ROMA – Progoga del blocco dei licenziamenti, in scandenza il 31 marzo 2021. Proroga anche degli annortizzatori sociali. Massima disponibilità a organizzare vaccinazioni di massa sui posti di lavoro.

I leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil avanzano queste richieste al nuovo ministro del lavoro Andrea Orlando, nel primo incontro dal giuramento del governo Draghi.

Ecco Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil: “L’emergenza da affrontare subito è il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali. Urgenti sono i temi del lavoro al Sud e del lavoro per i giovani e per le donne. Poi cè’ il tema delle politiche attive del lavoro, questione che va correlata anche al Recovery Fund. Ecco perché – aggiunge il leader della Uil – occorre chiedere all’Europa il rifinanziamento di un nuovo programma Sure per tutto il 2021”.

In questo quadro, secondo Bombardieri, “la riforma degli ammortizzatori sociali va fatta a bocce ferme e non mentre è in corso l’emergenza e va fatta nel rispetto del principio assicurativo, anche tenendo conto di logiche solidali. Il tema della sicurezza, infine, è fondamentale: noi proponiamo, d’accordo con chi lo ha già fatto, di predisporre un piano di vaccinazione da somministrare all’interno dei luoghi di lavoro, coinvolgendo tutte le parti sociali, le aziende e i lavoratori”.

“E’ stato un incontro positivo ed un segnale importante di attenzione nei confronti delle parti sociali, in particolare del sindacato”, dice la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, “abbiamo espresso al ministro Orlando che le cose da fare sono tante e che si può immediatamente lavorare insieme sulle gravi emergenze oggi presenti nel mondo del lavoro”.

“Occorre accelerare la proroga della cassa Covid ed il blocco dei licenziamenti, coprire nel prossimo decreto Ristori i lavoratori precari ed atipici che erano rimasti fuori dai precedenti provvedimenti, aprire immediatamente i tavoli per la rivisitazione degli ammortizzatori sociali per dare le giuste tutele ai quei lavoratori oggi esclusi”.

“Nello stesso tempo – aggiunge – occorre subito avviare il confronto sul rilancio delle politiche attive del Lavoro, oggi praticamente assenti nel nostro Paese, con l’obiettivo di costruire una sinergia tra i centri pubblici per l’impiego e le strutture private, in un rapporto nuovo tra territorio, scuola, università ed imprese.