Ci sono stati controesodi più sereni per gli italiani in passato, chiusi nella morsa oggi di un costo della vita che per molti sta diventando insostenibile. Per milioni di automobilisti al rientro dalle vacanze si prospetta un salasso presso i distributori. I prezzi di benzina e gasolio continuano a salire, toccando livelli record che, senza uno scenario di proroghe ulteriori del taglio delle accise, incutono timore.
Un litro di gasolio speciale, quello a più alte prestazioni, ha superato su alcune autostrade dello Stivale il costo di un litro di latte ad alta digeribilità: oltre 3 euro al litro. Il Governo è in cerca di soluzioni per coloro che presentano i redditi più bassi, ma nulla sembra poter arrestare i prezzi galoppanti dei carburanti che, di giorno in giorno, viaggiano su quotazioni diverse rispetto a quelle del petrolio che cala.
Numeri da capogiro
Il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) ha annunciato i nuovi prezzi dell’osservatorio carburanti. Il costo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,015 euro al litro per la benzina e 2,136 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, come sottolineato dal MIMIT, il prezzo medio self è di 2,091 euro per la benzina e 2,207 euro per il gasolio.
Non si fermano gli aumenti e specifici carburanti hanno già sfondato in alcuni distributori autostradali la soglia dei 3 euro al litro. Il picco massimo? Sulla A22 Brennero-Modena, il Supreme Diesel servito ha toccato quota 3,159 euro al litro. Si parla di un carburante premium, ma non si era mai raggiunto un livello così alto alle nostre latitudini. Sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio servito è arrivato a 2,729 euro al litro. Pensate che sull’isola di Pantelleria un litro di gasolio costa 2,799 euro. Il Codacons ha lanciato l’allarme:
“Nessuno sostiene che domani tutti gli italiani pagheranno 3 euro per un litro di carburante, ma il fatto stesso che questa soglia sia già stata superata in alcuni impianti deve far scattare un campanello d’allarme. Il rischio è che, se la corsa dei listini proseguirà, la quota 3 euro smetta di essere un’eccezione estrema e diventi un riferimento sempre meno lontano per gli automobilisti”.
Le proposte in soccorso degli italiani
L’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori (ADOC) si è esposta con una richiesta esplicita:
“Serve una proroga immediata e un potenziamento del taglio delle accise avviando allo stesso tempo un trasferimento immediato delle accise sui carburanti nella fiscalità generale. Inoltre, bisogna ridurre l’Iva al 5%, equiparando benzina e gasolio all’aliquota già prevista per il metano per autotrazione e sono necessari sostegni diretti per le famiglie a basso reddito e più vulnerabili”.
L’Unione Nazionale Consumatori (UNC), la prima e storica associazione di consumatori in Italia, ha aggiunto che il Governo dovrebbe assumersi la responsabilità di tagliare le accise di 30 centesimi per il gasolio e di 14 per la benzina. Senza degli interventi mirati le aziende agricole rischiano il fallimento. Un potenziamento sul lungo periodo delle accise appare improbabile e sconti a tempo, bonus e social card non cambierebbero degli scenari che si stanno facendo sempre più oscuri.