, latenza bassa, affidabilità e sicurezza.

In concreto ci sono da aspettarsi più annunci su IA per le reti (automazione, manutenzione predittiva, ottimizzazione energetica), discussioni su compliance e risk management dell’IA in settori regolati (sanità, trasporti, PA); un’attenzione crescente al rapporto tra IA e cloud/edge, cioè dove “vive” e dove viene eseguita l’intelligenza (nei data center, vicino all’utente, o in architetture ibride). 

Dalla rete terrestre allo spazio: satelliti e connettività “ubiqua”

Un secondo grande asse è la connettività satellitare integrata con le reti mobili: un tema sempre più concreto (anche per ragioni geopolitiche e di resilienza) e al centro delle agende europee su autonomia strategica digitale.

Non a caso, tra i nomi di richiamo spiccano figure legate all’ecosistema spaziale e satellitare, come Gwynne Shotwell (SpaceX), citata tra gli speaker più attesi. 

Il punto non è se prevarrà il satellite o il 5G, ma l’idea di reti ibride: copertura in aree remote, continuità del servizio in caso di crisi, servizi per trasporti e logistica (dall’aviazione alle rotte marittime), e nuove opportunità per gli operatori.

Il 5G resta un cantiere aperto: non solo copertura, ma soprattutto monetizzazione (reti private industriali, servizi a bassa latenza, slicing, applicazioni mission-critical). Accanto, si comincia a parlare delle “fondazioni” per il 6G, più come roadmap industriale che come prodotto imminente.

Il tutto avviene mentre la filiera hardware vive una fase delicata: domanda legata all’IA, pressione sui costi (anche su componenti come la memoria), e incertezza macroeconomica e commerciale.

Il mercato smartphone, però, mostra segnali di ripresa e “resilienza” dopo anni più difficili. (Nella tua base testi citi numeri IDC e quote di mercato 2025; sono un buon contesto per spiegare perché i brand arrivano a Barcellona con maggiore aggressività di prodotto.)

Pieghevoli, robot-phone e AI on device

Il MWC resta una vetrina di hardware, ma con un baricentro diverso: i telefoni diventano piattaforme per servizi IA e nuove interfacce.

Il caso foldable: da curiosità a segmento premium stabile

Nel racconto dei produttori, gli smartphone pieghevoli stanno uscendo dalla fase sperimentale e consolidano una nicchia premium che punta a crescere.

Samsung sottolinea la maturità della categoria dopo più generazioni e investimenti in R&D, con focus su durabilità (cerniere, display), miniaturizzazione e funzioni AI sempre più integrate nell’esperienza d’uso.

Honor descrive un mercato più maturo, dove le barriere si spostano da problemi tecnici “puri” a percezione e prezzo, con l’idea del pieghevole come “ponte” tra smartphone e tablet per professionisti e creator.

Motorola insiste sul flip come scelta di design/portabilità e sul ruolo del display esterno e delle modalità “hands free”, notando che le resistenze rimangono soprattutto su prezzo e timori (spesso percettivi) di fragilità.

“Telefono robot” e nuove interfacce

Tra le curiosità più chiacchierate, viene dato per atteso a Barcellona un primo concept di telefono pensato per unire IA e robotica personale in un oggetto dimostrativo ad alto impatto mediatico. 

Big tech sì, Apple no: l’ecosistema in fiera

Il MWC mette insieme telco e big tech: operatori, vendor di retephone e grandi piattaforme software/cloud. Anche nel 2026 lo schema dovrebbe ripetersi, con la differenza che la conversazione si sposta sempre più su IA, cloud, sicurezza, dati, oltre che su device e reti.

Apple, come spesso accade, gioca la partita altrove con eventi proprietari e lanci fuori dal perimetro della fiera (un dettaglio utile per inquadrare perché a Barcellona l’attenzione si distribuisce su più marchi e più categorie).

Il ruolo di MWCapital e il fattore talent

Due decenni di MWC hanno contribuito a trasformare Barcellona in un hub europeo della tecnologia e dell’innovazione, anche grazie a un lavoro di “ponte” con il tessuto locale e con il mondo accademico. Su questo asse si innesta la strategia della Mobile World Capital: trattenere valore sul territorio non solo con l’indotto turistico, ma con attrazione di imprese, progetti e capitale umano.

Talent Arena 2026: la scommessa sulle competenze digitali

Il “satellite” più rilevante è il Talent Arena 2026, in programma dal 2 al 4 marzo (in concomitanza con MWC e 4YFN), costruito come grande appuntamento europeo per developer e professionisti digitali: oltre 200 sessioni tra conferenze, workshop e hackathon, con ospiti come Tim Berners-Lee e Kate Darling. 

Dietro le quinte: logistica, sostenibilità e infrastrutture della fiera

Il MWC è anche una macchina logistica enorme (montaggi, catering, trasporti) e un banco di prova per l’infrastruttura digitale del quartiere fieristico. La Fira Gran Via è un asset strategico della città: 240.000 mq e un percorso di espansione che guarda ai prossimi anni. 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close