AGI – Il finale di campionato che non ti aspetti: la cenerentola Como di Fabregas travolge 4-1 la Cremonese fuori casa, la condanna alla Serie B (rendendo superfluo il successo del Lecce per 1-0 sul Genoa) e, cosa più clamorosa, conquista il quarto posto in campionato e l’accesso alla prossima Champions League. Dalla C alla Champions in tre anni.
Se i lariani fanno il loro, stessa cosa può dirsi per la Roma che vince con grande fatica (e un miracolo sullo 0-0 del solito Svilar) per 2-0 a Verona, club retrocesso da settimane che ha trovato il suo gioco migliore proprio nel momento del verdetto inesorabile. Chi invece crolla clamorosamente è il Milan di Max Allegri, sconfitto per 2-1 in casa dal Cagliari. Ai rossoneri sarebbe bastato anche il pareggio per accedere alla prossima Champions e, invece, sarà costretta a disputare l’Europa League. Insieme alla Juventus. I bianconeri, in vantaggio per 2-0 sul Torino, si sono fatti rimontare e il derby di Torino, iniziato un’ora dopo a causa degli scontri tra le tifoserie e il ferimento di un supporter bianconero a causa di un lacrimogeno, è finito 2-2. In realtà il suicidio sportivo la Juve lo ha effettuato nelle ultime giornate (pari in casa col Verona e, soprattutto, ko domenica scorsa in casa con la Fiorentina). In Champions vanno così Inter campione d’Italia, Napoli secondo, Roma terza e Como quarto. In Europa League Juventus quinta e Milan sesto. In Conference League Atalanta settima. Retrocede in Serie B la Cremonese che si aggiunge a Verona e Pisa già retrocesse da tempo. In Serie A rientrano Frosinone e Venezia, mentre il Monza ha vinto 2-0 a Catanzaro la finale di andata dei playoff ed è fortissima candidata a tornare in A.
La partita Cremonese-Como
Il Como vince 4-1 contro la Cremonese e, grazie alla sconfitta del Milan in casa contro il Cagliari, conquista per la prima volta nella sua storia la qualificazione alla Champions League. Nulla da fare per la Cremonese, che retrocede in Serie B.
È stata una partita piena di emozioni: Fabregas ha schierato il classico 4-2-3-1 con Douvikas unica punta, Nico Paz invece è rimasto in panchina a causa del problema al ginocchio accusato in settimana. I padroni di casa hanno risposto con un 3-5-2, con Vardy e Bonazzoli a comporre la coppia d’attacco. Giampaolo, dopo un quarto d’ora, è stato costretto al cambio per via di un problema muscolare di Maleh. I grigiorossi hanno alzato i giri del motore per spaventare i lariani che hanno avuto diversi problemi sulle corsie esterne: nessuna azione pericolosa soprattutto nella prima metà, ma soprattutto poca imprevedibilità negli ultimi 20 metri. Lo scacchiere dei padroni di casa ha impedito i consueti scambi agli uomini di Fabregas, soltanto una doppia conclusione di Baturina ha impensierito Audero, ma il tiro è stato smorzato da una deviazione.
Al 36′ il Como è passato in vantaggio: Douvikas è stato murato dal portiere della Cremonese, sulla respinta è arrivato Jesus Rodriguez che, grazie a un’altra deviazione, ha trovato l’1-0. Il Como ha cominciato il secondo tempo con lo stesso piglio, al 6′ è arrivato il raddoppio di Douvikas, servito dall’assist perfetto di Jesus Rodriguez dopo un recupero palla sulla trequarti avversaria. Due minuti più tardi è stato assegnato un calcio di rigore alla Cremonese per un fallo di Ramon su Vardy, il penalty è stato confermato anche dopo un check da parte del Var: sul dischetto si è presentato Bonazzoli, che ha riaperto la sfida.
Al 23′ della ripresa è stato assegnato un rigore al Como per un fallo di Bianchetti su Douvikas (dopo una lunga revisione al video): in campo e fuori è successo di tutto, Grassi è stato espulso per proteste, Okereke e Djuric dalla panchina, hanno contestato l’operato di Maresca subendo la stessa sorte del compagno. Dal dischetto Da Cunha ha firmato il 3-1 condannando di fatto la Cremonese alla retrocessione. Con l’uomo in più è arrivata la quarta rete, sempre con Da Cunha, che ha trovato l’angolo alla destra di Audero con un tiro dal limite. In pieno recupero è arrivato anche il 5-1 di Sergi Roberto, ma il gol è stato annullato per una posizione irregolare da parte di Morata, che aveva servito l’assist al centrocampista ex Barcellona.
La partita Verona-Roma
La Roma ritrova la Champions League dopo sette anni. I giallorossi battono il Verona per 2-0 nella 38^ e ultima giornata di Serie A, conquistando il terzo posto e centrando una qualificazione nella massima competizione europea dove mancava dalla stagione 2018/2019. Decisive le reti di Malen e di El Shaarawy nel secondo tempo, su doppio assist di uno scatenato Dybala. I giallorossi impiegano qualche minuto per carburare, così la prima occasione capita tra i piedi di Bowie, che al 2′ calcia su assist di Suslov ma trova la respinta di Svilar. Da quel momento si vedono soltanto i giallorossi. Al 14′ Cristante riceve da Ghilardi e calcia di poco fuori, mentre al 33′ è Montipò a negare a Dybala la gioia del gol. La Joya cresce con il passare dei minuti, così come tutta la squadra di Gasperini, che però rischia tantissimo al 40′. Bowie riceve da Lovric e si invola verso la porta giallorossa, dove trova uno strepitoso Svilar a evitare l’1-0. I capitolini rallentano negli ultimi minuti della prima frazione e il match torna equilibrato. Si va all’intervallo sul risultato di 0-0. La svolta del match arriva al 51′. Valentini, già ammonito, trattiene Dybala e riceve il secondo giallo che lo manda anticipatamente fuori dal campo.
Al 53′ Bowie tocca di mano il pallone nella sua area; Sozza inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al Var e cambia la sua decisione, indicando il dischetto. Dagli undici metri va Malen, ma il suo destro viene intercettato da Montipò; la palla finisce tra i piedi di Dybala, che la rimette in mezzo dove l’olandese stavolta non fallisce. Nel finale la Roma trema di fronte a un Verona che, già in Serie B, si gioca le sue carte fino all’ultimo. In pieno recupero arriva il raddoppio giallorosso. Dybala si invola in contropiede, entra in area e appoggia di tacco per El Shaarawy, che batte Montipò e sigla l’ultimo gol della sua avventura in giallorosso. Il settore ospiti esplode: la Roma torna in Champions League.
La partita Milan-Cagliari
Il Milan completa l’harakiri, perde in casa con il Cagliari per 2-1 e dice addio all’obiettivo Champions League. Nonostante il vantaggio immediato targato Saelemaekers, i rossoneri si fanno rimontare dai gol di Borrelli e Rodríguez ed escono clamorosamente sconfitti. La gara inizia in un clima di contestazione da parte della Curva Sud nei confronti di proprietà e dirigenza.
I padroni di casa sbloccano subito il match, dopo nemmeno due minuti. Tomori lancia per Gimenez, il quale effettua una buona sponda di testa in area raccolta poi da Saelemaekers, che con il piatto destro trafigge Caprile per l’1-0. I sardi si fanno vedere dalle parti di Maignan al 19′, con il portiere francese abile a salvare in corner un destro a giro di Gaetano. Dagli sviluppi dell’angolo, Mina arriva per primo sul pallone e la palla finisce poi sul sinistro di Borrelli, che anticipa Gabbia e firma l’1-1 in girata con il sinistro. Gli uomini di Allegri si rivedono al 40′, quando Rabiot entra di prepotenza in area di rigore e serve al centro Gimenez, che si trova però il pallone troppo arretrato e non impatta bene.
Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico. I calci piazzati sono ancora letali per i sette volte campioni d’Europa e i rossoblù ne approfittano, passando in vantaggio al 12′. Borrelli lavora un pallone sporco in area e ci prova da posizione defilata, Maignan respinge ma Rodríguez è il più lesto di tutti a ribadire in rete di testa a porta vuota per il clamoroso 2-1. I rossoneri sono in totale confusione e al 28′ ci vuole Maignan a salvare prima su Borrelli e poi su Palestra nel giro di pochi istanti. La prima vera occasione dei padroni di casa arriva alla mezz’ora, quando Rabiot calcia alto da ottima posizione, trovandosi forse il pallone troppo arretrato, vanificando un assist dalla sinistra del neo entrato Leao.
Un minuto più tardi, Athekame deve mettere il corpo per fermare una conclusione a botta sicura di Adopo da pochi passi che sarebbe certamente finita in fondo al sacco. Al 41′, Maignan è ancora decisivo sbarrando la strada a Mendy, lanciato a rete da un evidente buco difensivo di Saelemaekers. Il forcing finale della squadra di Allegri non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Milan, sommerso dai fischi e dai cori contro Cardinale, disputerà l’Europa League.
La partita Lecce-Genoa
Apoteosi Lecce al Via del Mare. I ragazzi di Eusebio Di Francesco stendono 1-0 il Genoa nel match valevole per la trentottesima e ultima giornata di Serie A 2025/2026 e conquistano la salvezza. A firmare la rete decisiva è Banda. Grande avvio di gara da parte dei padroni di casa che, dopo appena 6′, passano in vantaggio grazie proprio all’attaccante zambiano, che si avventa sulla corta respinta di Leali e scarica un potente destro sotto la traversa. Lo stesso Banda si rende protagonista di una bella giocata personale al 16′, saltando Marcandalli e andando alla conclusione sul primo palo, dove trova la deviazione di Leali. Dopo un inizio complicato, i rossoblù si fanno vedere dalle parti di Falcone con un colpo di testa di Marcandalli che, sugli sviluppi di corner, spedisce di poco alto. Nel finale di primo tempo arriva un grosso spavento per il Lecce con il gol di Frendrup, che però viene subito annullato per un fuorigioco di Colombo. Al termine di un minuto di recupero, le due squadre vanno a riposo sul parziale di 1-0.
Nella ripresa il Genoa torna in campo con il piede giusto, ritagliandosi una buona chance con un tiro di Sabelli che si spegne di poco a lato. Al 63′ i ragazzi di Daniele De Rossi sfiorano il pareggio con Masini che, imbeccato da Colombo, si fa ipnotizzare da Falcone sciupando una grande occasione. La risposta del Lecce non tarda ad arrivare, poiché al 68′ va vicinissimo al raddoppio: cross di Gallo e colpo di testa a botta sicura di Pierotti, che centra un clamoroso palo. Nella fase finale del match i ritmi di gioco si abbassano notevolmente e favoriscono i giallorossi che, forti anche della contemporanea sconfitta della Cremonese contro il Como, si limitano ad amministrare il vantaggio. Il triplice fischio di Doveri sancisce la vittoria per 1-0 dei pugliesi e fa esplodere di gioia il Via del Mare: in virtù di questo successo, il Lecce sale a 38 punti e centra la sua quarta storica salvezza consecutiva, mentre il Genoa chiude il campionato a quota 41.
AGI – Il finale di campionato che non ti aspetti: la cenerentola Como di Fabregas travolge 4-1 la Cremonese fuori casa, la condanna alla Serie B (rendendo superfluo il successo del Lecce per 1-0 sul Genoa) e, cosa più clamorosa, conquista il quarto posto in campionato e l’accesso alla prossima Champions League. Dalla C alla Champions in tre anni.
Se i lariani fanno il loro, stessa cosa può dirsi per la Roma che vince con grande fatica (e un miracolo sullo 0-0 del solito Svilar) per 2-0 a Verona, club retrocesso da settimane che ha trovato il suo gioco migliore proprio nel momento del verdetto inesorabile. Chi invece crolla clamorosamente è il Milan di Max Allegri, sconfitto per 2-1 in casa dal Cagliari. Ai rossoneri sarebbe bastato anche il pareggio per accedere alla prossima Champions e, invece, sarà costretta a disputare l’Europa League. Insieme alla Juventus. I bianconeri, in vantaggio per 2-0 sul Torino, si sono fatti rimontare e il derby di Torino, iniziato un’ora dopo a causa degli scontri tra le tifoserie e il ferimento di un supporter bianconero a causa di un lacrimogeno, è finito 2-2. In realtà il suicidio sportivo la Juve lo ha effettuato nelle ultime giornate (pari in casa col Verona e, soprattutto, ko domenica scorsa in casa con la Fiorentina). In Champions vanno così Inter campione d’Italia, Napoli secondo, Roma terza e Como quarto. In Europa League Juventus quinta e Milan sesto. In Conference League Atalanta settima. Retrocede in Serie B la Cremonese che si aggiunge a Verona e Pisa già retrocesse da tempo. In Serie A rientrano Frosinone e Venezia, mentre il Monza ha vinto 2-0 a Catanzaro la finale di andata dei playoff ed è fortissima candidata a tornare in A.
La partita Cremonese-Como
Il Como vince 4-1 contro la Cremonese e, grazie alla sconfitta del Milan in casa contro il Cagliari, conquista per la prima volta nella sua storia la qualificazione alla Champions League. Nulla da fare per la Cremonese, che retrocede in Serie B.
È stata una partita piena di emozioni: Fabregas ha schierato il classico 4-2-3-1 con Douvikas unica punta, Nico Paz invece è rimasto in panchina a causa del problema al ginocchio accusato in settimana. I padroni di casa hanno risposto con un 3-5-2, con Vardy e Bonazzoli a comporre la coppia d’attacco. Giampaolo, dopo un quarto d’ora, è stato costretto al cambio per via di un problema muscolare di Maleh. I grigiorossi hanno alzato i giri del motore per spaventare i lariani che hanno avuto diversi problemi sulle corsie esterne: nessuna azione pericolosa soprattutto nella prima metà, ma soprattutto poca imprevedibilità negli ultimi 20 metri. Lo scacchiere dei padroni di casa ha impedito i consueti scambi agli uomini di Fabregas, soltanto una doppia conclusione di Baturina ha impensierito Audero, ma il tiro è stato smorzato da una deviazione.
Al 36′ il Como è passato in vantaggio: Douvikas è stato murato dal portiere della Cremonese, sulla respinta è arrivato Jesus Rodriguez che, grazie a un’altra deviazione, ha trovato l’1-0. Il Como ha cominciato il secondo tempo con lo stesso piglio, al 6′ è arrivato il raddoppio di Douvikas, servito dall’assist perfetto di Jesus Rodriguez dopo un recupero palla sulla trequarti avversaria. Due minuti più tardi è stato assegnato un calcio di rigore alla Cremonese per un fallo di Ramon su Vardy, il penalty è stato confermato anche dopo un check da parte del Var: sul dischetto si è presentato Bonazzoli, che ha riaperto la sfida.
Al 23′ della ripresa è stato assegnato un rigore al Como per un fallo di Bianchetti su Douvikas (dopo una lunga revisione al video): in campo e fuori è successo di tutto, Grassi è stato espulso per proteste, Okereke e Djuric dalla panchina, hanno contestato l’operato di Maresca subendo la stessa sorte del compagno. Dal dischetto Da Cunha ha firmato il 3-1 condannando di fatto la Cremonese alla retrocessione. Con l’uomo in più è arrivata la quarta rete, sempre con Da Cunha, che ha trovato l’angolo alla destra di Audero con un tiro dal limite. In pieno recupero è arrivato anche il 5-1 di Sergi Roberto, ma il gol è stato annullato per una posizione irregolare da parte di Morata, che aveva servito l’assist al centrocampista ex Barcellona.
La partita Verona-Roma
La Roma ritrova la Champions League dopo sette anni. I giallorossi battono il Verona per 2-0 nella 38^ e ultima giornata di Serie A, conquistando il terzo posto e centrando una qualificazione nella massima competizione europea dove mancava dalla stagione 2018/2019. Decisive le reti di Malen e di El Shaarawy nel secondo tempo, su doppio assist di uno scatenato Dybala. I giallorossi impiegano qualche minuto per carburare, così la prima occasione capita tra i piedi di Bowie, che al 2′ calcia su assist di Suslov ma trova la respinta di Svilar. Da quel momento si vedono soltanto i giallorossi. Al 14′ Cristante riceve da Ghilardi e calcia di poco fuori, mentre al 33′ è Montipò a negare a Dybala la gioia del gol. La Joya cresce con il passare dei minuti, così come tutta la squadra di Gasperini, che però rischia tantissimo al 40′. Bowie riceve da Lovric e si invola verso la porta giallorossa, dove trova uno strepitoso Svilar a evitare l’1-0. I capitolini rallentano negli ultimi minuti della prima frazione e il match torna equilibrato. Si va all’intervallo sul risultato di 0-0. La svolta del match arriva al 51′. Valentini, già ammonito, trattiene Dybala e riceve il secondo giallo che lo manda anticipatamente fuori dal campo.
Al 53′ Bowie tocca di mano il pallone nella sua area; Sozza inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al Var e cambia la sua decisione, indicando il dischetto. Dagli undici metri va Malen, ma il suo destro viene intercettato da Montipò; la palla finisce tra i piedi di Dybala, che la rimette in mezzo dove l’olandese stavolta non fallisce. Nel finale la Roma trema di fronte a un Verona che, già in Serie B, si gioca le sue carte fino all’ultimo. In pieno recupero arriva il raddoppio giallorosso. Dybala si invola in contropiede, entra in area e appoggia di tacco per El Shaarawy, che batte Montipò e sigla l’ultimo gol della sua avventura in giallorosso. Il settore ospiti esplode: la Roma torna in Champions League.
La partita Milan-Cagliari
Il Milan completa l’harakiri, perde in casa con il Cagliari per 2-1 e dice addio all’obiettivo Champions League. Nonostante il vantaggio immediato targato Saelemaekers, i rossoneri si fanno rimontare dai gol di Borrelli e Rodríguez ed escono clamorosamente sconfitti. La gara inizia in un clima di contestazione da parte della Curva Sud nei confronti di proprietà e dirigenza.
I padroni di casa sbloccano subito il match, dopo nemmeno due minuti. Tomori lancia per Gimenez, il quale effettua una buona sponda di testa in area raccolta poi da Saelemaekers, che con il piatto destro trafigge Caprile per l’1-0. I sardi si fanno vedere dalle parti di Maignan al 19′, con il portiere francese abile a salvare in corner un destro a giro di Gaetano. Dagli sviluppi dell’angolo, Mina arriva per primo sul pallone e la palla finisce poi sul sinistro di Borrelli, che anticipa Gabbia e firma l’1-1 in girata con il sinistro. Gli uomini di Allegri si rivedono al 40′, quando Rabiot entra di prepotenza in area di rigore e serve al centro Gimenez, che si trova però il pallone troppo arretrato e non impatta bene.
Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico. I calci piazzati sono ancora letali per i sette volte campioni d’Europa e i rossoblù ne approfittano, passando in vantaggio al 12′. Borrelli lavora un pallone sporco in area e ci prova da posizione defilata, Maignan respinge ma Rodríguez è il più lesto di tutti a ribadire in rete di testa a porta vuota per il clamoroso 2-1. I rossoneri sono in totale confusione e al 28′ ci vuole Maignan a salvare prima su Borrelli e poi su Palestra nel giro di pochi istanti. La prima vera occasione dei padroni di casa arriva alla mezz’ora, quando Rabiot calcia alto da ottima posizione, trovandosi forse il pallone troppo arretrato, vanificando un assist dalla sinistra del neo entrato Leao.
Un minuto più tardi, Athekame deve mettere il corpo per fermare una conclusione a botta sicura di Adopo da pochi passi che sarebbe certamente finita in fondo al sacco. Al 41′, Maignan è ancora decisivo sbarrando la strada a Mendy, lanciato a rete da un evidente buco difensivo di Saelemaekers. Il forcing finale della squadra di Allegri non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Milan, sommerso dai fischi e dai cori contro Cardinale, disputerà l’Europa League.
La partita Lecce-Genoa
Apoteosi Lecce al Via del Mare. I ragazzi di Eusebio Di Francesco stendono 1-0 il Genoa nel match valevole per la trentottesima e ultima giornata di Serie A 2025/2026 e conquistano la salvezza. A firmare la rete decisiva è Banda. Grande avvio di gara da parte dei padroni di casa che, dopo appena 6′, passano in vantaggio grazie proprio all’attaccante zambiano, che si avventa sulla corta respinta di Leali e scarica un potente destro sotto la traversa. Lo stesso Banda si rende protagonista di una bella giocata personale al 16′, saltando Marcandalli e andando alla conclusione sul primo palo, dove trova la deviazione di Leali. Dopo un inizio complicato, i rossoblù si fanno vedere dalle parti di Falcone con un colpo di testa di Marcandalli che, sugli sviluppi di corner, spedisce di poco alto. Nel finale di primo tempo arriva un grosso spavento per il Lecce con il gol di Frendrup, che però viene subito annullato per un fuorigioco di Colombo. Al termine di un minuto di recupero, le due squadre vanno a riposo sul parziale di 1-0.
Nella ripresa il Genoa torna in campo con il piede giusto, ritagliandosi una buona chance con un tiro di Sabelli che si spegne di poco a lato. Al 63′ i ragazzi di Daniele De Rossi sfiorano il pareggio con Masini che, imbeccato da Colombo, si fa ipnotizzare da Falcone sciupando una grande occasione. La risposta del Lecce non tarda ad arrivare, poiché al 68′ va vicinissimo al raddoppio: cross di Gallo e colpo di testa a botta sicura di Pierotti, che centra un clamoroso palo. Nella fase finale del match i ritmi di gioco si abbassano notevolmente e favoriscono i giallorossi che, forti anche della contemporanea sconfitta della Cremonese contro il Como, si limitano ad amministrare il vantaggio. Il triplice fischio di Doveri sancisce la vittoria per 1-0 dei pugliesi e fa esplodere di gioia il Via del Mare: in virtù di questo successo, il Lecce sale a 38 punti e centra la sua quarta storica salvezza consecutiva, mentre il Genoa chiude il campionato a quota 41.